Venezuela

Venezuela
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Motto:  
300px|Localizzazione geografica
Informazioni
Denominazione: República Bolivariana de Venezuela
Lingua ufficiale: Spagnolo
Capitale: Caracas (1.700.000 ab./ 2004)
Politica
Forma di governo: Repubblica federale presidenziale
Capo di stato: Hugo Rafael Chávez Frías
Capo del governo: Hugo Chávez
Indipendenza: Dalla Spagna
5 luglio 1811
Ingresso all' ONU: 1945
Area
Totale: 912.050 km²
Pos. nel mondo: 32°
% delle acque: 0,3%
Popolazione
Totale: 24.287.670 ab. (2002)
Pos. nel mondo: 43°
Densità: 27 ab./km²
Geografia
Continente: America del Sud
Fuso orario: UTC -4
Economia
Valuta: Bolivar
Consumo energia:   kW/ab.
Varie
TLD: .ve
Prefisso tel.: +58 (007 dal Kenya e dall'Uganda)
Sigla autom.: YV
Inno nazionale: Gloria al Bravo Pueblo
Festa nazionale: 5 luglio
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È inoltre membro dell'ACS, del Patto delle Ande (1973), dell'OAS, dell'OPEC (1960) e del Gruppo di Rio (1986)
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Il Venezuela è una nazione (912.050 km², 24.287.000 abitanti, capitale Caracas) dell'America meridionale. Confina a

Il Venezuela è una repubblica federale presidenziale. La lingua ufficiale è quella spagnola.

Indice

Storia

La scoperta degli occidentali

Il paese fu scoperto da Cristoforo Colombo nel suo terzo viaggio (1498), che arrivò al golfo di Paria e al delta dell'Orinoco. La spedizione di A. de Ojeda, Amerigo Vespucci e J. de la Cosa (1499), che le diede il nome di piccola Venezia, esplorò il litorale settentrionale, scoprendo il lago di Maracaibo. Il primo insediamento spagnolo fu Nueva Cadiz (1522).

L'esplorazione dell'interno si svolse per merito dei banchieri di Augusta, i Welser, a cui Carlo V affidò l'amministrazione del paese (1528-46). Ai Welser succedette il governatore Juan de Tolosa (1546), che pose la capitale a Tocufo, moderò gli eccessi dei conquistatori e instaurò il regime delle encomiendas.

Nel 1657 fu fondata Caracas; nel 1731 si creò la capitaneria generale del Venezuela e nel suo territorio vennero incorporate progressivamente nuove regioni.
L'economia del paesi si stabilì sull'estrazione mineraria, con il conseguente sfruttamento degli indigeni e l'importazione di schiavi neri, seguita poi dalla coltivazione di tabacco, caffè, cacao e indaco.
Nel 1779-81 scoppiò una violenta rivolta dei Comuneros, repressa sanguinosamente dagli spagnoli e nel 1797 i cittadini di Caracas insorsero, mentre F. Miranda svolgeva la sua opera per l'indipendenza nazionale attraverso alleanze con l'Inghilterra e gli USA.

Indipendenza

Durante il periodo napoleonico, il dominio spagnolo nel paese entrò in crisi, nel 1810 venne dichiarata l'autonomia, che nel corso del 1811, su trasformò in indipendenza: alla fine dell'anno il primo Congresso Nazionale approvava la Costituzione, sul modello americano.

La controffensiva spagnola fu bloccata da Simon Bolivar, proclamato nel 1813 "el Libertador", che vinse la battaglia decisiva a Carabobo (1821). Con la successiva vittoria a Ayacucho (1824), occupò l'Ecuador e parte del Perù, ponendo fine al dominio spagnolo nell'America meridionale.

Il tentativo di Bolivar di unire tutti gli stati in una grande federazione fallì di fronte ai movimenti separatisti, quello venezuelano era capeggiato da A. Paez, che nel 1829 proclamò l'indipendenza del Venezuela, divenendo capo del paese.

Primi governi indipendenti

Si delinearono due partiti, uno governativo e conservatore, l'altro liberale e di opposizione, ma il loro scontro politico venne spesso interrotto dall'intervento dei militari, come José Tadeo Monagas e José Gregorio Monagas, che riformarono la costituzione in senso federale (1857).
Ciò provocò la reazione degli oligarchici ed una guerra civile di 5 anni (1858-63), conclusasi con l'approvazione della costituzione federale.
Ma le province federate cercarono di ottenere una totale indipendenza, ribellandosi ed estendendo alla quasi totalità del paese una agitazione politica e sociale che venne domata dalla dittatura di Antonio Guzmàn Bianco, più volte eletto presidente, che promulgò la legge sull'istruzione gratuita e obbligatoria (1870) e costruì la prima ferrovia.

Altra dittatura fu quella del generale Cipriano Castro (1899-1908) ed anche il suo successore, Juan Vicente Gómez, governò con metodi autoritari. Riuscì a mantenere il paese fuori dalla prima guerra mondiale, lo fece aderire alla Società delle Nazioni (1920) e risolse le questioni di confine con Colombia e Brasile. Nel 1936 una rivolta degli Indi e nel 1937 il colpo di stato del presidente E. Lopez Contreras, che sciolse tutti i partiti, agitarono nuovamente la vita politica e sociale del paese.

Seconda guerra mondiale

La seconda guerra mondiale colpì duramente le esportazioni petrolifere nazionali, provocando una crisi monetaria; nel 1941 il Venezuela dichiarava guerra alle potenze dell'Asse.

Nonostante alcune riforme di avanzato liberalismo, nel 1945 salì al potere il socialista Romulo A. Bétancourt, mentre le elezioni della costituente dell'anno seguente, davano la maggioranza assoluta al partito di Azione Democratica. Nel 1948 un colpo di stato dei conservatori, alleatisi con i militari, portava al potere una giunta militare presieduta dal colonnello C. Delgado, che sciolse il Parlamento ed instaurò un governo autoritario.

Da allora, il paese ha attraversato continue fasi di irrequietezza, poiché i governi oligarchici e conservatori che si sono succeduti non hanno saputo appianare il contrasto fra le grandi ricchezze di pochi e la grave miseria di molti.

Nel 1958 una rivoluzione riportava al potere Bétancourt; un riformismo progressivo, il controllo dei giacimenti petroliferi, la difesa dei principi democratici e una parziale riforma agraria, non furono sufficienti alla sua rielezione, attaccato dalla destra e dalle forze di sinistra castriste e comuniste.

Le elezioni del 1963, diedero la presidenza a Raoul Leoni, candidato dell'Azione Democratica.
Nel 1969 viene eletto a presidente Rafael Caldera, che prosegue la politica del suo predecessore.
Vengono nazionalizzate le industrie del petrolio e dell'acciaio (1975).
Le elezioni del 1978 vengono vinte da Luis Herrera Campíns, che porta avanti disastrosi progetti economici.
Le elezioni del 1983 vedono la vittoria di Jaime Lusinchi, il crollo del prezzo del petrolio provoca tagli nella politica assistenziale.

Gli anni recenti

Nel 1988 viene eletto alla presidenza Carlos Andrés Pérez. Rivolte a Caracas per la scarsità di generi alimentari provocano 1.500 morti. Nel 1993 Pérez viene destituito per corruzione, viene rieletto Caldera, seguito nel 1998 da Hugo Chávez.

Nel 1999 viene riscritta e approvata la Costituzione, convalidata successivamente da un referendum popolare; in dicembre il Venezuela viene sconvolto da frane ed alluvioni con migliaia di morti.

Geografia

Geografia fisica

Il territorio si estende dall'equatore fino a circa il 10° parallelo nord.
Tutti i centri di maggiore importanza sono situati lungo le coste.

Le coste sono basse, escluse quelle della fascia centrale, dove le montagne giungono a picco sul mare. Sono incise profondamente dal Golfo del Venezuela, in fondo al quale si apre il lago Maracaibo, il più grande dell'America meridionale. Le sue acque dolci non si mescolano con quelle del mare, in quanto lo stretto passaggio che li collega, è profondo solo tre metri.
Il sottofondo del lago è ricchissimo di petrolio e centinaia di torri di estrazione si elevano dalle sue acque. Attorno si alzano le catene montuose più importanti del Venezuela, come la Cordigliera di Mérida. Alle spalle della Cordigliera di Mérida, si apre una lunga e ampia pianura, attraversata dal fiume Orinoco.
Nella stagione delle piogge, il fiume straripa, coprendo di acqua fangosa tutte le terre circostanti. A sud del fiume si innalza il Massiccio della Guayana.

Morfologia

Il paesaggio del Venezuela è vario e discontinuo, risultando costituito da sezioni caratterizzate da un diverso sviluppo delle vicende geologiche.
Si va dalle catene montuose, con cime che superano i 5.000 m, del sistema andino, all'ampia depressione occupata dal lago Maracaibo, dalle ondulazioni della superficie peneplanata dello scudo precambriano della Guyana alle piatte distese del bassopiano compreso tra la catena andina e il Massiccio della Guayana. Esistono aree di recente formazione, coinvolte nelle complesse vicende dell'orogenesi andina e il cui assestamento non è ancora definitivo, come testimonia l'intensa attività sismica, ma anche aree antichissime, già emerse nel precambriano.
Nel complesso il territorio venezuelano può essere distinto in tre fondamentali sezioni:

Regione andina

Le Ande locali costituiscono l’appendice nord-orientale del sistema montuoso, qui si assottiglia e si smembra in diverse catene minori.
L'erezione di queste catene è avvenuta per fasi successive: le prime risalgono alla fine del Paleozoico, ma quelle più importanti sono quelle iniziate alla fine del Cretaceo, con un massimo nel Pliocene e nel Pleistocene, quando si ebbero i sollevamenti di potenti serie sedimentarie mesozoiche e cenozoiche e la risalita di grandi masse intrusive di natura granitiche, come quella del Pico Bolivar, che con i suoi 5.007 m è la montagna più alta.

I due principali allineamenti montuosi sono la Sierra di Perijá, lungo il confine colombiano, e la Cordigliera di Mérida che si estende in direzione sudovest-nordest, per poi proseguire verso oriente con il nome di Cordigliera della Costa. Tra la Sierra di Perijá e la Cordigliera di Mérida, si apre una depressione vasta 70.000 km² e in gran parte sommersa dalle acque del lago di Maracaibo, che è il residuo di un vasto golfo marino, parzialmente colmato dal materiale alluvionale dei fiumi delle alture circostanti.
Questa depressione si è impostata in un bacino subsidente, invaso a più riprese dal mare, riempito da sedimenti sia marini che continentali per una potenza complessiva superiore a 5.000 m e in cui si sono formati giacimenti di idrocarburi.

Pianure

La regione dei llanos è ampia 300.000 km² (35% del territorio nazionale); questo bassopiano, piatto e monotono, corrisponde strutturalmente a una subsidenza tettonica instauratasi la l'orogenesi andina e il massiccio della Guayana.
Alluvioni cenozoiche e neozoiche, hanno riempito gradatamente quello che nel Cenozoico era un ampio golfo marino: ancora oggi l'Orinoco e i suoi affluenti depositano enormi quantità di materiale alluvionale, in particolare sabbie (il vasto del delta del fiume progredisce di 45 m ogni anno).

Penepiano

Al di là del corso dell’Orinoco, c'è la regione del penepiano, profondamente incisa dagli affluenti di destra del fiume. È alto in media 600-700 m, composto da rocce cristalline e sedimentarie, spesso profondamente metamorfosate, che risalgono in gran parte al Precambriano; nel tratto a sud è parzialmente ricoperto da formazioni sedimentarie e da intrusioni cristalline mesozoiche.
L'altopiano raggiunge le massime elevazioni col Pico de Neblina (3.014 m) e col Pico Roraima (2.875 m); lungo il confine con il Brasile, troviamo la Serrania de Pacaraima, che si affaccia sul bassopiano amazzonico.

Le coste sono basse e paludose ad occidente, tra le penisole di Guajira e Paraguaná, mentre a oriente si fanno sempre più rettilinee ed elevate, per l'allungarsi della Cordigliera della Costa parallelamente alla linea di costa.

In seguito al movimento di immersione verificatosi nel Pliocene, pieghe marginali della cordigliera hanno dato origine alla doppia penisola di Araya e di Paria e a formazioni insulari, tra cui l'isola Margarita.

Idrografia

La gran parte del territorio tributa nell'Oceano Atlantico tramite l'Orinoco (2.140 km, bacino di 948.000 km²), che è il terzo fiume dell'America meridionale; nasce presso il confine con il Brasile, attraversa interamente il Venezuela formando un vasto arco a causa della presenza del Massiccio della Guayana; assai ricco d'acqua, anche per il numero elevato di affluenti, ed interrotto nel suo alto corso da rapide e cascate, che ne impediscono la navigazione.
Un suo tributario di destra, il Caroni, forma la cascata più alta della Terra, il ], di 982 m. Corsi d'acqua più modesti sono il Tocuyo, che si getta nel Mare delle Antille e il Catatumbo, che sfocia nel lago di Maracaibo, vasto 14.000 km² e profondo non più di 50 m, che comunica con il Golfo del Venezuela, tramite uno stretto passaggio.

Clima

Data la posizione del paese, il paese presenta un clima equatoriale; le temperature sono relativamente uniformi, almeno nelle zone più basse, con deboli escursioni termiche annue. Variazione notevoli si hanno in corrispondenza alle aree più elevate, come a Caracas (1.000 m) o Mérida (1.600 m). Le precipitazioni rientrano nelle caratteristiche del clima equatoriale solo per l’area meridionale guyanense (2.000-2.500 mm annui, equamente distribuite in tutti i periodi dell’anno); i llanos hanno un clima tropicale a due stagioni, piovosa quella estiva, asciutta quella invernale, con piogge complessivamente meno abbondanti (1.000 mm annui). Valori e caratteristiche simili a quelle dell’area guyanense si hanno nelle zone costiere.

Temperatura e precipitazioni

Venezuela
Immagine:Venezuela_Clima.jpg
Temperature e precipitazioni mensili

Geografia umana

Le prime popolazioni del Venezuela furono: Arauachi, indios del llanos, Caribi, ma non raggiunsero notevoli livelli di civiltà e non ebbero la capacità di creare un apparato statale; furono così facilmente colonizzati dai nuovi arrivati spagnoli.

Popolazione

Densità: 27 per km²

Etnie

Meticci 69%, bianchi 20%, neri 9%, amerindi 2%.

Religione

Cattolici 89%, protestanti e altri 11%.

Geografia politica

Il Venezuela è diviso in 23 stati, più il Distretto della capitale (Distrito Capital) più le 72 dipendenze federali (Dependencias Federales) costituite da un'insieme di isole ed isolotti al largo della costa caraibica venezuelana e per lo più disabitati.

Stati del Venezuela
(dati del censimento 2001)
  Stato Codice ISO Capoluogo Abitanti Superficie km2
1 Amazonas VE-Z Puerto Ayacucho 70.464 180.145
2 Anzoátegui VE-B Barcelona 1.222.225 43.300
3 Apure VE-C San Fernando (de Apure) 377.756 76.500
4 Aragua VE-D Maracay 1.449.616 7.014
5 Barinas VE-E Barinas 624.508 35.200
6 Bolívar VE-F Ciudad Bolívar 1.214.846 238.000
7 Carabobo VE-G Valencia 1.932.168 4.650
8 Cojedes VE-H San Carlos 253.105 14.800
9 Delta Amacuro VE-Y Tucupita 97.987 40.200
10 Falcón PY-1 (Santa Ana de) Coro 763.188 24.800
11 Guárico VE-J San Juan (de los Morros) 627.086 64.986
12 Lara VE-K Barquisimeto 1.556.415 19.800
13 Mérida VE-L Mérida 715.268 11.300
14 Miranda VE-M Los Teques 2.330.872 7.950
15 Monagas VE-N Maturín 712.626 28.99
16 Nueva Esparta VE-O La Asunción 373.851 1.150
17 Portuguesa VE-P Guanare 725.740 15.200
18 Sucre VE-R Cumaná 786.483 11.800
19 Táchira VE-S San Cristóbal 992.669 11.100
20 Trujillo VE-T Trujillo 608.563 7.400
21 Vargas VE-X La Guaira 298.109 1.497
22 Yaracuy VE-U San Felipe 499.049 7.100
23 Zulia VE-V Maracaibo 2.983.679 63.100
24 Dependencias Federales VE-W   1.651 120
25 Distrito Capital VE-A Caracas 1.836.286 433

Geografia economica

Prodotto Nazionale Lordo: 3.480$ pro capite (40° posto della classifica mondiale).
Bilancia dei pagamenti: 6 miliardi di $.
Inflazione: 50,0%.
Disoccupazione: 10,00%.

Punti di forza: possiede i maggiori depositi petroliferi noti al di fuori di Russia e Medio Oriente. Massicce riserve di carbone, bauxite, ferro e oro. Lo sviluppo di un nuovo combustibile estratto dal bitume ha attratto capitali stranieri, che hanno portato benefici anche a banche, telecomunicazioni e acciaierie. Mercato del lavoro flessibile.

Punti di debolezza: notevole burocrazia statale. Servizi pubblici non adeguati. Il rinnovamento delle infrastrutture è in forte ritardo. Forte evasione fiscale e valuta debole.

Risorse

Produzione di energia elettrica: 20.000.000 kw.
Pesca: 490.194 tonnellate.
Petrolio: 3.130.000 b/g.
Allevamento: pecore 0,82 milioni, capre 3,2 milioni, bovini 15,4 milioni, suini 4,8 milioni.
Minerali: petrolio, bauxite, ferro, gas naturale, carbone, oro, alluminio.

Agricoltura

La produzione vegetale del Venezuela è data da: caffè, cacao, tabacco, canna da zucchero, cotone, vaniglia.

Allevamento

L'allevamento è in forte progresso nei llanos.

Pesca
Risorse minerarie

È la parte più importante dell'economia nazionale, soprattutto con l'estrazione del petrolio.

Industria

Presenti industrie alimentari, calzaturifici e tessili.

Trasporti

Rete stradale: 29.954 km.
Rete autostradale: 2.690 km.
Rete ferroviaria: 402 km.
Rete navigabile: 7.100 km.
Caracas: aeroporto internazionale Simón Bolivar (6.940.000 passeggeri l'anno)

Turismo

1 visitatore ogni 29 abitanti.
Provenienza: USA 25%, Italia 9%, Spagna 8%, Germania 7%, Paesi Bassi 6%, altro 45%.

Esportazioni

USA 51%, Colombia 6%, Suriname 5%, Brasile 4%, Repubblica Dominicana 3%, altri 31%.

Importazioni

USA 45%, Colombia 6%, Brasile 5%, Messico 5%, Giappone 4%, altri 35%.

Cultura

Alfabetizzazione

Tasso di alfabetizzazione: 92%.
Studenti universitari: 550.783.

Istruzione

Obbligo scolastico fino a 15 anni.

Sanità

Sistema sanitario pubblico.

Ambiente

Il 36,0% del territorio è protetto.

Partecipe alla convenzioni ambientali di:

Flora

Le differenti condizioni climatiche e morfologiche giustificano l'esistenza di paesaggi contrastanti.
Dove esistono condizioni di umidità, come nell'area del bacino amazzonico, nel sud-ovest del massiccio della Guayana e nel delta dell’Orinoco, troviamo una densa foresta equatoriale; nella zona settentrionale della Guyana si estende il chaparral, una formazione di transizione tra la foresta e la savana arborea o arbustiva.

La maggior parte dei llanos è formata da una continua distesa erbosa con radi alberi che si infittiscono lungo il corso dei fiumi; dove la precipitazione scende sotto gli 800 mm annui, la vegetazione diventa xerofila: in talune zone assume aspetti stepposi o di predeserto.

Caratterizzate da una vegetazione xerofila sono anche le aree vicino ai litorali marini, dove spesso compare la foresta secca e rada, con grandi cactus a candelabro.

Nell'area andina la successione delle fasce altitudinali determina una sovrapposizione di ambienti diversi; fino a 1.500 m si stende la foresta umida, con abbondanza di epifite, diradandosi progressivamente fino a 3.000 m (limite della vegetazione arborea); l’ambiente diviene steppico, con formazioni arbustive come il senecio: questa è la fascia del páramos, che giunge fin quasi a 5.000 m, dove cominciano le nevi perenni.

Politica

Il potere legislativo spetta all'Assemblea Legislativa (165 membri); il potere esecutivo è esercitato dal presidente della repubblica (eletto per 5 anni), con l’ausilio dei ministri da lui nominati.

Voci correlate

Collegamenti esterni

separatore

OPEC (Organization of Petroleum Exporting Countries)
Algeria | Indonesia | Iran | Iraq | Kuwait | Libia | Nigeria | Qatar | Arabia Saudita | Emirati Arabi Uniti | Venezuela

See also: Venezuela