Taino
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| Taino | |
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| Stato: | Italia |
| Regione: | Lombardia |
| Provincia: | di Varese (VA) |
| Latitudine: | 45° 46' 0''.48 Nord |
| Longitudine: | 8° 37' 14''.88 Est |
| Altitudine: | 262 m s.l.m. |
| Superficie: | 7 km² |
| Popolazione: - Totale - Densità | 3.185 455 ab./km² |
| Frazioni: | Cheglio |
| Comuni limitrofi: | Angera, Sesto Calende |
| CAP: | 21020 |
| Prefisso tel.: | 0331 |
| Codice ISTAT: | 012125 |
| Codice catastale: | L032 |
| Abitanti (nome): | Tainesi (in dialetto locale dùmit) |
| Patrono: - Santo - Giorno | Santo Stefano Protomartire 26 Dicembre |
| Sito istituzionale: | comuneditaino.it |
Taino è un comune di 3.185 abitanti della provincia di Varese.
| Indice |
Geografia
Taino insieme alla frazione di Cheglio si sviluppa lungo le prime alture o colline delle Prealpi Lombardi li dove termina la grande Pianura Padana e gradatamente il territorio si fa collinare e, a mano a mano che sale verso Nord, dirada verso lecontribuisce a formare le Alpi.
Il paese si trova nel Basso Verbano cioè sulla sponda sud-orientale del Lago Maggiore, da cui dista veramente di pochissimi chilometri, in particolare dove il Lago, che già sta incominciando a mutare la sua morfologia, termina e sfocia nel Fiume Ticino.
In pratica se si volessero descrivere Taino e Cheglio si potrebbero definire due splendide terrazze naturali sul Lago Maggiore.
Storia
Il nome Taino deriva forse dal celtico Ta (buono) e Vyn (vino), cioè terra del buon vino, o dal nome gentilizio romano Taginus. Gli insediamenti più antichi risalgono al neolitico, fu poi residenza di popolazioni galliche ed infine romane.
Nel medioevo faceva parte della Pieve di Angera e proprietà della Mensa Arcivescovile di Milano.
Nel XVI secolo, dopo una lunga diatriba con la curia milanese, divenne feudo della nobile famiglia Serbelloni, che mantenne i possedimenti tainesi fino all'inizio del 1900.
Recentemente, lungo una parete della locale Chiesa di Santo Stefano, nello stesso punto dove gia' ne esisteva una poi eliminata , e' stata realizzata una nuova meridiana di dimensioni e fattura notevoli, recante sullo sfondo lo stemma della famiglia Serbelloni, grandi benefattori nell' erezioni del suddetto luogo di culto.
Stemma
thumb|right|Panorama da Taino: Angera col suo Castello, il Lago ed il Monte Rosa
Stemma : Partito ;
<i>nel 1° di rosso al liocorno d' argento, ritto, collarinato di una corona d' oro all' antica;
nel 2° d' argento al sorbo al naturale, fruttato d' oro e radicato nella pianura erbosa.<p>
Ornamenti esteriori da Comune.<p>
</i>
Leggende
<p><i>La Valle dei passeri</i><p>
Un antica leggenda tainese narra di un santo eremita che, rifugiatosi nei boschi di Cheglio, trascorreva il suo tempo tra la preghiera e la cura degli ammalati. <p>Schernito e perseguitato dai pagani, venne soccorso da una folta schiera di passeri che con le loro zampette scavarono un fossato, il quale, riempitosi tosto di acqua, si trasformò in un torrente donde nacque la Valle dei Passeri, che ancora ora e' chiamata in quel modo !<p>
I pagani impressionati da tale prodigio, tornarono alle loro case e cessarono le persecuzione del povero eremita.<p> Per riconoscenza il buon vecchio dipinse nella chiesetta di San Damiano, sopra all’altare, la Vergine con i SS. Cosma e Damiano contornati dai passeri.<p>
Si narra altresi' che un giorno gli abitanti di Cheglio udirono il suono delle campane provenienti dalla chiesina, ed accorsi li, trovarono il vecchio che riposava il suo sonno eterno mentre le campane ancora suonavano. In ricordo del bene ricevuto e del fatto prodigiso, gli abitanti di Cheglio, Lentate e Capronno, accorsero li in processione ogni 25 gennaio, data di morte del vecchio saggio.<p> E cosi' ebbe origine la devozione per la Madonna di San Damiano.
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