Risparmio
Il risparmio è la quota del reddito di persone, imprese o istutizioni che non viene spesa nel periodo in cui il reddito è percepito, ma viene accantonato ed eventualmente investito per essere speso in un momento futuro. Dividendo i soggetti economici di una nazione in tre grandi categorie, le famiglie, le imprese e la pubblica amministrazione, è frequente che solo le famiglie risultino nel loro complesso risparmiatrici nette. Le imprese private e la pubblica amministrazione non risparmiano affatto. Il loro risparmio è negativo e viene finanziato dalle famiglie, direttamente con l'emissione di titoli (azioni e obbligazioni) oppure indirettamente, ricorrendo al credito bancario. Le banche a loro volta finanziano i propri impieghi raccogliendo il denaro dalle famiglie.
Nell'ambito delle famiglie si è osservato che le scelte di risparmio dipendono da diversi fattori. La teoria del ciclo vitale di Modigliani ha evidenziato che gli individui risparmiano parte del loro reddito in talune fasi della propria vita e lo spendono in altre. A Keynes si deve la distinzione tra le diverse motivazioni del risparmio. Il tasso di risparmio, vale a dire la quota del reddito che viene risparmiata, è variata nel corso del tempo, in generale riducendosi. Tra le varie motivazioni addotte dagli economisti, si considera quella che spiega il fenomeno correlando il tasso di risparmio alle incertezze prodotte da violente crisi economiche (ad esempio la crisi degli anni trenta) e dai conflitti bellici.
