L'Ulivo
thumb|right|Il simbolo della coalizione
L'Ulivo è una coalizione politica di partiti appartenenti al centro e al centro-sinistra nata nel 1995 per iniziativa di Romano Prodi, al fine di costituire una grande alleanza fra tutte le forze socialdemocratiche e cattoliche del Parlamento italiano e della sua tradizione, rilanciando una politica di riforme e risanamento per una Italia, in quel periodo, ancora dentro una dura crisi economica e sociale (da cui è finalmente uscita nel 1998 con l'entrata nella moneta unica europea). E con l'intento di battere la coalizione capeggiata da Silvio Berlusconi, che, esordendo, era riuscito in un primo momento, in seguito all'elezioni del 1994, con una maggioranza sfumata dopo alcuni mesi, a costituire un governo con lui primo ministro.
Partiti e movimenti aderenti alla coalizione sono stati il Partito Democratico della Sinistra (già Partito Comunista Italiano, ora Democratici di Sinistra), il Partito Popolare Italiano, erede della Democrazia Cristiana), la Federazione dei Verdi, i Socialisti Democratici Italiani (erede del Partito Socialista Italiano) e altri partiti minori.
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La vittoria del 1996
Nel 1996 la coalizione dell'Ulivo vince le elezioni politiche, conseguendo un ampia maggioranza al Senato, ma senza riuscire a raggiungerla alla Camera dei Deputati, dove necessita dell'appoggio di Rifondazione Comunista (l'altro partito nato dalla scissione del PCI). Questo provocherà rallentamenti nei progetti della coalizione, con in particolare la caduta del governo Prodi.
Il governo dal 1996 al 2001
| Mag. 1996 - Ott. 1998 | Governo Prodi |
| Ott. 1998 - Dic. 1999 | Governo D'Alema I |
| Dic. 1999 - Apr. 2000 | Governo D'Alema II |
| Apr. 2000 - Giu. 2001 | Governo Amato II |
I cinque anni di governo della coalizione ulivista (dal 1996 al 2001) hanno portato all'approvazione di leggi di snellimento burocratico, di liberalizzazione economica, di acquisizione di diritti, di miglioramento economico generale sicuramente importanti per lo sviluppo dell'Italia che con il governo Prodi ha consolidato la propria appartenenza all'Unione Europea in coincidenza dell'avvento dell'euro.
Il quinquennio, dotato di una certa continuità esecutiva, per via del mantenimento di diversi ministri, si può dividere, comunque, in tre parti:
- Il rinnovamento: Prodi e l'Ulivo al governo rilanciano il Paese con un programma riformista, europeista e in concertazione con le forze sindacali. La sua attività si è estesa per quasi due anni e mezzo, entrando al secondo posto, nella storia della Repubblica, per durata di un esecutivo (superando il governo Moro del 1966).
- D'Alema presidente del Consiglio: periodo caratterizzato da un iniziale rilassamento dopo la corsa per il rispetto dei parametri di Maastricht (in questo momento e per i successivi cinque anni, il leader e promotore dell'Ulivo, Romano Prodi, ha l'incarico di svolgere le mansioni di Presidente della Commissione Europea), termina dopo la sconfitta elettorale nelle elezioni regionali del 2000, per le quali il primo ministro si assume la responsabilità.
- Il declino: primo ministro è Giuliano Amato. Periodo di un anno, con ormai un consolidato risanamento economico alle spalle ed il tentativo di recuperare negli aspetti più duri ad evolversi nell'economia italiana, come l'occupazione.
La sconfitta del 2001
Il 13 maggio 2001 la coalizione viene battuta dall'avversa Casa della libertà di Silvio Berlusconi. Fra le cause dirette della sconfitta che si possono dare:
- Il mancato raccoglimento, in un fronte unito e compatto, di tutte le forze in contrasto con il comune antagonista. In queste elezioni Antonio Di Pietro, con il partito Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e qualche altro parlamentare uscente dai partiti della coalizione, corrono da soli, quindi, con un numero di voti determinanti, cedono la vittoria in diversi collegi in bilico.
- L'incapacità di comunicare i buoni risultati che il paese ha conseguito durante il quinquennio. La coalizione, infatti, è apparsa, in una seconda parte della legislatura, in diversi momenti ferma, poco reattiva, piuttosto timorosa riguardo alle proprie azioni, facilmente ritenute deboli, poco sostenute di fronte all'opinione pubblica.
- Differente dalla forza e originalità propagandista dell'avversario vittorioso, che ha mosso navi da crociera, aerei, inviato opuscoli alle famiglie italiane, disposto un formale e rituale pubblico giuramento sulle sue intenzioni, affisso molti manifesti e realizzato vari spot televisivi.
La rinascita ed i nuovi obiettivi
Dopo il 2001 la coalizione si è rinnovata e ha colto quattro successi elettorali consecutivi (alle elezioni amministrative 2002, 2003, 2004 e alle elezioni europee del 2004). L'Ulivo si è posto - anche in vista delle prossime scadenze elettorali del 2005 e del 2006 - l'ambizioso obiettivo di creare un grande partito riformista che sia perno di una coalizione dal nome Uniti nell'Ulivo che comprende Democratici di Sinistra, Margherita, SDI, Repubblicani Europei; viene inoltre perseguita la ricerca di larghe intese con tutte le forze di centro-sinistra del paese.
La Federazione dell'Ulivo
Nasce a Roma il 26 febbraio 2005 la Federazione dell'Ulivo, formata da: Democratici di Sinistra, La Margherita, i Socialisti Democratici Italiani e dai Repubblicani Europei, con la nomina di Romano Prodi a presidente.
Poco prima era stata presentato il simbolo de L'Unione, il nome dell'alleanza tra l'Ulivo e gli alleati di centro-sinistra (un emiciclo arcobaleno).
Alla ricerca di più ampie intese
- Grande Alleanza Democratica
- L'Unione
Composizione ed alleanze
I partiti della coalizione
La coalizione adesso si compone dei seguenti partiti:
- Democratici di Sinistra
- La Margherita, sigla che riunì nel 2001 il Partito Popolare Italiano, I Democratici, Rinnovamento Italiano e l'UDEUR, in seguito staccatasi, nonostante la permanenza invece di alcuni suoi esponenti. Dal 2004 comprende anche Democrazia Europea.
- Socialisti Democratici Italiani
- Federazione dei Verdi
- Comunisti Italiani, nati durante la crisi del primo governo Prodi, scindendosi da Rifondazione comunista
- Repubblicani Europei, in conseguenza della divisione subita dal Partito Repubblicano Italiano, apparso a livello nazionale con l'elezioni europee del 2004.
Partiti in alleanza
Fanno parte dell'arco di alleanza dell'Ulivo i seguenti partiti:
- Italia dei Valori
- Partito Sardo D'Azione
- Popolari-UDEUR
- Rifondazione Comunista
- SVP (Südtiroler Volkspartei)
- UV (Union Valdôtaine, Federalismo in Europa)
Ha partecipato alle competizioni elettorali dell'Ulivo anche la Lega Autonomia Veneta.
Citazioni
Sulla scelta del simbolo
- «L'Ulivo è forte, resistente, ben radicato nella sua terra. È l'albero di un'Europa mediterranea, che conosce il mare e la montagna, la pianura, i laghi e le colline. Ama il sole e resiste all'inverno. Abbiamo scelto questo simbolo perché finora l'unico albero della politica italiana era la Quercia, e occorreva un'altra pianta politica che le si affiancasse, per mostrare che la varietà, cioè una differenza compatibile, è una ricchezza da condividere». (da Nel segno dell'Ulivo di Romano Prodi, 6 marzo 1995)
Sui risultati del Governo
- «L'alleanza di sinistra dell'Ulivo è stata uno dei governi di maggior successo nella storia italiana del dopoguerra. [...] Romano Prodi ha gestito l'arduo compito di ridurre il cronico disavanzo di bilancio dell'Italia, che ha, quindi, permesso al Paese di entrare nella moneta unica europea nel 1998. La coalizione ha anche privatizzato società statali per un valore di 75 miliardi di dollari, ha ridotto l'inflazione dimezzandola e ha ridato crescita economica, sebbene l'Italia ancora rimane indietro alla media dell'UE sia nella crescita che nella disoccupazione. Ultimo ma non di secondaria importanza, i principali pezzi della coalizione sono riusciti a sopravvivere per l'intero periodo della legislatura, benché sotto tre differenti primi ministri in quattro gestioni.». (da The Economist, 8 maggio 2001)
Collegamenti esterni
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