Supereroe

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Le storie che hanno per protagonisti i supereroi sono diventate un vero e proprio genere all'interno del mondo del fumetto, a partire dalle riviste a fumetti americane, per estendere la loro fama al mondo del cinema, delle serie televisive e dei videogame.

Indice

Definizione e panoramica

[[Immagine:Superman14.jpg|thumb|right|Il primo e più famoso dei supereroi, Superman]]

Ecco una definizione da dizionario di supereroe:

Un personaggio eroico con una missione disinteressata ed a favore della società; chi possiede superpoteri, tecnologia molto avanzata, abilità mistiche o doti fisiche e/o mentali molto sviluppate; chi ha una super-identità ed un costume che funge da icona, e che tipicamente esprime la sua storia o personalità, poteri e origine (trasformazione da persona ordinaria a supereroe); ed è generalmente distinto, cioè può essere distinto dagli altri personaggi del relativo genere (fantasy, fantascienza, poliziesco, etc) da una preponderanza di convenzioni generiche. Tipicamente i supereroi hanno duplici identità, di cui quella comune viene tenuta ben celata.

(Definizione liberamente tradotta da: Coogan, Peter. The Secret Origin of the Superhero: The Emergence of the Superhero Genre in America from Daniel Boone to Batman. Diss. Michigan State University, 2002: p. 358).

Si possono distinguere una gamma di attributi che vengono comunemente considerati parte di ciò che compone un supereroe, anche se non sono affatto definitivi. Tipicamente, il classico supereroe ha alcune di queste caratteristiche:

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Batman e Robin (sullo sfondo)
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I Fantastici Quattro, da sinistra: Mr. Fantastic, La Donna Invisibile, La Cosa, La Torcia Umana

La maggior parte dei supereroi agisce da sola, anche se esistono molti team di supereroi. Alcuni, come i Fantastici Quattro, gli X-Men e Gen13, sono legati dall'aver avuto nella stessa maniera i superpoteri, e operano quindi come gruppo. Altri come la Justice League e i Vendicatori, sono gruppi di eroi con origini differenti e che si sono uniti in occasione di minacce troppo grandi per essere affrontate dal singolo eroe (ad esempio, i Vendicatori per fermare Hulk, la JLA per Starro). Molti supereroi, specialemnte dopo l'introduzione di Robin, il ragazzo meraviglia (boy wonder), il giovane assistente di Batman, hanno poi adottato una spalla adolescente (sidekick): Bucky per Capitan America, Speedy per Freccia Verde, Kid Flash per Flash e così via.

I supereroi appaiono prevalentemente negli albi a fumetti, anche se sono presenti sotto forma di comic strips, radiodrammi (l'Uomo Ombra, ad esempio, nasce appositamente per tale mezzo di comunicazione), serie televisive, film ed altri mezzi di comunicazione. La maggior parte dei supereroi proposti con questi media sono adattati dai fumetti, con qualche eccezione.

Marvel Comics Group e DC Comics, Inc. condividono la proprietà negli Stati Uniti del trademark per la frase "Super Heroes" e la maggior parte dei supereroi più famosi a livello mondiale sono di proprietà di queste due società statunitensi. Per esempio DC possiede Superman, Batman e Wonder Woman e la Marvel possiede l'Uomo Ragno, Capitan America e L'incredibile Hulk. Comunque, nella storia dei fumetti, esistono altri supereroi significativi di proprietà di altre case come Capitan Marvel della Fawcett Comics (ma in seguito acquistato dalla DC) e Spawn di proprietà del suo creatore Todd McFarlane.

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Gatchaman, uno dei più famosi supereroi giapponesi

I supereroi sono spesso considerati una creazione americana ma esistono supereroi di successo anche in altri paesi. Questi eroi condividono molte delle convenzioni tipiche del modello statunitense. Gli esempi più importanti sono Cybersix dall'Argentina, Marvelman dalla Gran Bretagna e serie giapponesi di anime e manga come Science Ninja Team Gatchaman e Sailor Moon.

Benché il genere supereroi sia considerato un sottogenere di fantasy/fantascienza, si è dimostrato molto flessibile nel tipo di vicende che è possibile narrare, perché la natura fantastica del supereroe permette di far accadere ogni cosa senza che appaia innaturale (nonostate il fatto che l'ambientazione delle storie di supereroi rifletta la società contemporanea). Per esempio, nelle prime serie degli anni '80 di The New Teen Titans, il gruppo in un racconto combatteva contro un superfurfante che controllava una setta per poi recarsi nel racconto successivo in un'altra galassia per partecipare ad una battaglia spaziale ed infine ritornò sulla Terra dove rimase coinvolto in una storia di crimini urbani con protagonisti dei giovani fuggiaschi. Questa serie comprendeva anche un esempio di contaminazione tra generi, "Who is Donna Troy?", un racconto di detective in cui Ribin investigava sull'identità perduta della sua collega Wonder Girl. Il contenuto di queste vicende differisce abbastanza tra una e l'altra, vi sono quasi sempre gli stessi personaggi principali senza badare a possibili conflitti. I fumetti sui supereroi combinano le caratteristiche dei generi horror, commedia, giallo, fantascienza, fantasy ed altri.

Storia ed evoluzione del supereroe

Predecessori

L'origine dei supereroi può essere rintracciata in numerose forme precedenti di narrativa. Molti dei loro tratti sono comuni ai protagonisti della tarda letteratura vittoriana, come il detective Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle e l'avventuriero Allan Quatermain di H. Rider Haggard. Anche le storie popolari (dime novel) di Buffalo Bill, Zorro e Tarzan hanno influenzato i supereroi. L'influenza maggiore, però, come più volte riconosciuto da autori come Alan Moore o Warren Ellis, è dovuta ai racconti avventurosi pubblicati sui pulp magazine, dove muovevano i primi passi personaggi come Conan, che sarebbe divenuto, successivamente, personaggio dei fumetti grazie a Roy Thomas e Barry Windsor Smith, o avventurieri e combattenti del crimine come Doc Savage (omaggiato sui primi numeri di Planetary), Spider, l'Uomo Ombra.

Ascesa e declino dell'età d'oro dei libri a fumetti

Nel 1939, Jerry Siegel e Joe Shuster introdussero Superman nel n.1 di Action Comics: si da inizio a partire da questo storico evento la così detta Golden Age, l'età dell'oro del fumetto supereroico.

Malgrado il personaggio fosse stato preceduto da ben due personaggi in costume, Mandrake il mago e, soprattutto, l'Uomo Mascherato (The Phantom in originale, in italiano anche L'ombra che cammina), uno dei primi vigilanti in costume (entrambi i personaggi, ideati dallo sceneggiatore Lee Falk, apparirono nelle daily strip dei primi anni Trenta), Superman è tuttora considerato il primo supereroe, introducendo molte delle convenzioni che avrebbero definito il termine, compresa un'identità segreta, poteri sovrumani e un costume colorato con un simbolo e un mantello. Il suo nome, inoltre, è la sorgente stessa del termine "supereroe" ("superhero" in inglese).

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Wonder Woman, una dei molti supereroi introdotti dopo il successo di Superman

La DC Comics (che aveva pubblicato sotto i nomi National e American Comics a suo tempo) ricevette un enorme successo per Superman e, nei mesi seguenti, introdusse Aquaman, Hawkman, Flash, Lanterna Verde, Batman ed il suo assistente Robin, e Wonder Woman, la prima supereroina e la sola significativa per un certo periodo. Mentre la DC dominava il mercato dei supereroi, contemporaneamente la Fawcett Comics fu l'unica in grado di sfidarne la popolarità con il personaggio Capitan Marvel; negli stessi anni la Marvel Comics, allora Timely, muoveva i primi passi con la prima Torcia Umana e con Namor, il Sub-Mariner, eroi e protagonisti della seconda guerra mondiale insieme a Capitan America. Nel frattempo, negli anni Quaranta, dopo una lunga esperienza sulle strisce giornaliere, Will Eisner propose, con grande successo, il personaggio di Spirit: detective con la maschera sul viso e con caratteristiche che lo accomunano ai supereroi, venne pubblicato sul supplemento domenicale a colori (sunday page) abbinato ai quotidiani statunitensi. Intanto Quality Comics introdusse un personaggio che può essere definito come la prima parodia del genere, il surreale ed umoristico Plastic Man.

Allo stesso tempo i supereroi si conformavano largamente al modello di personaggio dominante nella produzione cartacea dell'America popolare alla prima metà del XX secolo. Quindi, il tipico supereroe era bianco, di classe medio-alta, eterosessuale, professionista, di giovane o media età.

Durante la Seconda guerra mondiale i supereroi divennero ancora più popolari, sopravvivendo al razionamento della carta e alla perdita di parecchi disegnatori talentuosi caduti al servizio delle forze armate. La ricerca di racconti semplici di vittorie del bene sul male può spiegare la popolarità dei supereroi in tempo di guerra. I creatori di fumetti risposero con storie in cui i supereroi combattevano le forze dell'Asse e introdussero supereroi ispirati ai temi patriottici, tra i quali il Capitan America della Marvel, che insieme ai già citati Torcia Umana e Namor, e con la collaborazione del suo giovane assistenza Bucky, in più di un'occasione salvò il mondo dalla minaccia nazista.

Dopo la guerra i supereroi persero popolarità. Un fattore fu la crociata morale che considerava i fumetti dannosi per la gioventù e ispiratori di delinquenza. Il movimento era capeggiato dal Dr. Fredric Wertham che, nel libro "Seduzione dell'Innocente" (Seduction of the Innocent), argomentava soprattutto che "devianti" sfondi sessuali imperversavano nei fumetti di supereroi, come in altri generi quali l'horror ed il crimine. In risposta parecchie case editrici adottarono il Comics Code, che venne usato solo per le storie di supereroi più tranquille. Sul finire degli anni Cinquanta, il genere dei supereroi sopravviveva ma attenuato, con versioni mitigate dei più popolari personaggi (Wonder Woman, Batman e Superman) ancora pubblicati regolarmente.

L'età d'argento e la comparsa di molteplicità di genere e di etnia

Nel 1956 la DC Comics introdusse una nuova versione di Flash, che ottenne un immediato successo. Questo indusse la compagnia a rinverdire Hawkman, Lanterna Verde, e molti altri - normalmente con un taglio più moderno e fantascientifico - e a lanciare il team di star della Justice League of America, che avrebbe reinverdito i fasti del primo supergruppo della storia del fumetto, la Justice Society of America. Principale fautore di questo rinnovamento, fu lo scrittore Gardner Fox, autore di molte delle icone della golden age e divenuto, insieme a pochi altri autori, come i disegnatori Joe Kubert e Carmine Infantino, uno dei simboli di questa nuova età: la Silver Age, l'età d'argento.

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La prima apparizione di Spiderman su Amazing Fantasy #15, uno della nuova generazione di supereroi

Col ritorno al supereroe della DC, Stan Lee editore/autore della Marvel Comics di Goodman, e gli artisti/co-autori Jack Kirby e Steve Ditko e altri illustratori lanciarono una linea di supereroi, iniziando con i Fantastici Quattro nel 1961, che sottolineavano i conflitti personali e lo sviluppo del carattere allo stesso modo dell'azione e dell'avventura. Questo nuovo modo di intendere i supereroi ebbe come conseguenza che molti di loro differivano parecchio dagli standard creati nel 1940. Alcuni esempi:

Alla fine degli anni Sessanta e agli inizi dei Settanta, supereroi di altri gruppi razziali incominciarono ad apparire nella Marvel Comics, tra cui Pantera Nera, monarca di una immaginaria nazione africana, il Wakanda, Luke Cage, un afro-americano eroe in affitto e Shang Chi, un eroe asiatico esperto in arti marziali. Le case editrici di fumetti erano ai primi stadi di espansione culturale e parecchi di questi personaggi seguivano uno specifico stereotipo. Per esempio Cage impiegava spesso un gergo simile ai film blaxploitation e gli asiatici erano spesso rappresentati come maestri di arti marziali. I creatori riconobbero questo problema e svilupparono caratteri più sofisticati come l'afro-americano Cyborg ed il gruppo di adolescenti dei Teen Titans.

Ebbero risalto anche maggiori personaggi femminili. Un esempio è Susan Storm, la Donna Invisibile dei Fantastici Quattro, o Fenice (o Marvel Girl) degli X-Men: questi personaggi erano, però, fisicamente deboli ed erano spinti soprattutto da interessi romantici verso altri membri del gruppo (Reed per Susan, Ciclope per Jean). Tuttavia negli anni Settanta questi genere di personaggi divenne più aggressivo con l'introduzione di nuove eroine come la Donna Ragno e Tempesta dei nuovi X-Men o la nuova Black Canary, figlia della Black Canary della golden age, mentre vecchi personaggi come Fenice e Power Girl (a lungo sidecick di Wonder Woman) divennero stereotipi di femminismo radicale, per adeguarli maggiormente ai cambiamenti in atto nella società.

La "decostruzione" del supereroe degli anni Ottanta

Agli inizi degli anni Ottanta la Marvel Comics introdusse alcuni popolari anti-eroi tra cui il Punitore, un ex-poliziotto la cui famiglia venne spietatamente uccisa dalla mafia, Wolverine, un nuovo, violento e cinico mutante, e la versione crepuscolare di Devil realizzata da Frank Miller, che aveva già rivitalizzato il mito di Batman. Questi personaggi erano fortemente tormentati da qualcosa: la già citata strage alla base della follia di Frank Castle, la lotta contro i propri mutanti istinti animali per Wolverine, la difficile infanzia e la continua esposizione alla vita dei bassifondi per Devil.

La tendenza fu portata all'estremo nel 1986 nella maxi-serie, in 12 capitoli, Watchmen, realizzata dai britannici Alan Moore e Dave Gibbons, rispettivamente sceneggiatore e disegnatore. Sebbene pubblicata dalla DC, la storia si svolge al di fuori dell'universo DC canonico, presentando nuovi personaggi, che però altro non sono che una libera interpretazione di vecchi personaggi della defunta Charlton Comics. I supereroi di Watchmen sono emozionalmente insoddisfatti, psicologicamente introversi e spesso sociopatici ed affrontano, per la prima volta in maniera diretta, le conseguenze della loro esistenza sulla gente comune.

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Una copertina di Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, una serie di Batman che aiutò nella "decostruzione" del supereroe

Forse ancor più di Watchmen, l'altra opera che contribuì alla reinterpretazione in chiave più realistica del supereroe fu Il ritorno del Cavaliere Oscuro (1985-1986), scritta ed illustrata da Frank Miller, che dopo aver messo mano al Batman ufficiale con Batman:Anno Uno, gioca con abilità con uno dei personaggi di punta della DC ambientando la storia nel futuro, dove si ritrova un Bruce Wayne invecchiato e deluso, che ritornava sulle scene dopo un ritiro durato dieci anni. La serie proponeva l'eroe come un alienato che si lascia dominare dalla sua rabbia interiore, memore dell'assassino dei suoi genitori, nel violento tentativo di modellare la società al suo volere.

Alcuni critici pensavano che questa tendenza fosse dettata dal cinismo degli anni Ottanta, quando l'idea di una persona che volutamente usasse gli straordinari poteri per la vittoria del bene non fosse credibile, a differenza di una persona con forte impulso psicologico a distruggere i criminali.

Ad ogni modo entrambe le serie furono molto ammirate per il contenuto artistico e per lo sfondo psicologico ed ebbero numerose imitazioni. Agli inizi degli anni Novanta l'anti-eroe divenne una regola più che un'eccezione: parecchi critici, tra cui lo stesso Moore, si lamentarono che queste serie erano povere degli essenziali elementi artistici di redenzione e di tragedia che si trovavano nei loro ispiratori. Senza questi elementi le imitazioni spesso diventavano come psicotici con un piccolo valore di redenzione.

Nel corso del decennio successivo, ci fu una reazione da parte di alcuni autori che cercarono di ricostruire il genere dei supereroi, rinnovandolo ma senza perdere lo spirito delle origini. Su tutti spiccano la serie di Astro City, ideata da Kurt Busiek, i due prodotti pittorici di quegli anni, Marvels, sempre di Busiek, e Kingdome Come di Mark Waid (enrambi i proggetti si sono avvalsi della collaborazione grafica di Alex Ross), i vari tentativi fatti da Moore prima nella Image Comics, in collaborazione con Rob Liefeld, poi con la sua nuova linea di fumetti nota come ABC Comics.

Le lotte degli anni Novanta

All'inizio degli anni Novanta, Marvel e DC introdussero, in maniera continua, nuovi personaggi con serie regolari loro dedicate dalla vita editoriale più o meno lunga, mentre la maggior parte della loro produzione consisteva di tradizionali titoli di successo, ristampe di vecchi titoli e diversi spin-off, ovvero serie regolari che narrano le gesta di personaggi apparsi in altre serie più importanti (vedi, ad esempio, la serie dedicata al terzo Robin, Tim Drake). Tra i nuovi personaggi si conta l'esordio della serie di Venom, ideato da David Micheline e Todd McFarlane come nemico dell'Uomo Ragno, e Cable, il leader della X-Force un ramo degli X-Men (facendo della sua serie in solitaria uno spin-off di uno spin-off).

Il panorama indipendente (ovvero il fumetto pubblicato da editori non Marvel e non DC ed i cui diritti restano, generalmente, agli autori), e con lui il genere supereroico, ha invece un nuovo impulso a partire dal 1992, anno della fondazione della Image Comics, un consorzio editoriale realizzato da McFarlane, Larsen, Lee, Liefeld, Portacio, Silvestri e Valentino, ex disegnatori della Marvel. Ben presto la nuova realtà editoriale divenne il maggiore sfidante che mai ebbero Marvel e DC nei loro 30 anni di egemonia e introdusse molti nuovi popolari eroi tra cui Spawn, Witchblade, Savage Dragon e gruppi come Gen 13, WildC.A.T.s e Youngblood. Questi personaggi erano proprietà dei loro creatori, senza un controllo editoriale da parte della società, cambiando sostanzialmente il modello del tradizionale supereroe. Per esempio Spawn era un uomo fatto risorgere da Malebolgia apparentemente per riempire l'Inferno uccidendo i criminali, mentre Witchblade narrava le avventure di Sara Pezzini, una detective in un costume succinto e dotata di un'arma magica. Tuttavia parecchi critici si lamentavano che il dominio degli illustratori alla Image procurava spesso una sceneggiatura superficiale e uno scarso sviluppo dei personaggi.

Per sostenere la concorrenza, Marvel e DC fecero drastici cambiamenti per gli amati personaggi: da un lato La morte di Superman presentava un eroe ucciso e risorto, mentre un nuovo personaggio, il folle Jean-Paul Valley, prendeva il ruolo di Batman, con la schiena rotta a causa di uno scontro con Bane, dall'altro veniva ripreso il clone dell'Uomo Ragno, che aveva esordito negli anni Settanta, per mettere in dubbio la vera identità dell'eroe. Mentre queste storie procuravano pubblicità (spesso sui media più importanti), gli affezionati cominciarono a lamentarsi e, all'inizio del 2000, la maggior parte dei supereroi classici ritornarono al loro ruolo.

Negli anni Novanta la diversità etnica e di generi nei supereroi era maggiore che nel passato. Parecchi personaggi negli X-Men erano donne così come Tempesta e Rogue, o appartenevano a minoranze, così come Gambit del gruppo etnico Cajun e l'afro-americano Alfiere. C'erano anche alcuni supereroi gay come Northstar della Alpha Flight, Rainmaker della Gen 13, la coppia gay Apollo e Midnighter del gruppo Authority.

Sottotipi di personaggi

Nei giochi di ruolo dedicati ai supereroi (in particolare Champions), questi vengono generalmente organizzati in una varietà di categorie, basate sulla tipologia delle loro abilità o poteri:

Queste categorie spesso si sovrappongono in alcuni personaggi. Per esempio, Batman è un "martial artist" e un "gadgeteer", oppure Superman è estremamente forte e resistente agli attacchi come un "brick", ha la possibilità di colpire a distanza (sguardo calorico, supersoffio) come un "energy blaster" e può muoversi rapidamente come uno "speedster".

Esempi di personaggi divergenti

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Wolverine, uno dei molti anti-eroi, più duri e violenti rispetto ai classici supereroi

Mentre il tipico supereroe è descritto sopra, molti rompono gli schemi. Per esempio:

L'influenza del genere negli albi a fumetti americani

Il genere supereroe ha dominato nei fumetti US per mezzo secolo. Prima del 1960, esistevano fumetti noti in vari generi, compresi buffi animali, western, storie romantiche, racconti dell'orrore, di guerra o polizieschi, pubblicati da dozzine di grandi e piccoli editori. Questa diversità scomparì rapidamente negli anni '50, principalmente per due ragioni.

La prima fu una serie di campagne fortemente pubblicizzate contro i fumetti dannosi per i ragazzi, dovute alla nascita dell'altamente restrittiva Comics Code Authority; questa authority proibì la maggioranza dei generi più popolari, causando la scomparsa di molti piccoli editori, ma lasciando intatte le grandi compagnie che pubblicavano i fumetti del genere supereroe.

In secondo luogo, la crescente popolarità della televisione tolse gran parte del pubblico all'intrattenimento leggero. Nel frattempo gli editori si sentirono liberi di abbandonare la Comics Code Authority e produrre qualcosa di diverso dall'intrattenimento leggero: Cinema e televisione erano molto più redditizi. Nondimeno, i fumetti erano ancora in grado di dipingere efficacemente le avventure d'azione più inconsuete, come i racconti di supereroi, senza la necessità di dispendiosi stanziamenti per gli effetti speciali e a volumi superiori di quelli dell'industria del cinema. (L'animazione - che condivide molti dei vantaggi del fumetto nel raffigurare un genere così particolare - continuò ad essere uno strumento apprezzato nella diffusione delle storie di supereroi, ma si dimostrò altrettanto efficace nel mantenere la popolarità presso i ragazzi di altri generi di intrattenimento, per ragioni analoghe.)

In aggiunta, le novità in termini di rappresentazione delle storie del genere, inizialmente introdotte dalla Marvel Comics, favorirono la nascita di numerosi personaggi che provocarono una ulteriore espansione della versatilità tematica propria del genere.

Trattamento su altri media

Televisione

Cartoni animati

Superheroes have always found success in animated series geared towards children, starting with Fleischer Studios’ groundbreaking Superman cartoons of the 1940s, which featured the famous "It’s a bird, it’s a plane" introduction. The 1960s saw the rise of Filmation’s Superman-Batman Adventure Hour and several attempts at series based on Marvel characters, the most successful of which was Grantray-Lawrence Animation’s Spider-Man, featuring the “does whatever a spider can…” theme song.

In the 1970s and 1980s, superhero animated series were severely constrained in the action they could depict due to the strict broadcasting restrictions that activist groups like Action for Children's Television successfully lobbied for. For instance, the most durable of the series in this period, Super Friends, an adaptation of DC's Justice League of America was designed to be as nonviolent and inoffensive as possible. The Plastic Man Comedy/Adventure Show and Spider-Man and His Amazing Friends were similiarly tame.

Starting with the Batman: The Animated Series, which debuted on the Fox Network in 1992, superhero animated series gained a new maturity and respect for the comic books on which they were based. This continued with new Fox X-Men, and Spider-Man series, which, like Batman were geared towards older audiences in addition to being accessible to children.

In the early 21st century, the Cartoon Network has found success with adaptations of DC’s Justice League of America and Teen Titans.

Telefilm

While animated series found imitate success, live action series were often hampered by limited budgets and goofy writing. The 1950s Adventures of Superman series starring George Reeves - an extension of the popular movie serials - featured very limited and unconvincing special effects. The live action Batman series of the late 1960s starring Adam West and Burt Ward, was a campy spoof of comics and superheroes. There unsuccessful imitators like Captain Nice and Mr. Terrific. The Green Hornet starring Van Williams as the Hornet and a young Bruce Lee as his sidekick Kato was tried a more dramatic approach, but was short lived. Although ratings successes, these series stereotyped superheroes as laughable and stupid.

By the late 1970s, the format found some success in a disguised fashion with The Six Million Dollar Man and its spin-off, The Bionic Woman starring Lindsay Wagner. This lead to series which were explicitly superhero shows such as Wonder Woman starring Lynda Carter, and the short-lived Spider-Man series starring Nicholas Hammond. These efforts were marred low budgets and an overhanging stereotyped campiness. However, the Incredible Hulk series of the late 1970s, starring Bill Bixby as Bruce Banner and Lou Ferrigno as the Hulk, took a more thoughtful and dramatic approach with the focus being Banner facing dramatic situations that always included villains dumb enough to anger him.

The 1980s saw the launch of various live-action superhero series that did not have their origins in comic book lore. Some, such as The Greatest American Hero, had limited success. Others, such as The Misfits of Science and Manimal, were cancelled after only a few episodes.

In 1993, the ABC Network had a success with Lois and Clark, which reformatted the Superman mythos as a romantic drama. This lead to several non-traditional approaches to superheroes in live action television shows, such as Buffy the Vampire Slayer, where the protagonist is a dyed-in-the-wool idealist superhero (superpowers, a secret identity and supervillains come with the package) who exists in the horror genre. The series presents a believable superhero, while nevertheless poking gentle fun at the superhero genre (along with other genres).

Smallville has proven very successful in reinterpreting the characters of Clark Kent and Lex Luthor in their younger years, with a greater focus on their personalities, in a narrative format more familiar to the mainstream television audience. Other recent TV superhero series enjoying varying degrees of success include: Angel, Alias, Roswell, Timecop, Sheena, Dark Angel, and Mutant X.

Film

Almost immediately after superheroes rose to prominence in comic books, they were adapted into Saturday movie serials aimed at children, starting with 1941’s The Adventures of Captain Marvel. Serials featuring The Phantom, Batman, Superman and Captain America followed. These films were successful despite their limited budgets, silly storylines and dialogue, and primitive special effects.

In the coming decades, the decline of Saturday serials and turmoil in the comic book industry put an end to superhero motion pictures, an exception being some movies which were edited together episodes of the television series of The Adventures of Superman and an original 1966’s Batman, an outgrowth of the television series.

[[Immagine:Christopher Reeve.jpg|thumb|right|170px|Christopher Reeve, il "Superman" del grande schermo]]

By 1978, special effects had reached such a point that the first modern superhero film, Superman: The Movie, directed by Richard Donner and starring Christopher Reeve, was possible. Almost a biopic of the character instead of an action movie, the film was an astounding success. It won critical praise not only for its lavish production values, but also for the sincere performance by Reeve and the John Williams film score which gave the film a mythic grandeur the fantasy subgenre had not previously enjoyed in film. However, its three sequels, produced throughout the 1980s, became increasingly silly to the point that even Reeve later dismissed the last one as an embarassment.

The 1989 film Batman, directed by Tim Burton, was the first attempt to create a superhero film with the darker mood of recent comic books. Fantastic set designs and acclaimed performances from Michael Keaton as Batman and Jack Nicholson as The Joker made the film perhaps the definitive superhero movie.

Although it launched some imitators, the Batman series degenerated into the same silliness of the 1960s TV series under director Joel Schumacher. This trend culminated with the fourth Batman film Batman and Robin (1997), which was a huge critical and commercial failure. That film, along with unsuccessful movies based on DC’s Steel, and Todd McFarlane's Spawn, made movie studios nervous about superhero movies for several years.

Nonetheless, several superhero movies began production in the late 1990s and early 2000s. Marvel Comics had a minor success with 1998's Blade. 2000's Unbreakable - a film based on an original premise not from comics, but heavily focused on the medium of comics and the idea of superheroes - demonstrated to critics and movie-goers that a movie on these subjects could be thoughtful and realistic, rather than simplistic and flashy.

2000’s blockbuster X-Men opened the door once again to highly successful mainstream superhero movies. 2002’s Spider-Man broke the record for money grossed in a film’s opening five days. Less successful movies include 2003‘s Daredevil, Hulk, and League of Extraordinary Gentlemen, and 2004’s Punisher and Hellboy. Sequels, such as 2003’s X2 and 2004’s Spider-Man 2 have been highly successful. Pixar's digitally-animated The Incredibles takes a more comedic approach, crafting a commentary on the superhero genre and its long history.

As of 2004, DC plans to join the revival in 2005 with Batman Begins, a more serious prequel to Batman, and a new Superman film to be directed by X-Men director Bryan Singer, unofficially offered as a sequel to either the Reeve films or the Smallville TV series. Meanwhile, a handful of additional Marvel films are in various stages of production.


Il contributo iniziale per la stesura di questo articolo è stato fornito dalla traduzione di Superhero da Wikipedia in Inglese

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Collegamenti esterni


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I supereroi

DC Comics: Superman | Batman | Wonder Woman | Lanterna Verde | Flash | Justice Society of America | Justice League of America | Legione dei Supereroi | Titani

Marvel Comics: Capitan America | Fantastici Quattro | Uomo Ragno | Devil | Iron Man | Thor | Capitan Marvel | Hulk | Silver Surfer | Vendicatori | X-Men | Difensori

Indipendenti: Marvelman | Hellboy | Rat-Man | Spawn | Wildcats

Progetto Fumetti

Portale Fumetti | Elenco di personaggi dei fumetti | Calendario

Supereroe

See also: Supereroe, 1939, 1940, 1941, 1956, 1960, 1961, 1966