Totalitarismo

Il concetto di totalitarismo è un idealtipo usato da alcuni scienziati politici e storici per enucleare le caratteristiche di alcuni regimi nati nel XX secolo, che mobilitarono intere popolazioni nel nome di un ideologia o di una nazione. Secondo questo modello teorico il totalitarismo è più oppressivo di un regime autoritario per quanto riguarda pluralismo e diritti politici. In un regime totalitario lo stato controlla quasi ogni aspetto della vita di un individuo. I governi totalitari non accettano le attività di individui o gruppi che non siano indirizzate al bene dello stato. Si reggono sulla polizia segreta, la propaganda attraverso i mass media, l'eliminazione delle critiche aperte al regime e l'uso del terrore come arma politica. Vengono create minacce interne ed esterne per consolidarne il potere attraverso la paura.

Benito Mussolini usò per primo il termine per definire il proprio regime. Leon Trotsky lo usava per indicare sia il fascismo che lo stalinismo come "fenomeni simmetrici" nel suo libro del 1936 "La Rivoluzione tradita". Hannah Arendt rese popolare il termine "totalitarismo" nel suo libro del 1951 "Le Origini del Totalitarismo", in cui si esponevano le similitudini tra la Germania nazista e l' Unione Sovietica stalinista.

Durante la guerra fredda il termine divenne molto popolare come modo di screditare l'Unione Sovietica e di tracciare una linea di continuità tra la lotta per la libertà della seconda guerra mondiale e la lotta contro il comunismo della guerra fredda. Per questo divennne di uso comune negli Stati Uniti e fu usato per definire ogni governo nazionalista, imperialista, fascista o comunista. In realtà alcuni regimi fascisti, come la Spagna di Francisco Franco o l' Italia di Mussolini prima della guerra e alcuni regimi socialisti come la Yugoslavia di Josip Broz Tito o la Repubblica popolare Cinese di Deng Xiaoping sono da considerarsi autoritari più che totalitari.

Anche l'uso della categoria di totalitarismo per accomunare nazismo e stalinismo è controversa e oggi contestata da molti. Entrambi i regimi si basavano su un unico partito fortemente legato e guidato da un capo carismatico, entrambi facevano ricorso al terrore e alla propaganda così come alla polizia politica. Ma ci sono anche forti differenze storiche. Dove il nazismo indicava all'esterno il proprio nemico e rivolgeva all'esterno le proprie forze distruttive (verso i popoli slavi e gli ebrei in primo luogo), lo stalinismo vedeva il nemico (potente forza di compattezza ideologica) all'interno e lo combatteva dentro i propri confini (ad esempio nell' epurazione dei kulaki). Da questo deriva una differente natura del consenso nei due regimi: spontaneo quello al nazismo da parte dei tedeschi, imposto e formale quello dei russi nei confronti del partito bolscevico, perlomeno fino alla vittoria nella seconda guerra mondiale. Inoltre per poter definire un fenomeno con un termine bisogna che questo sia monolitico. Se questo è vero per il nazismo, non può esserlo per lo Stalinismo, che, in 30 anni di storia cambiò volto più volte (una fra tutte dopo la Grande Guerra Patriottica).

See also: Totalitarismo, 1936, 1951, Benito Mussolini, Comunismo, Fascismo, Francisco Franco, Guerra fredda, Hannah Arendt, Idealtipo