Salto con l'asta
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La tecnica
L'impugnatura
L'asta va impugnata con tutte e due le mani, una sopra (mano alta) - normalmente la mano più forte - e una più sotto (mano bassa), distanziate della lunghezza di circa un avambraccio più una mano. La mano sinistra prende l'asta da sinistra, mentre la mano destra da destra, come si impugna una pertica per arrampicarcisi.
Le fasi del salto
Il salto con l'asta può essere scomposto in cinque fasi: rincorsa, presentazione, elevazione, valicamento, ricaduta.
La rincorsa
La rincorsa degli atleti più forti è lunga 20/22 passi, per un totale di 40 metri circa. Si parte tenendo l'asta in posizione quasi verticale, leggermente inclinata in avanti, con la mano alta appoggiata al bacino e con la mano bassa davanti allo sterno, in modo che l'asta abbia anche un'inclinazione orizzontale. Dopo i primi appoggi di avvio in cui la schiena è leggermente flessa in avanti, la rincorsa procede sempre più velocemente, tornando in posizione diritta, e abbassando gradualmente l'asta fino a portarla, prima degli ultimi 4 appoggi, in posizione orizzontale rispetto al terreno, e quasi parallela rispetto alla direzione di rincorsa. La mano bassa deve essere tenuta in modo che il palmo della mano sia verticale e il più possibile perpendicolare all'avambraccio, in modo quasi da affiancare orizzontalmente l'asta, sorretta dal pollice e dalla parte bassa del palmo; la mano alta deve avere invece il palmo rivolto verso l'esterno, ad avvolgere l'asta, sorretta con le sole dita.
La presentazione
Gli ultimi tre appoggi della rincorsa, numerati qui dal terzultimo, numero tre, all'ultimo, numero uno, sono speciali in quanto devono essere affrontati in modo da imbucare l'asta nel migliore dei modi per poter poi proseguire il salto. Fra l'appoggio quattro e l'appoggio tre bisogna portare la mano alta dal bacino in verticale fino a fianco dell'orecchio, mentre la mano bassa si alza fino ad essere situata poco sotto l'altezza degli occhi, in modo da avere l'asta leggermente inclinata verso il basso. All'appoggio numero due bisogna aver portato il braccio della mano alta in posizione quasi completamente tesa verso l'alto, leggermente avanzato rispetto alla linea delle spalle, mentre la mano alta deve essere all'altezza della fronte, in modo che l'asta sia ormai decisamente inclinata verso il basso. All'ultimo appoggio, da effettuare rigorosamente con la gamba opposta rispetto al braccio della mano alta, ambedue le braccia devono essere ben tese in modo da spingere l'asta, ricordando di tenere sempre la posizione dei polsi come durante la rincorsa.
L'elevazione
Appena dopo aver staccato da terra, l'asta tocca la cassetta d'imbucata. L'atleta deve spingere l'asta con le braccia ben tese, senza mai "appendercisi", e tenendo per qualche momento la posizione di stacco, con la gamba di stacco tesa indietro e l'altra in avanti con il femore perpendicolare alla colonna vertebrale, la tibia perpendicolare al femore e il piede in posizione a martello. Dopodiché, quando l'asta è completamente caricata, incomincia la fase di raccolta, in cui si portano le gambe in posizione raggruppata verso l'alto, raggiungendo il petto, e nel mentre si spinge l'asta verso il basso, facendo leva sulle spalle e sulle braccia sempre tese, in modo da portare il tronco e il bacino verso l'alto, in posizione parallela all'asta, che è ormai quasi verticale, e con le gambe pronte a stendersi verso l'alto.
Il valicamento
Raggiunta la posizione verticale (a testa in giù) di fianco all'asta, dalla parte del braccio della mano alta, si termina la spinta verso il basso dell'asta con un ultimo slancio verso l'alto, lasciando prima l'asta con la mano bassa e infine con quella alta. Intanto il corpo ruota di 180 gradi, in modo da portarsi con il petto verso l'asticella e le gambe cominciano a valicare l'asticella. Quando le gambe sono passate, con i muscoli della schiena si cerca di portare il busto verso l'alto, in modo che non tocchi l'asticella e poi le braccia completano il valicamento.
La ricaduta
Passata l'asticella, è bene completare la mezza capovolta eseguita in volo, aiutandosi - qualora la forza centrifuga residua non sia sufficiente - con le braccia, in modo da atterrare sul materasso in posizione a metà fra quella seduta e quella supina.
Il regolamento
Le regole di gara
Il regolamento prevede che l'atleta possa usare aste di qualsiasi lunghezza, costruite in bambù o in fibra di vetro, e che le possa impugnare in qualsiasi modo e a qualsiasi altezza; non è possibile, dopo lo stacco da terra, spostare le mani verso l'alto arrampicandosi sull'asta, pena la non validità del salto stesso. Ogni atleta ha a disposizione tre salti e ogni volta che supera una misura la quantità dei salti a dispozione viene riportata al numero di tre; l'alteta è eliminato quando gli rimangono zero salti a disposizione. La tattica più comune è di utilizzare - se necessario - tutti e tre i salti a disposizione per una stessa misura, fino a che non la si supera, ma è anche possibile, per esempio, usarne solo due e - non avendo ancora superato la misura - riservare l'ultimo tentativo per una misura successiva. Le misure partono da una quota di apertura e vanno via via crescendo, fino all'eliminazione di tutti gli atleti. Ad ogni nuova misura gli atleti vengono chiamati a saltare secondo un ordine prestabilito dal giudice di gara, normalmente tramite sorteggio, e possono o saltare oppure passare la misura, aspettando quella successiva: non è possibile più saltare una misura che si è passata. Per ogni salto ciascun concorrente ha a disposizione un tempo prestabilito, che varia a seconda del numero di atleti ancora in gara o se si sta saltando la misura che equivale ad nuovo record del mondo. Il tempo per il salto parte dal segnale di pista libera o di bandiera bianca del giudice e la rincorsa dell'atleta deve partire prima che questo tempo finisca, pena la nullità del salto; in molte gare è previsto l'uso di una bandiera gialla per indicare l'approssimarsi della fine del tempo a disposizione. Per ogni tentativo il concorrente può chiedere di variare la misura dei ritti, ovvero spostarli avanti (variazioni positive) o indietro (variazioni negative) rispetto alla cassetta d'imbucata, per uno slittamento massimo di 100 cm in avanti e 20 cm indietro. All'inizio della gara ogni atleta può comunicare la propria variazione dei ritti standard, che viene impostata dai giudici di gara in mancanza di altre comunicazioni da parte dell'atleta. È possibile, sempre nei limiti di tempo previsti, interrompere la rincorsa e ripeterla, in qualunque momento, a patto che non si sia superato (con l'asta o con qualsiasi parte del corpo) il piano verticale perpendicolare alla direzione di rincorsa che passa per l'estremita della cassetta d'imbucata più vicina al materasso di ricaduta, pena la nullità del salto. In caso di rottura dell'attrezzo, attestata dal giudice di gara, il salto può essere ripetuto senza essere ritenuto nullo e senza penalità alcuna.
La pedana
La cassetta d'imbucata
I ritti
L'asticella
Il materasso
Gli attrezzi
L'asta
L'asta è attualmente costruita in fibra di vetro, mentre fino a qualche decina di anni fa il materiale più diffuso era il bambù. L'asta è di forma non cilindrica, come si potrebbe pensare, ma leggermente conica: è infatti, per pochissimi millimetri, più larga alla base e più stretta in cima. Esistono varie lunghezze di aste, generalmente quelle tipiche utilizzate dagli atleti più forti sono lunghe dai 5,10 ai 5,30 metri, e impugnate con la mano alta a pochi centimetri dalla loro estremità. Un altro fattore importante di questo attrezzo è la durezza, ovvero la resistenza alla flessibilità: più un'asta è dura, più forza è in grado di restituire all'atleta, più questo può andare in alto; valori tipici per questa grandezza sono attorno alle 200 libbre, ma un atleta di livello mondiale può arrivare ad usare aste fino a 220/230 libbre. L'asta ha anche un senso di piega, che le viene dato le prime volte che - uscita dalla fabbrica - viene usata; guardando un asta già usata, si nota che è leggermente curva: questo verso di curvatura deve essere rispettato in modo che in fase di stacco la curvatura naturale dell'asta sia in accordo con la curvatura che poi l'asta assumerà durante la fase di caricamento e salto; un'asta non può essere usata nel senso di piega opposto a quello a lei conferito con l'uso, pena spiacevoli e non voluti effetti di rinculo durante il salto. Le marche di aste più usate sono UCS Spirit e Nordic, mentre altre marche sono SkyPole e Pacer.
I tappi
Strumenti per migliorare la presa
Il porta-aste
Le scarpe
Astisti famosi
Di importanza mondiale
- Sergei Bubka
- Thierry Vigneron
- Maksim Tarasov
- Igor Trandenkov
- Radion Gataullin
- Igor Potapovich
- Jean Galfione
- Tim Lobinger
- Dmitri Markov
- Giuseppe Gibilisco
- Okkert Britts
- Jeff Hartwig
- Timothy Mack
- Toby Stevenson
- Lawrence Johnson
- Danny Ecker
- Viktor Chistiakov
- Nick Hysong
- Wladislaw Kozakiewicz
Di importanza italiana
- Renato Dionisi
- Mauro Barella
- Gianni Iapichino
- Maurilio Mauro Mariani
- Andrea Giannini
- Massimo Pegoraro
- Giorgio Grassi
- Massimo Allevi
- Giorgio Piantella
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