Rodi
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Rodi, dal greco Ροδος (Rodos), è la più grande delle isole del Dodecaneso e la più orientale delle maggiori isole del mare Egeo. È situata a circa 17,7 km dalle coste della Turchia. La popolazione ammonta a 130.000 persone (2004), di cui circa 60÷70.000 risiedono nella città di Rodi, il centro maggiore. Rodi è la capitale del distretto del Dodecaneso e della Provincia di Rodi, che include anche le vicine isole di Symi, Tilos, Halki e Kastellorizo (Castelrosso). Storicamente, era famosa per il Colosso di Rodi, una delle sette meraviglie del mondo. La città medievale è considerata un patrimonio dell'umanità.
Storia
L'isola era abitata già nel Neolitico, anche se rimangono poche tracce di questa cultura. Nel XVI secolo a.C. i Micenei raggiunsero Rodi, e più tardi la mitologia greca farà riferimento alla stirpe dei Telchini di Rodi, associandoli a Danao, che era soprannominato Telchinis.
Invasa dagli Achei nel XV secolo, l'isola conobbe un periodo di sviluppo nell'XI secolo, con l'arrivo dei Dori che costruirono le tre importanti città di Lindos (Lindo), Ialysos e Kameiros, che insieme a Kos, Cnido e Alicarnasso (quest'ultima sulla costa della Ionia) dettero vita alla Hexapolis Dorica.
Nell'ode di Pindaro, si diceva che l'isola fosse nata dall'unione di Helios, dio del sole, con la ninfa Rodi e le città presero i nomi dei loro tre figli.
Dopo che Atene sconfisse gli invasori Persiani nel 478 a.C., le tre città aderirono alla Lega Ateniese. Allo scoppio della guerra del Peloponneso nel 431 a.C., Rodi si mantenne neutrale pur facendo parte della Lega. La guerra terminò nel 404, con Rodi che decise di mantenere la non belligeranza per tutta la durata delle ostilità.
Nel 408 le tre città si unirono per formare un'unica unità politica: si costruì perciò una nuova capitale nella parte settentrionale dell'isola, la città di Rodi, i cui lavori di costruzione furono condotti dall'architetto ateniese Ippodamo. Il generale indebolimento della Grecia in seguito alla guerra del Peloponneso fece sì che l'isola fosse prima conquistata da Mausolo di Alicarnasso, poi dai Persiani nel 340, infine da Alessandro Magno nel 332.
thumb|250px|Particolare delle colonne
Dopo la morte di Alessandro, tre dei suoi generali (Tolomeo, Seleuco e Antigono) si divisero l'impero: Rodi strinse forti legami culturali e commerciali con i Tolomei di Alessandria per formare così la lega rodo-egiziana che controllò i traffici commerciali nell'Egeo per tutto il III secolo a.C..
La città divenne un centro marittimo, commerciale e culturale di grande importanza la cui moneta circolava per tutto il Mediterraneo. Le sue famose scuole di filosofia, scienza, letteratura e retorica rivaleggiavano con quelle di Alessandria. Fra i più importanti esponenti di questo grande momento di sviluppo vi furono il maestro di retorica Eschine, Apollonio di Rodi, gli astronomi Ipparco e Gemino, il retorico Dionisio Trace. La scuola di scultura dell'isola sviluppò uno stile drammatico e ricco noto come "barocco ellenistico".
Nel 305, il figlio di Antigono assediò Rodi al fine di rompere l'alleanza. Dopo un anno, nel 304, si arrivò ad un accordo di pace e l'assedio fu tolto: gli abitanti dell'isola decisero di vendere gli equipaggiamenti abbandonati dagli assedianti per poter così erigere una statua al dio Helios, statua conosciuta come il Colosso di Rodi.
Nel 164 Rodi stipulò un trattato con Roma. Nell'isola giungevano i figli delle nobili famiglie romane per seguire le lezioni dei maestri di retorica, fra i quali Ermagora, autore della Rhetorica ad Herennium. Inizialmente Rodi fu un'importante alleata di Roma, ma finì poi col perdere i privilegi acquisiti, tant'è che venne saccheggiata da Cassio.
Nel I secolo d.C. l'imperatore Tiberio trascorse un breve esilio a Rodi. Cristianizzata da San Paolo, dopo la caduta dell'impero romano d'Occidente appartenne per dieci secoli all'impero bizantino. Cionostante, venne più volte occupata: dagli arabi guidati da Muawiyah I nel 672. Durante la prima crociata venne ripresa da Alessio I Comneno.
Nel 1309 l'isola passò sotto il controllo dei Cavalieri Ospitalieri che furono perciò noti come Cavalieri di Rodi. La città fu ricostruita come un modello ideale di città medievale europea: di questo periodo rimangono molti monumenti famosi fra cui il Palazzo del Gran Maestro. Le possenti mura costruite dai cavalieri permisero all'isola di resistere agli attacchi del sultano dell'Egitto nel 1444 e di Mehmed II nel 1480. Tuttavia, nel dicembre del 1522 Rodi non poté resistere al grande esercito di Solimano il Magnifico. Ai pochi cavalieri rimasti fu concesso di ritirarsi a Malta, mentre l'isola restò sotto il dominio ottomano per cinque secoli.
Sottratta ai turchi dagli italiani nel 1912 durante la guerra di Libia, nel 1947 l'isola si unì alla Grecia. Per secoli l'isola ebbe un'importante comunità ebraica. Si trattava soprattutto di ebrei che erano fuggiti dalla Spagna e che parlavano il ladino. Durante la seconda guerra mondiale i nazisti occuparono Rodi e deportarono gli ebrei. Alla fine del conflitto, i pochi sopravvissuti poterono fare ritorno. Alcuni di essi aprirono un importante museo, il "museo degli Ebrei di Rodi".
