Storia del Perù

Storia del Perù

Indice

Periodo preceramico

La presenza umana nelle americhe fu riscontrate in epoca relativamente recente: i fossili umani più antichi risalgono a 32.000 anni fa e furono ritrovati in Brasile (1986). Tutti i resti ritrovati sono di Homo sapiens sapiens, non ci sono riscontri di resti di altri ominidi, presenti sul vecchio continente.

I primi abitanti peruviani furono raccoglitori e cacciatori nomadi che vagavano nell'interno del paese, in gruppi non molto compatti.
Vivevano in grotte, come in quella di Pikimachay nel Dipartimento di Ayacucho: i resti qui ritrovati risalgono a circa 14.000 anni fa.
A quel tempo venivano cacciati animali oggi estinti come la tigre dai denti a sciabola, il bradipo gigante o il mastodonte.

Dai primi insediamenti umani fino al 4000 a.C. circa, lo sviluppo culturale era legato solo miglioramento degli strumenti di caccia in pietra.
Queste popolazioni sapevano accendere il fuoco, indossavano pelli di animali, ricavando utensili ed armi rudimentali da ossa e da pietre.

Quando gli animali oggetto della loro caccia si estinsero, passarono alla predazione di animali che ancora oggi abitano il Perù: il cervo, il guanaco, la vigogna e il lama. Le tecniche di caccia ci sono pervenute grazie alle pitture rupestri, come quelle di Lauricocha (vicino a Huánaco) e di Toquepala (presso Tacna).
Intorno al 4000 a.C. gli abitanti incominciarono a praticare l'agricoltura e l'addomesticamento degli animali ( alpaca, lama e porcellino d'India), ma alcune fonti riferiscono l’addomesticamento dei camelidi come ancora più antico, intorno al 7000 a.C..

Gli uomini migliorarono la raccolta dei prodotti agricoli con metodi semplici (come la sarchiatura). Lungo la costa peruviana, allora più umida di quanto non sia oggi, sorsero dei piccoli insediamenti, che provano il passaggio da nomadi cacciatori e raccoglitori a stanziali agricoltori e pescatori.

I diversi scavi archeologici lungo la costa, hanno permesso di ricavare informazioni più precise sul tipo di vita condotto, basando tutto sui cumuli di rifiuti. I siti meglio conosciuti sono quelli di Huaca Prieta (valle di Chicama, vicino a Trujillo), Asia (a sud di Lima) e Chilca.
Chilca fu popolata verso il 4000 a.C., le altre località verso il 2000 a.C..

La pesca veniva praticata con reti o ami di osso, talvolta su zattere, mentre i raccoglitori sulla riva cercavano granchi e altri crostacei, ricci di mare e uova di uccelli; venivano cacciate anche le otarie.
L'agricoltura si basava su cotone, fagioli, peperoncini, zucche e, verso il 1400 AC, il mais.
Il cotone veniva ridotto in fibre e quindi utilizzato per farne indumenti, con tecniche rudimentali e in seguito tramite la tessitura.
Sulla costa si coltivavano anche manioca e patate dolci, piante originarie del bacino Amazzonico, chiaro esempio di presenza di legami commerciali con questa area dell'America meridionale.

Le case erano semplici, composte da una sola stanza; nella località di Huaca Prieta le abitazioni erano in pietra, mentre i resti di quelle di Asia evidenziano tracce di rami e canne.
Non erano conosciute la lavorazione della ceramica e dei metalli, ma sono stati ritrovati oggetti ornamentali in osso e conchiglie.

Notevole l'attività dedicata dagli antichi peruviani alla realizzazione di edifici cerimoniali o rituali. L'esempio più antico (4000 a.C.) rimasto è una piattaforma sollevata affacciata sull'oceano Pacifico nella valle di Supe, nei pressi di Barranca, che era usata come luogo di sepoltura. Altre piattaforme dello stesso tipo comparvero lungo tutta la costa nel terzo millennio, indice di una prosperità resa possibile dall'abbondanza di prodotti reperibili. Alcune di queste piattaforme sono decorate con fregi in fango dipinto.

L'area aveva legami commerciali sia con la regione andina che con quella amazzonica, rapporti dimostrati dall'uso di foglie di coca a scopi religiosi e di penne di uccelli esotici della foresta pluviale nell'abbigliamento.
Dello stesso periodo (tardo preceramico) è l'enigmatica zona archeologica di Kotosh vicino a Huánaco, le più antiche rovine rinvenute sugli altipiani peruviani.

Verso il 3000 a.C. cominciò la coltivazione della patata, che è l'alimento base della zona andina anche ai nostri giorni e che ha dato origine ad un elevatissimo numero di varietà.

Periodo iniziale (2000 a.C. - 1000 a.C.) o formativo inferiore

Questo periodo copre il millennio in maniera molto approssimativa.
Venne scoperto grazie a scavi effettuati nella valle di Virú e nell'area di Guañape (a 50 km a sud di Trujillo).

Più recentemente sono stati ritrovati grandi templi cerimoniali dello stesso periodo, nella valle di Rímac, sopra Lima, e in altre località della costa, si pensa fossero utilizzati per offerte funerarie.

La lavorazione della ceramica è di questo periodo: semplici vasi privi di decorazioni; questa attività artigianale divenne sempre più raffinata, fino a produrre oggetti di alta qualità, anche scolpiti, incisi e colorati.

I progressi culturali coinvolgono anche la pesca, la tessitura e l'orticoltura. La creazione di orti viene notevolmente migliorata grazie all'introduzione dell'irrigazione.
Verso la fine di questo periodo iniziano le coltivazioni sui terrazzamenti dell'altopiano.

Antico orizzonte (1000 a.C. - 300 a.C.) o orizzonte del Chavín

Questo periodo prende il nome della zona archeologica di Chavín de Huántar, 40 km a est di Huaraz.
Viene usato il termine "orizzonte" per spiegare la comparsa pressoché contemporaneamente di fenomeni artistici e religiosi simili presso popolazioni e località diverse.

L'area che riguarda l'Antico Orizzonte occupa gran parte degli altopiani settentrionali e centrali, la costa a nord e e quella a sud del paese.
Il simbolo che caratterizza più di altri il periodo di Chavín è il muso del giaguaro stilizzato, con evidenti connotazioni religiose; per tale motivo si fa spesso riferimento al Chavín come al periodo del "culto del giaguaro". Compaiono anche altri elementi zoomorfi, alcuni dei quali mitici, nonché volti umani.

Ceramica, tessitura, agricoltura e religione, subiscono un grande sviluppo.
Sulla costa settentrionale si iniziò la lavorazione dell'oro.

Periodo intermedio antico (300 a.C. - 600)

Inspiegabilmente l'influenza unificatrice dello stile Chavín cominciò a declinare verso il 300 a.C.. Nel corso dei cinque secoli successivi, si affermano diverse culture locali, senza che nessuna di queste riuscisse ad emergere sulle altre, quindi senza che potesse diffondersi in modo particolare.

Le più note sono quella di Salinar nella valle di Chicama vicino a Trujillo e quella della necropoli di Paracas a sud di Lima.
Le ceramiche di Salinar dimostrano la conoscenza di tecniche avanzate di cottura, mentre i tessuti di Paracas evidenziano una lavorazione più raffinata: i tessuti di cotone e di lana di Paracas sono i più raffinati tessuti americani di epoca precolombiana.
Lo sviluppo tecnologico di ceramica, lavorazione dei metalli e tessitura fu raggiunto tra il 100 e il 700 d.C., durante quello che un tempo veniva chiamato il periodo classico o fiorente.

In particolare ci sono note due civiltà dell'epoca, per l’eccezionalità dei loro prodotti: i Moche, che abitavano intorno a Trujillo e producevano ceramiche facendo uso di stampi, e i Nazca, i cui insediamenti sono stati ritrovati lungo la costa meridionale e a cui si deve l'introduzione di tecniche policrome.
Entrambe le popolazioni erano solite raffigurare scene della loro vita quotidiana con disegni complessi ma dettagliati.

I Moche costruivano grandi tumuli sormontate da piattaforme (piramidi), come i Templi del Sole e della Luna, eretti vicino a Trujillo e a Sipán nei pressi di Chiclayo. Le tombe rinvenute a Sipán sono oggetto di scavo dal 1987 e il Tempio della Luna ha rilevato fregi di bellezza sorprendente. I Nazca si dedicavano alla creazione nel deserto di giganteschi disegni, conosciuti come Linee di Nazca, create rimuovendo la parte superficiale del terreno, creando così un contrasto di colore, visibile solo da una posizione elevata..

Tra le altre culture nate intorno a questo periodo, sono da ricordare quella di Lima, con la zona archeologica di Pachacamac, 30 km a sud della capitale, quella di Recuay, con le sue ceramiche nel Museo Regionale di Huaraz, e quelle di Cajamarca, Kuélap, Gallinazo e Tiahuanaco.

Medio Orizzonte (600 - 1000)

Un disastroso periodo di siccità segnò la costa per gran parte della metà del VI secolo, ciò contribuì alla fine della cultura Moche, sostituita da quella dei Wari, il primo popolo con mire espansionistiche della zona andina.

La loro capitale, Wari (o anche Huari), fu una località sull'altopiano, a circa 25 km a nord di Ayacucho.
I Wari, conquistando gli altri popoli, non si limitarono a diffondere la loro arte e la loro religione, ma costruirono importanti avamposti in buona parte del Perù:

La società dei Wari fu la prima società urbanizzata e militarista del Perù.
Venne influenzata religiosamente dai Tiahuanaco, un popolo che abitava la regione del lago Titicaca.

Sottomettendo le popolazioni conquistate, i Wari soffocarono le tradizioni orali e tutte le manifestazioni culturali locali, rimpiazzandole con le proprie; per questo, nel periodo tra il 700 e il 1100, si riscontra una forte prevalenza artistica, architettonica e culturale Wari in quasi tutto il Perù; ma anche i Wari scomparvero, sostituiti da altre civiltà.

Tardo periodo intermedio (1000 - 1400)

L'atteggiamento oppressivo dei Wari, non rese gradita la loro presenza, anche se portavano verso queste popolazioni notevoli miglioramenti culturali; verso il 1000 i Wari furono completamente soppiantati da singoli stati locali, affermatisi in diverse zone del paese; queste società crebbero per circa 400 anni.

L'impero degli Incas (1400 - 1492)

L'impero Incas è conosciuto da tutti come uno stato potente, ma nonostante la sua potenza, fu di breve durata, poco meno di un secolo.
Prima del 1430 regnavano nella valle di Cuzco e il loro imperatore era ritenuto diretto discendente del sole.

La dinastia inca era divisa in due rami: gli Hanan-Cuzco e gli Hurin-Cuzco. Gli Hurin si ampliarono a spese dei popoli vicini e mantennero il potere fino al XIII secolo, quando, con una rivolta di palazzo, gli Hanan s'impadronirono del governo del regno.

Primo sovrano della nuova dinastia fu Inca Rocca, che trasforma lo stato in una monarchia assoluta e teocratica, dando inizio all'età imperiale. Entrarono in conflitto con i Chankas e la guerra terminò nel 1430 circa, con la vittoria degli Incas, fu il primo passo di una immediata espansione territoriale.

Successivamente l'impero si ingrandì ancora per merito di Viracocha e del suo successore Pachacutec e nel XV secolo da Yupanqui che conquistò l'Ecuador.

L’impero raggiunse la massima espansione con Huayna Capac (sec. XV-XVI) e comprendeva gran parte della costa del Pacifico, dall'Ecuador a quasi metà del Cile, la Bolivia e l'Argentina settentrionale.

Tahuantinsuyo era il nome dell'impero degli Incas (la terra dei quattro angoli).

L'unione politica non era però consolidata, molti dei popoli sottomessi, covavano odio e risentimento nei confronti degli invasori, e questa fu la principale causa della rovina dell'Impero, quando gli spagnoli arrivarono sui loro territori.

L'unità politica era basata su una economia collettivistica e su una solida organizzazione sociale a struttura piramidale alla cui base stavano le ayllu e pachacas e alla cui sommità stava l'inca del Cuzco. Lo stato era diviso in quattro province dipendenti da Cuzco. La religione ufficiale era una sorta di culto del sole (Inti) intimamente legato alla monarchia, tanto che l'Inca era considerato "figlio del sole".

Dopo la morte di Huayna Capac (1527), la lotta di successione tra il figlio legittimo Huáscar e quello naturale Atahualpa, che ebbe il sopravvento, porto l'impero ad un veloce declino, favorendo la conquista spagnola da parte di Pizzarro.

L'invasione spagnola (1492 - 1534)

Dopo lo sbarco di Colombo nel 1492, gli spagnoli invasero, conquistarono e sottomisero le popolazioni delle isole caraibiche, del Messico (Aztechi) e dell'America centrale (Maya), così, intorno al 1520, rivolsero la loro attenzione all'America meridionale.

Nel 1522 Pascual de Andagoya fu il primo europeo a penetrare in Perù, seguito, due anni dopo (1524), da Francisco Pizzarro, che si diresse a sud lungo la costa del Pacifico.

Nel novembre del 1526 Pizzarro veleggiò nuovamente verso sud, riuscendo (fine del 1528) ad esplorare tutta la costa del Perù fino a Rio Santa. Notata la presenza degli insediamenti inca lungo la costa e rendendosi conto della ricchezza di queste popolazioni, tornò in Spagna per chiedere aiuti in denaro e reclutare uomini.

La terza spedizione di Pizzarro e Diego de Almagro partì da Panamá (fine del 1530) e sbarcò in Ecuador; quindi proseguì verso il Perù, dove, nel 1532, fondò la prima città, San Miguel de Piura; continuò la marcia, verso il cuore dell'Impero inca, raggiungendo Cajamarca nel novembre del 1532. Questa spedizione divenne famosa per la crudeltà spietata con cui fu portata a termine.

Catturando l'imperatore Atahualpa, attirato in un tranello e quindi ucciso, Pizzarro pose fine all'Impero degli Incas.

Il Perù coloniale (1535 - 1800)

Cuzco era di scarsa utilità per gli spagnoli; dovevano mantenere i rapporti con la Spagna e quindi avevano bisogno di una città sul mare; fondarono Lima nel 1535, facendone la nuova capitale.

Nei trent'anni seguenti, continuarono le lotte degli Incas contro gli occupanti, ma ci furono anche lotte intestine per il controllo della regione, che portarono alla morte dei due "conquistadores", Almagro nel 1538 e Pizzarro nel 1541, entrambi assasinati dalle fazioni rivali.
La Spagna, nel tentativo di pacificare il territorio, creò il vicereame del Peru (1542), nominando vicerè Blasco Nuñez Vela e quindi Pedro de la Gasca, che riuscì ad aver ragione delle due fazioni.


L'inca Manco cercò di riassumere il controllo degli altipiani, stava quasi per riuscire nell'impresa (1536), ma dopo un solo anno, fu costretto a ritirarsi a Villacabamba, nella giungla, dove venne ucciso nel 1544.

La seconda metà del XVI secolo vide il consolidamento del vicereame; i vicerè Andrés Hurtado de Mendoza e Francisco de Toldeo spazzarono via gli ultimi encomenderos e l'ultimo Inca, Tupac Amaru (1571).

Seguirono duecento anni di pace; Lima divenne il principale centro politico, sociale e commerciale della regione andina, mentre Cuzco perse la sua importanza, rimanendo nota per la sua scuola d'arte (Escuela Cuzqueña).

Il livello di vita migliorò, ma le precarie condizioni degli indigeni obbligati al lavoro forzato nelle miniere li spinsero a sollevarsi nel 1781, alla guida di José Gabriel Condorcanqui, proclamatosi ultimo Inca col nome di Tupac Amaru II; la rivolta si concluse con il massacro di più di 80.000 indios.

L'indipendenza (1801 - 1865)

Anche le classi più elevate dei coloni, cominciarono a sentire la necessità di sottrarsi al dominio coloniale spagnolo. L'inizio del XIX secolo, vedeva un forte malcontento fra gli abitanti delle colonie spagnole nell'America Latina, determinato da mancanza di libertà e da pesanti tasse, tutta l'America meridionale era ormai pronta alla rivolta.

La scoperta e lo sfruttamento di giacimenti minerari, tra cui il guano a partire dal 1840, in Perù diedero impulso ai sostenitori dell'indipendenza; il mutamento avvenne in due direzioni:

San Martin e Bolivar si incontrano segretamente a Guayaquil: risultato dell'incontro fu che San Martin lasciò il sudamerica per stabilirsi in Francia, mentre Bolivar e Sucre, continuarono la loro opera di liberazione del Perù.
Le battaglie decisive per l'indipendenza furono combattute a Junín (6 agosto 1824) e ad Ayacucho (9 dicembre 1824).

Il Perù divenne praticamente indipendente, nonostante la resistenza di più di un anno di alcuni realisti nella fortezza di Real Felipe, nei pressi di Lima.

Nel 1825 la borghesia di Lima proclana l'indipendenza nel timore di una nomina di Bolivar a dittatore, fatto che comunque avvenne. Tra i primi decreti del nuovo presidente vi fu la soppressione delle comunità indie e la restituzione delle terre agli indios sotto forma di proprietà individuale. L'anno successivo il maresciallo Sucre succedette a Bolivar ma fu costretto alle dimissioni nel 1828. L'oligarchia peruviana in sua vece fece eleggere il generale La Mar.

A partire dal 1830 la vita della nuova repubblica fu turbata da una politica interna confusa e da conflitti di confine con gli stati vicini, soprattutto con la Bolivia. La Mar venne deposto da un colpo di stato del maresciallo Gamarra, al quale succedette Orbegoso. La contesa per il potere polititico tra l'anima liberale e l'anima militarista dell'oligarchia si trasformò ben presto in guerra civile. Il fronte militarista guidato da Bermudez, poi sostituito da Salaverry, controllava gran parte del pese costringendo Orbegoso, lider del fronte liberale, ad arroccarsi a Arequipa e a chiedere soccorso al maresciallo Santa Cruz, presidente della Bolivia.

L'invasione di Santa Cruz e la conseguente sconfitta di Salaverry portò ad una federazione tra Bolivia e Perù (1836) e la costituzione dell'Alto Perù. La federazione si sciolse nel 1839 con la sconfitta di Santa Cruz ad opera delle truppe cilene, che vavorì il ritorno di Gamarra al governo del Perù e l'indipendenza della Bolivia nel 1845.

Il proseguimento dei conflitti

Solo con la presidenza di Ramón Castilla (1845-51, 1859-62) il paese raggiunse una certa stabilità politico-economica, turbata sotto i suoi successori (Juan Antonio Pezet 1862-65, M. J. Prado 1865-67) da una vittoriosa guerra contro la Spagna (1862-71), che cercò di impadronirsi delle isole Chincha, e quindi (José Balta 1868-72, M. Pardo 1872-76) da un conflitto con il Cile (1877-84), che costrinse il Perù, alleato alla Bolivia, a dure condizioni di pace che prevedevano la cessione di Tarapacá, Tacna e Arica al Cile; successivamente, la sola zona di Tacna, le venne restituita (1929).
I motivi della guerra erano legati ai profitti economici di una regione contesa nel deserto di Atacama, ricca di nitrati.

Venne eletto alla presidenza un uomo d'armi, Andrés Cáceres (1886), che sviluppo l'organizzazione del governo ed espanse la rete ferroviaria nazionale.

Ripresosi dalla dura guerra, il paese vide la lotta tra i partiti civilista e democratico che precipito il paese nuovamente nel caos.
Tra il 1919 e il 1930, Augusto B. Leguía y Salcedo, già presidente nel 1908-12, si impadronì del potere instaurando una politica dittatoriale.
Victor Raúl Haya de la Torre, dal suo esilio in Messico, fondò il partito (Alleanza Popolare Rivoluzionaria Americana (APRA, 1924), che, nel 1930 diventò il primo partito nazionale.
Alla presidenza seguirono, Luis M. Sánchez Cerro (1931-32) e Oscar R. Benevides (1833-39), che soffocò l'opposizione interna espellendo l'APRA che rimase bandito fino al 1945.

I contrasti con l'Ecuador

Nel corso della seconda guerra mondiale, il Perù, governato dal conservatore moderato e filoamericano Manuel Prado y Ugarteche (1939-44), dichiarò guerra a Germania e Giappone (1945), ma nessun soldato peruviano entrò mai in combattimento.

Nuovi contrasti di confine portarono alla guerra con l'Ecuador: un trattato stipulato a Rio de Janeiro nel 1942, affidò al Perù la giurisdizione sulle aree settentrionali dei dipartimenti di Amazonas e Loreto (la "Cordigliera del Condor").

Gli accordi non furono graditi dall'Ecuador, che infatti, a intervalli di alcuni anni, riaccendevano gli scontri (1981, 1995 e 1998. Il breve conflitto del 1995 si è rivelato il più grave degli ultimi due decenni. Le controversie sembrano essersi risolte con il trattato del 1998, con il quale il Perù si impegna a concedere l'accesso alla zona amazzonica all'Ecuador e il controllo su una minuscola parte del territorio peruviano: in pratica, rimangono i confini del trattato del 1942.
I rapporti tra i due paesi sono attualmente pacifici, ma nessuno può dire se le controversie siano effettivamente cancellate.

Colpi di stato e dittature militari

Nel 1945 salì al potere il democratico-moderato José Luis Bustamante y Rivero (1945-48) che si trovò a lottare sia con l'APRA che con la destra capeggiata da Manuel A. Odría che, favorito dai continui disordini, prese il potere (1948-56) eliminando ogni opposizione e dichiarando nuovamente illegale l'APRA.

Le nuove elezioni indette in seguito alla rivolta militare di Iquitos (1956) diedero nuovamente il potere a Ugarteche, a questa elezione parteciparono per la prima volta le donne.

Le vicissitudini del Perù non sono determinate solo da guerre e da colpi di stato.
Il 24 maggio del 1964, a Lima, la partita di calcio Perù - Argentina termina con violenti scontri a causa di una decisione arbitrale non gradita ai tifosi; furono i più gravi incidenti mai avvenuti nel mondo intero, morirono più di 300 persone.
Il 31 maggio 1971 un terremoto di intensità pari a 7,7 gradi della scala Mercalli sconvolse il Perù settentrionale, provocando più di 70.000 vittime.

Il periodo fra 1960 e 1985 è contraddistinto da un susseguirsi di colpi di stato e di dittature:

Nel 1985 viene eletto alla presidenza Alán García Pérez dell'APRA.

Tra il 1980 e il 1990, l'inflazione arriva al 10.000% (diecimila), provocando gravi problemi all'economia nazionale. Al termine del mandato, García si rifugia a Parigi, lasciando il paese in uno stato di caos politico ed economico

In questi stessi anni, il gruppo maoista "Sendero Luminoso", condusse una campagna terroristica contro il governo centrale, mentre un altro piccolo gruppo terroristico, il Movimento Revolucionario Tupac Amaru (MRTA), iniziò anch'esso una campagna rivoluzionaria, limitata però al dipartimento di San Martín.

I piani di nazionalizzazione vengono bloccati dal nuovo movimento Libertad guidato da Mario Vargas Llosa.

Nei primi anni novanta oltre 3.000 politici vengono assassinati.

Gli anni di Fujimori

I primi segni di ripresa economica, si ebbero quando Alberto Fujimori, indipendente, figlio di immigrati giapponesi, fu eletto presidente nel 1990, con un mandato di cinque anni.
Il suo programma di austerità, determinò fortissimi aumenti del costo dei generi alimentari ed altri articoli di prima necessità, ma liberalizzo le norme relative ad esportazione ed importazione, alle tasse ed agli investimenti stranieri. Creò una nuova valuta agganciata al dollaro USA.

Nel 1992-95, con un auto-golpe, sospese la Costituzione e sciolse il congresso, queste sue decisioni cambiarono l'atteggiamento delle nazioni nei confronti del Perù, che sospesero gli aiuti economici.

Con l'appoggio della maggioranza dei peruviani, diede l'avvio a grandi opere di miglioramento. Durante il suo mandato furono arrestati i principali leader del terrorismo: Abimael Guzmám, fondatore e leader di Sendero Luminoso, fu catturato nel settembre del 1992.
Tutto ciò consenti a Fujimori di superare i difficili mesi del dopo golpe. Nel novembre del 1992 fu eletto democraticamente un congresso unicamerale di 80 seggi (in precedenza vigeva il bicameralismo, 60 senatori e 180 deputati) e il partito di Fujimori, conquisto la maggioranza dei seggi, aprendo così la via a nuovi aiuti internazionali.

Nell'ottobre 1993 fu approvata una nuova costituzione, che prevedeva la possibile rielezione del presidente per due mandati consecutivi (cosa non permessa da quella precedente); venne istituita anche la pena di morte per i terroristi.

Nel 1994 venne arrestato un altro dei capi terroristi di Sendero Luminoso, Moises Simón Limaco. Nel 1995 l'organizzazione chiese di patteggiare una tregua nelle ostilità.

Nel frattempo l'inflazione era scesa al 20% e la valuta nazionale era entrata in un periodo di stabilità.

Nel 1995 Fujimori si ricandida alla carica di presidente della repubblica, contro Javier Pérez de Cuellar (ex segratario generale dell'ONU), vincendo con il 64% dei voti.

Afferma come primo obiettivo la lotta alla povertà, ma inserisce nel suo programma anche il controllo delle nascite e la pianificazione familiare, entrando in contrasto con la Chiesa cattolica.

I guerriglieri Tupac Amarú sequestrano per 4 mesi centinaia di ostaggi nell'ambasciata giapponese (1996)

Fujimori viene rieletto, per la terza volta, presidente della repubblica nel giugno del 2000, ma uno scandalo scoppiato dopo poche settimane, lo costringe a dimettersi in novembre, chiamando l'elettorato al voto, annunciando che non si ricandiderà e trasferendosi in Giappone.
Il governo venne assunto temporaneamente da Valentin Paniagua Corazao: le elezioni si tennero nell'aprile 2001, sotto il controllo di osservatori internazionali per garantirne la regolarità. Venne eletto a presidente Alejandro Toledo Manrique, che assume la carica il 28 luglio 2001.

See also: Storia del Perù, 100, 1000, 1000 AC, 1400, 1430, 1492, 1520, 1522, 1524