Romanzo d'appendice

thumb|right|175px|Un famoso romanzo d'appendìce Il Romanzo d'appendìce è stato un popolare genere letterario (o - secondo i detrattori - sottogenere letterario) importato dallo stile letterario in uso nel passato in Inghilterra ed in Francia.

Molto in voga nella seconda metà dell'Ottocento e in inizio di Novecento, veniva e viene tuttora indicato con un termine di lingua francese anche come feuilleton.

Spesso scritti da donne per un pubblico prevalentemente femminile, questo tipo di romanzi era improntato su trame estremamente intricate e incentrate su storie amorose quasi sempre dipinte a tinte fosche. Attualmente questo genere narrativo sopravvive in un certo tipo di letteratura al femminile diffusa non soltanto in libreria ma anche nei più diversi e disparati punti distributivi.

La definizione romanzo d'appendìce risale a quando tali storie venivano pubblicate a puntate sui giornali quotidiani (appunto in appendìce, quindi in ultima o penultima pagina) e solo in seguito diffusi nella forma classica del libro. Una delle principali case editrici del settore fu la fiorentina Salani che seguì tempestivamente lo svilupparsi del mercato editoriale iniziato verso la metà dell'Ottocento, in coincidenza con la rivoluzione industriale, in Inghilterra e in Francia.

Sotto questo aspetto caposaldi del genere sono considerate alcune opere ottocentesche molto conosciute come I miserabili di Victor Hugo o I misteri di Parigi di Eugene Sue, ma anche I tre moschettieri di Alexandre Dumas. Lo stesso Edgard Allan Poe - futuro padre del romanzo poliziesco - con il suo Manoscritto trovato in una bottiglia - vinse un concorso letterario indetto da una rivista di Baltimora.

Autori italiani di spicco di romanzi d'appendìce sono stati invece scrittori e scrittrici di fama come Liala, Emilio De Marchi, Matilde Serao, Carolina Invernizio e Guido da Verona, anche se possono essere inclusi in questa categoria di scrittori di assoluta presa popolare come Pitigrilli o Fruttero & Lucentini.

Prima di essere quasi completamente sostituito dai più immediati fotoromanzo e teleromanzo (o fiction televisiva, o telenovela), il racconto a puntate, specie di taglio poliziesco, è rimasto in uso - sia pure limitatamente ad alcuni quotidiani italiani - fino alla fine degli anni Settanta; nella pagina dedicata allo svago e al tempo libero, trovava posto accanto ad un altro genere narrativo apprezzato dai lettori: quello dei comics, con le tradizionali strisce, o strip, a fumetti.

Al romanzo d'appendìce ha attinto in maniera massiccia, specie all'epoca del muto, anche il cinema di genere melodrammatico in voga fino al neorealismo degli anni Quaranta e Cinquanta.


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See also: Romanzo d'appendice, 1800, 1940, 1950, 1970, Autobiografia, Biografia, Carolina Invernizio, Cinema