Storia della Scozia

Le prime notizie che si hanno sulla storia della Scozia risalgono all'epoca romana quando (anno 77) Giulio Agricola fu nominato governatore della provincia romana di Britannia.

Come ha tramandato ai posteri il genero Tacito, Agricola portò i confini dell'impero fino a una linea che attraversa la Scozia dal Clyde al Forth. I Romani non penetrarono nelle Highlands. In una località non identificata, che Tacito chiama Mons Graupius, Agricola sconfisse i Caledoni guidati da Calgaco.

Sotto Antonino Pio fu eretto un vallo dal Clyde al Forth (Vallo di Antonino Pio). I Romani si ritirarono dalla Caledonia (attuale Scozia) attorno al 155. Vi ritornarono per un breve periodo dal 159 al 163.

Indice

Periodi storici della Scozia

Dal VI al X secolo

Nel 563 San Colombano raggiunse l'isola di Iona con dodici compagni. Qui fondò un monastero da cui diffuse in tutta la Scozia la sua predicazione.

Gli attacchi vichinghi ebbero inizio nel 793 con la distruzione del monastero di Lindisfarne. Iona fu assalita nel 794 e le Isole Orcadi, le Shetland e le Ebridi divennero colonie scandinave.

Nell'843 Kenneth MacAlpine si proclamò re dei Pitti e degli Scoti.

Dall'XI al XV secolo

Con la vittoria nella battaglia di Carham (1018) Malcolm II si assicurò il possesso del Lothian.

Sotto MacBeth, che regnò dal 1040 al 1054 il regno ebbe un periodo di pace e prosperità che terminò con l'attacco di Malcolm III Canmore. Malcolm fu il primo che invase la Scozia dall'Inghilterra.

In questo periodo ha inizio l'influsso culturale francese nell'architettura, nella legge, nel vocabolario. È quella che sarà chiamata la Auld Alliance, rinnovata da Roberto il Bruce nel 1326 col Trattato di Corbeil.

Alla fine del XIII secolo la Scozia è completamente assoggettata all'Inghilterra dopo le vittorie inglesi a Dunbar e Berwick. La pietra del destino (Stone of Scone o Stone of Destiny), su cui erano incoronati i re scozzesi è trasferita da Scone a Londra. Edoardo I Longshanks nomina Giovanni di Warenne governatore di Scozia.

Gli Scozzesi si ribellano al dominio inglese sotto la guida di William Wallace e conseguono una grande vittoria a Sterling Bridge nel 1297. Wallace riconquista Berwick e compie raids nel Northumberland. Nel 1298 è nominato Guardiano del Regno (Guardian of the Realm). Il 22 luglio 1298 Wallace è sconfitto a Falkirk.

Nel 1306 Roberto il Bruce è incoronato re di Scozia. Nel 1314 Edoardo II passa il confine con una grande armata. A Bannockburn il Bruce riporta una vittoria schiacciante.

Le Orcadi e le Shetland, norvegesi da sei secoli, sono portate in dote nel 1468 da Margherita, figlia di Cristiano I, re di Danimarca e Norvegia, a Giacomo III di Scozia.

XVI-XVII secolo

Nata l'8 dicembre 1542, Maria Stuarda, figlia di Giacomo V Stuart, diventa regina all'età di sei anni. Nel 1558 Maria, che è cattolica, sposa il Delfino di Francia. Al suo ritorno dal Continente trova un paese protestante

Nel 1557 un gruppo di nobili protestanti si oppone alle nozze di Maria con un "papista": viene contratta una sorta di patto "tra Dio e il popolo" (Covenant). Tra i firmatari del Covenant si trovano i conti di Argyll, Morton, Glencairn e John Erskine di Dun. Non è chiaro se anche Dio abbia firmato il contratto.

Nel 1599 John Knox, un ex-prete cattolico, è ordinato ministro della Chiesa di Scozia nella Cattedrale di St. Giles a Edimburgo. Knox sarà il personaggio più influente nello sforzo di imporre il presbiterianesimo e di cacciare i cattolici dalla Scozia.

Il figlio di Maria Stuarda e di Lord Damley, Giacomo, diventa re di Scozia dopo l'abdicazione forzata della madre nel 1567. Giacomo ha appena tredici mesi al momento della sua ascesa al trono. La corona d'Inghilterra, che sarebbe toccata a Maria, la cui nonna è Margherita Tudor, sorella di Enrico, va ad Elisabetta che è protestante. Dopo l'esecuzione di Maria e la morte di Elisabetta I, che non ha figli, la corona d'Inghilterra va a Giacomo che diventa così Giacomo IV di Scozia e Giacomo I d'Inghilterra (Unione delle Corone, 1603). Giacomo si trasferisce in Inghilterra e non farà più ritorno in Scozia.

Giacomo VII si converte al cattolicesimo intorno al 1672. Si crea una situazione paradossale per cui il re è al tempo stesso cattolico e capo della Chiesa d'Inghilterra. Nel 1688 arriva dall'Olanda Guglielmo d'Orange che conquista il trono eliminando Giacomo, che si rifugia in Francia, e suo figlio Giacomo Edoardo Francesco, noto come il Vecchio Pretendente. Coloro che rimangono fedeli alla linea dinastica di Giacomo fuggono o combattono: sono conosciuti come giacobiti.

XVIII secolo

Con l'Atto di Unione del 1707 la storia della Scozia si confonde con quella della Gran Bretagna (q.v.).
Nascita della bandiera britannica (Union Jack) dalla fusione della croce di San Giorgio (Inghilterra) e della croce di Sant'Andrea (Scozia).

I giacobiti sono sconfitti a Culloden nel 1746. Il Principe Carlo fugge in Francia.

Nuove leggi mirano a demolire l'identità e le strutture economiche dei clan, favoriscono la confisca di terre da parte della Corona, limitano il possesso di armi, proibiscono di suonare la cornamusa e di indossare il tartan ai civili (Highland Dress Proscription Act, 1782).

All'interno del sistema dei clan la terra era considerata possesso della comunità. Col passare delle generazioni i capi-clan tendevano ad accumulare ricchezza e ad allontanarsi dagli altri membri. Nel XVIII secolo i diritti dei membri del clan non sono più rispettati. Il capo-clan anglicizzato non parla nemmeno più la stessa lingua di quelli che per lui non sono più suoi congiunti. Quando nelle Lowlands diventa economicamente vantaggioso sostituire esseri umani con animali da allevamento nessun nobile esita un attimo: le pecore Cheviot e Blackface generano molto più reddito di qualsiasi coltivatore. Il grande "successo" dei proprietari terrieri attraverso tutte le Lowlands a partire dal 1785 è conosciuto come the Clearances. I contadini sono trapiantati in aree costali sottosviluppate; ma a partire dal 1820 queste aree non forniscono più alcun mezzo di sussistenza – il pescato diminuisce mentre gli affitti salgono.

XIX-XX secolo

Dopo un secolo di maltrattamenti il governo si accorse delle vittime delle Clearances. Col Crofters Act del 1886 si garantiva ai contadini il possesso della loro terra col diritto a lasciarla in eredità, e si riconosceva il diritto a un risarcimento per chi era stato espulso.

La crisi economica degli anni 1920-30 portò al risorgere del nazionalismo scozzese. Nel 1934 fu fondato lo Scottish National Party (SNP). La politica dell'SNP consiste nello sfruttare tutte le possibilità offerte dal sistema politico britannico, soprattutto la partecipazione alle elezioni - amministrative, politiche, europee – per ottenere sempre più autonomia.

Solo nel 1970 l'SNP riesce a ottenere un seggio alla Camera dei Comuni. Nel 1974 ottiene quattro seggi.

L'11 settembre 1997 gli elettori scozzesi approvano il progetto di autonomia del governo laburista. Il testo è approvato col 74,3% di sì. Viene costituito un parlamento autonomo. In un secondo referendum si chiede se dare al parlamento un limitato potere di imposizione fiscale. Il sì vince col 63,5% dei voti.

Nel maggio 1999, per la prima volta dopo tre secoli, si sono tenute le prime elezioni per il parlamento scozzese. Il Labour ha ottenuto la grande maggioranza dei seggi.

See also: Storia della Scozia, 1040, 1054, 1297, 1298, 1306, 1326, 1468, 1542, 155