Scoperte geografiche del XV e XVI secolo
Le scoperte geografiche che segnarono il passaggio dal Medioevo all'Evo moderno, furono determinate da motivi pratici poiché fin dal XIII secolo missionari e mercanti avevano raggiunto l’Oriente via terra ma la conquista turca dell’Asia Minore e di Costantinopoli (1453) precluse loro, che importavano spezie, oro, argento, pietre preziose, i precedenti percorsi e rese necessario raggiungere i paesi orientali via mare.
Nella seconda metà del XV secolo le conoscenze geografiche si erano ormai ampliate e si erano fatti anche notevoli progressi nella tecnica delle costruzioni nautiche. Le navi divennero più manovrabili e la velatura fu modificata in modo tale da poter essere utilizzata anche per viaggiare controvento.
Sempre nel XV secolo fu introdotta la caravella, facilmente manovrabile e con fiancate alte, adatte ad affrontare le onde dell’oceano; in seguito dalla caravella derivò il galeone, poderosa nave oceanica.
Si tentò allora di raggiungere l’Oriente circumnavigando l’Africa (via dell’Oriente), oppure per la via dell’Occidente, attraverso l’Atlantico, accettando l’ormai diffusa teoria della sfericità della terra.
La spinta determinante ai viaggi d’esplorazione venne dal Portogallo e dalla Spagna, che volevano togliere a Venezia il monopolio del lucroso commercio delle spezie.
I portoghesi, a causa delle scarse risorse agricole del loro Paese, cercarono risorse in Africa, incoraggiati dai loro sovrani, in particolare dal principe Enrico il Navigatore (1394-1460), il quale nei primi anni del xv secolo, fondò una scuola nautica a Segres. Da tale scuola uscirono numerosi navigatori come Bartolomeo Diaz, che nel 1478 raggiunse il Capo di Buona Speranza, scoprendo il passaggio per le Indie.
Vasco de Gama nel 1497-1498 circumnavigò l’Africa e, dopo aver attraversato l’Oceano Indiano, raggiunse le Indie, approdando a Calicut.
Cristoforo Colombo, un genovese residente in Portogallo come rappresentante di una casa commerciale di Genova, convinto della sfericità della terra, propose al re di quel paese l’impresa di raggiungere le indie per la via dell’Occidente, ma inizialmente ottenne un rifiuto.
Infine, nel 1492, dopo aver ottenuto l’appoggio dei sovrani spagnoli (Ferdinando d’Aragona ed Isabella di Castiglia), salpò da Palos, presso Cadice, con tre caravelle e 120 uomini d’equipaggio.
Il 12 ottobre 1492 Colombo approdò ad un’isola delle Bahamas, convinto di aver raggiunto il Giappone, e la chiamò San Salvador (Watling). Nei tre viaggi successivi toccò Cuba ed Haiti e la parte meridionale del nuovo continente senza però intuire la portata della propria scoperta.
Nello stesso periodo Giovanni Caboto e suo figlio Sebastiano, due navigatori veneziani al servizio dell’Inghilterra, toccarono la parte settentrionale del nuovo continente. I viaggi si intensificarono e la rivalità fra Spagna e Portogallo minacciò di sfociare in una guerra, scongiurata dall’intervento del papa Alessandro VI e, nel 1494, con il trattato di Tordesillas, fu fissata la sfera di influenza dei due paesi indicata da una linea immaginaria, detta raya, tracciata lungo il 46° meridiano ovest.
Il nuovo continente fu chiaramente individuato solo alcuni anni dopo, nel 1501 da Amerigo Vespucci, che ne esplorò le coste meridionali. Nel 1507, un cartografo tedesco diede per la prima volta il suo nome (terra Americi) al nuovo continente.
Nel 1513, lo spagnolo Vasco Nuñez de Balboa riuscì ad attraversare l’istmo di Panama e, dopo una difficile marcia attraverso la foresta tropicale, raggiunse le coste del Pacifico.
Nel 1519, Ferdinando Magellano, navigatore portoghese al servizio della Spagna, con cinque navi costeggiò le coste atlantiche dell’America Meridionale, raggiunse lo stretto che da lui prese il nome di stretto di Magellano, e passò nel Pacifico, raggiungendo le Filippine, dove fu ucciso dagli indigeni. L'’unica nave rimasta riuscì ad attraversare anche l’Oceano Indiano, a doppiare il Capo di Buona Speranza, ed a risalire infine l’Atlantico, tornando in Spagna nel 1522. L’impresa, durata tre anni (1519 – 1522), dimostrò che la terra poteva essere circumnavigata.
