Ugo Tognazzi
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Insieme ad Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni fu una delle colonne della commedia all'italiana degli anni '60. Anomala e quasi miracolosa costola padana nello scheletro assolutamente romano che la commedia all'italiana andava assumendo nel dopoguerra, quasi nell'implicito assunto che al disopra dell'Arno fosse impossibile ridere, Tognazzi gioca magistralmente la carta delle sue radici etniche equidistanti tra l'operosa Milano e la godereccia Bassa Padana tra Piacenza e Modena, interpretando tra l'altro a più riprese personaggi emiliani, e più specificamente parmigiani, in modo assolutamente convincente, agli ordini prima di Bevilacqua (La califfa) e poi di Bertolucci (La tragedia di un uomo ridicolo, splendido piccolo misconosciuto film schiacciato tra le megaproduzioni verso cui Bertolucci si andava ormai orientando in quegli anni). Proprio parallelamente a quelle esperienze di cinema d'autore, peraltro, il sibarita e trasgressivo Ugo si impegna nel delizioso scollacciatissimo "Cattivi pensieri", dove si concede il personaggio del cumenda milanese fra vizi privati e pubbliche virtù e di cui è anche brillante regista e nella saga di "Amici miei" dove, spostandosi ancora ulteriormente a sud-ovest, renderà immortale il tormentone della "supercazzora brematurata con scappellamento a destra come fosse antani".
Tognazzi, Ugo Tognazzi, Ugo Tognazzi, Ugo Tognazzi, Ugo Tognazzi, Ugo
