Vibo Valentia

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Vibo Valentia
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Stato: Italia
Regione: Calabria
Provincia: di Vibo Valentia (VV)
Latitudine: 38° 40‘ Nord
Longitudine: 16° 05‘ Est
Altitudine: 476 m s.l.m.
Superficie: 46 km²
Popolazione:
 - Totale
 - Densità

35.124
764 ab./km²
Frazioni:  
Comuni limitrofi: Briatico, Cessaniti, Filandari, Francica, Jonadi, Pizzo, San Gregorio d'Ippona, Sant'Onofrio, Stefanaconi
CAP: 89900
Prefisso tel.: 0963
Codice ISTAT: 102047
Codice catastale: F537
Abitanti (nome): vibonesi
Patrono:
 - Santo
 - Giorno

San Leoluca
1 marzo
Sito istituzionale: comune.vibo-valentia

Vibo Valentia è un comune di 35.124 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia.

Indice

Storia

In principio fu un centro appartenente ai Bruzi che la denominarono "Veip" (da dove si genera "Vibo"), in seguito, dato il colonialismo greco, la città venne chiamata Hipponion. Nel 192 AC i romani vi insediarono una colonia chiamandola "Valentia" e, successivamente, in epoca imperiale, Vibo Valentia. I bizantini provvidero a fortificarla ma i saraceni, verso il X secolo, la distrussero; Federico II di Svevia la ricostruì e ne cambiò il nome in "Monteleone" che, però, dal 1928 ritornò ad essere Vibo Valentia.

Già al tempo dei Greci prima e dei Romani poi, eletta Municipio, conobbe una sua centralità strategica e politica, tanto che ebbe l'onore di ospitare Giulio Cesare, Ottaviano e Cicerone, che la ricorda nelle sue lettere. La costruzione della Via Popilia interessò la città che divenne un'importante stazione. La ricchezza di legname, fornito dall'entroterra, favorirà il sorgere presso il porto di industrie navali.

Fu una delle prime sedi episcopali, che Ruggero il Normanno trasferi nella sua Mileto.

Nell'ottocento i Francesi la elevarono a capoluogo della Calabria Ultra e da allora fino a pochi decenni addietro fiorirono tanti mestieri, il cui ricordo è nel nome di strade (Via Forgiari, Via Chitarrari, Via Argentaria, ecc.) e di istituzioni come il Real Collegio Vibonese (l'ancora esistente Convitto Filangieri e il teatro Comunale, demolito incautamente negli anni '60).

Sotto il Fascismo, per opera di Luigi Razza, giornalista, politico, deputato al Parlamento e Ministro dei Lavori Pubblici nel periodo fascista, che tra l'altro volle la costruzione del Palazzo del Municipio, eseguito in perfetto stile fascista, ebbe un grande rilancio nel campo dei lavori pubblici. La città ne ha voluto onorare la memoria con un monumento, una statua bronzea, a figura intera, scolpita da F. Longo nel 1938, la quale si erge in Piazza Duomo su un alto piedistallo, sormontato da una stele recante in cima l'effigie marmorea della Vittoria alata. Un'altra effigie gli è stata riservata nel Palazzo del Municipio, a lui intitolato.

Nel 1993 con la realizzazione di un solenne monumento, la città ha inteso onorare la memoria di un altro suo illustre figlio, Michele Morelli, grande patriota e martire del risorgimento.

Cultura

La mitologia racconta che là, dove l'aspro sperone del monte Ipponio si protende sul mare di Lampetia (Lametia Terme), la giovane dea Persefone-Kore, figlia di Zeus e di Demetra, fu rapita un giorno da Plutone che la costrinse a seguirlo nell'Averno su un carro trainato da cavalli furenti. Il padre Zeus dispose che trascorresse i mesi dell'inverno nell'Ade e i mesi estivi sulla terra. In quel luogo fu innalzato un tempio e le fanciulle dell'antica Veip, in primavera, vestite a festa, con la testa cinta di fiori, rendevano omaggio alla dea.

Sport

Il 13 maggio 2003 la 4^ tappa del Giro d'Italia 2003 si è conclusa a Vibo Valentia con la vittoria dell'australiano Robbie McEwen.

Immagini

Immagine mancante
Castello_normanno_svevo.jpg
Vibo Valentia - Castello Normanno-Svevo
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Cerasarella.jpg
Vibo Valentia - Scesa della Cerasarella
Immagine mancante
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Vibo Valentia - Panorama


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