Sparta
Sparta (Σπάρτη) è una città di 13.000 abitanti, capoluogo del nomo della Laconia, nel Peloponneso meridionale (Grecia), situata sulla destra del fiume Eurota tra i rilievi del Parno a est e del Taigeto a ovest.
Della città antica, che sorgeva su sei colli, sono rimasti pochi resti archeologici: un santuario ad Artemide Ortia, l'acropoli con il tempio ad Atena Chalkioikos e i resti di un teatro ellenistico-romano.
Storia
Si sviluppò nel X sec. a.C. dalla fusione di quattro villaggi dorici: Cinosura, Limnai, Pitana e Mesoa. La città, nota anche con il nome di Lacedemone, si diede una rigida organizzazione militare: a questo proposito si narra del semileggendario Licurgo che nel 820 AC avrebbe dato allo stato spartano una costituzione dal carattere marcatamente militarista. In effetti con successive azioni belliche Sparta dall'VIII secolo AC al V secolo AC sottomise pesantemente le popolazioni della Messenia e impose la propria egemonia sull'intero Peloponneso.
La società era divisa in tre classi:
- gli spartiati, proprietari della gran parte delle terre e detentori di tutto il potere;
- i perieci, commercianti e artigiani, discendenti di popolazioni che si erano arrese agli spartiati;
- gli iloti, servi che lavoravano la terra dei padroni, a cui dovevano consegnare gran parte del raccolto.
Il potere veniva esercitato da:
- due re, che col passare del tempo, persero gran parte dei loro poteri;
- 28 geronti o anziani (oltre i 60 anni), che costituivano il senato chiamato gerusia;
- l'apella, assemblea popolare degli spartiati con più di trent'anni;
- 5 efori o magistrati, che esercitavano il controllo effettivo sullo stato.
Gli spartani combatterono nella seconda guerra persiana (481 AC|481 a.C.), inviarono Leonida alle Termopili, Euribiade a Salamina e il loro re Pausania comandò le forze greche nella battaglia di Platea nel 479 AC. Successivamente Sparta si trovò a contrastare l'espansione di Atene e dovette subire una rivolta degli iloti (466 AC) e una dei messeni (465 AC - 455 AC). Riprese le ostilità con Atene, si giunse ad una tregua nel 445 AC e successivamente alla guerra del Peloponneso (431 AC - 404 AC) che vide il mondo greco diviso in due campi e si concluse con la occupazione di Atene e con la supremazia di Sparta sull'intera Grecia. Questa posizione di predominio fu di breve durata, a causa della sua debolezza economica e del fallimento di imporre con la forza alle altre città greche il proprio modello oligarchico. Sparta quindi entrò in conflitto con Tebe e da questi, sotto il comando di Epaminonda, fu sconfitta nel 371 AC a Leuttra. Nell'anno successivo Epaminonda invase il Peloponneso, assediò Sparta e le tolse il controllo dalla Messenia. Sparta si alleò poi con Atene contro Tebe, ma nel 362 a.C. venne di nuovo sconfitta da Epaminonda nella battaglia di Mantinea.
Dopo la vittoria di Filippo il Macedone a Choronea nel 338 AC sulle forze greche capeggiate da Tebe e Atene, Sparta fu assoggettata ai macedoni. Successivamente fece parte della lega achea e nel 146 AC venne assorbita dall'impero romano, insieme a tutte le città greche. Alla fine del IV secolo venne distrutta dai Goti di Alarico e nei suoi pressi fu costruita la cittadina di Mistra (o Misitra). Nel 1460 venne occupata dai turchi, ritornando alla Grecia nel 1828.
