Stesicoro
Stesicoro (seconda metà del VII sec. a.C. - prima metà del VI sec. a.C.) è lo pseudonimo del poeta della Magna Grecia Tisia di Imera.
Il padre, Euclide, fu il fondatore di Imera e la tradizione vuole che Stesicoro sia nato in questa città, ma è più probabile che la sua città natale sia stata Metauro.
Aristotele ci racconta di come Stesicoro convinse gli abitanti di Imera a non affidare la difesa della città a Falaride, tiranno di Agrigento, per mezzo di una favola: il cavallo vuole sconfiggere il suo nemico, il cervo, e per ottenere il suo intento chiede aiuto all'uomo, che, dopo aver domato il cervo, domò anche il cavallo.
Un'altra leggenda tramandataci da Platone, indica di come fu privato della vista dai Dioscuri, per aver offeso Elena, descrivendone gli illeciti amori con Paride (Elena). Vista che riacquisto solo scrivendo un'altra opera in cui ritrattò tutto (Palinodia).
Notizie non certe, lo indicano come morto a Catania, dove gli abitanti gli eressero un monumento oggi andato perduto.
Considerato dagli antichi come l'Omero della lirica corale, il grande poeta dei miti.
Opere
- Caduta di Troia
- Elena
- Orestea
- Palinodia
Stesicoro
