Tatuaggio
38px|left Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo, non sono prescrizioni né consigli medici - Leggi il disclaimer
thumb|right|220px|Dettaglio di un'aquila tatuata
Il tatuaggio è sia una tecnica di decorazione (più spesso di pittura) corporale dell'uomo, sia la decorazione con tale tecnica prodotta. Tradizionalmente la decorazione è destinata a durare permanentemente, ma in tempi recenti sono state inventate tecniche per realizzare tatuaggi temporanei.
Nella sua forma più diffusa, la tecnica consiste nell'incidere la pelle ritardandone la cicatrizzazione con sostanze particolari o nell'eseguire punture con l'introduzione di sostanze coloranti nelle ferite.
thumb|right|220px|Moderno e vezzoso tatuaggio ad altezza giro-vita
| Indice |
Quando e dove è nato
Il tatuaggio (o tattoo) è stato impiegato presso moltissime culture, sia antiche che contemporanee.
La civiltà più antica in cui si sviluppò il tatuaggio fu l'Egitto. Più tardi si sviluppò in Oceania, in particolare nelle tribù Maori, fra i popoli del monte Hagen, i giapponesi e gli eschimesi.
Tecniche di tatuaggio
Gli eschimesi usano degli aghi d'osso per far passare attraverso la pelle un filo coperto di fuliggine.
I giapponesi usano sottili aghi metallici e pigmenti di molti colori, ed introducono nella pelle sostanze di natura chimica diversa e di colore diverso. Tra le sostanze più usate ci sono il cinabro (usato per il rosso), il cromossido (per il verde) e il cobalto (per il blu).
Tecniche di eliminazione
Il trattamento più diffusamente usato per la rimozione dei tatuaggi è di tipo chirurgico. Trattamenti alternativi possono essere la dermoabrasione o la crioterapia.
I rischi sanitari
Più o meno grandi, con o senza scritta, i tatuaggi tradizionali durano per sempre, ma con il passare degli anni si schiariscono; non provocano in genere effetti collaterali, raramente però si possono verificare delle allergie alle sostanze coloranti usate.
In ogni caso è sempre preferibile il ricorso ad esperti che operino in ambienti adatti, in condizioni igieniche ottimali ed utilizzino strumentazione monouso, dal momento che in caso contrario esiste il rischio di contrarre per contagio infezioni anche assai gravi, fra le quali sono particolarmente favorite l'epatite B e C,il tetano e l'AIDS.
È anche opportuno evitare di esporre la parte interessata allo sporco o alla luce solare diretta nei giorni immediatamente successivi all'intervento.
In Italia, i tatuatori sono tenuti a munirsi dell'opportuna autorizzazione dell'Azienda Sanitaria competente per territorio.
Chi si tatua lo fa per sempre ?
Il pigmento dei tatuaggi infatti viene metabolizzato dalle cellule della pelle ,che lo assorbono in modo permanente. Chi ci ripensa e vuole togliersi i tatuaggi deve affidarsi alla dermo-abrasione, un metodo molto aggresivo perché raschia via la pelle fino a 4 mm di profondità e lascia cicatrici visibili. Oppure al laser, che vaporizza le cellule cutanee e non fa sanguinare. Con il laser non ci sono cicatrici, ma il nuovo strato di pelle avrà comunque una colorazione diversa.
