Repubblica Dominicana

Repubblica Dominicana
115px| 185px|
dettaglio dettaglio
Motto: Dios, Patria, Libertad (Traduzione: Dio, Patria, Libertà)
300px|Localizzazione geografica
Informazioni
Denominazione: República Dominicana
Lingua ufficiale: spagnolo
Capitale: Santo Domingo (2.061.200 ab./ 2003)
Politica
Forma di governo: Repubblica presidenziale
Capo di stato: Leonel Fernandez
Capo del governo: Leonel Fernandez
Indipendenza: Dalla Spagna, prima, e poi da Haiti, 27 febbraio 1844
Ingresso all' ONU:  
Area
Totale: 48.730 km²
Pos. nel mondo: 128°
% delle acque: 1,6%
Popolazione
Totale: 8.442.533 ab. (2000)
Pos. nel mondo: 84°
Densità: 173,2 ab./km²
Geografia
Continente: America
Fuso orario: UTC -4
Economia
Valuta: Peso dominicano
Consumo energia: 0,15 kW/ab.
Varie
TLD: .do
Prefisso tel.: +1809
Sigla autom.: DOM
Inno nazionale: Quisqueyanos valientes
Festa nazionale:  
300px|
 
40px|Wikipedia:WikiProject/Geografia/Antropica/Stati Si invita a seguire lo schema di WikiProject Stati.

La Repubblica Domìnicana è una democrazia rappresentativa di lingua spagnola (vedi anche: Lingua spagnola in Repubblica Dominicana) situata nella parte orientale dell'isola caraibica di Santo Domingo (o Hispaniola), ai confini con Haiti.

La Repubblica Dominicana non va confusa con Dominica, un altro paese caraibico.

La capitale è Santo Domingo

Indice

Storia

Grazie all'opera di vari patrioti, il più importante dei quali è Juan Pablo Duarte, è diventata indipendente dalla Spagna dall'inizio dell'800. Ha subito l'occupazione haitiana dal 1821 al 1844. C'è stato un breve periodo di annessione alla Francia.

A partire dal 1861 è stata retta da presidenti-avventurieri eletti formalmente in maniera democratica, in realtà espressione di un piccolo gruppo di potenti.

L'insolvenza nel debito estero verso gli Stati Uniti d'America ha portato a una prima occupazione militare americana a inizio del secolo. Gli è seguita la dittatura della giunta militare di Rafael Leónidas Trujillo, che è durata fino al 1961.

Al tiranno, ucciso da una congiura, è succeduto nelle prime elezioni libere Juan Bosch Gavino, fondatore del Partido Revolucionario Dominicano (PRD), cresciuto in esilio durante la dittatura. Le posizioni ritenute di sinistra dall'amministrazione nordamericana hanno portato a una seconda invasione militare americana (1962-1965), dopo la quale è stato eletto presidente Joaquín Balaguer Ricardo, in precedenza uno dei più diretti collaboratori del dittatore Trujillo. Balaguer ha governato in varie tornate (1966-1978; 1984-1996), incarnando un regime conservatore, perseguitando i nemici politici, praticando imbrogli elettorali, permettendo uno stile di corruzione - non nuovo peraltro, bensì ben radicato nella mentalità dominicana.

Tra i due lunghi periodi di Balaguer ha governato il PRD, con conseguenze economiche disastrose.

Politica

Politica recente

Nel 1996 viene eletto Leonel Fernández Reyna, candidato del PLD, che è il partito che Juan Bosch ha fondato quando si è reso conto che il PRD non corrispondeva ormai più ai suoi ideali. Realizza una politica neo liberale, vendendo le imprese elettriche e modernizzando il paese dal punto di vista tecnologico. La corruzione sembra diminuire, e si stabiliscono meccanismi di controllo nelle istituzioni che possono traghettare verso una maggiore istituzionalità.

Nel quadriennio 2000/2004 è presidente Hipólito Mejía Domínguez (PRD). Viene eletto al primo turno con più del 50% dei voti, e incarna la speranza della gente di un governo che sia dalla loro parte. Purtroppo la corruzione torna a imperare; la pressione degli elettori fa crescere la empleomania pubblica (termine con cui si indica la ricerca di un sicuro impiego statale); Hipólito si dimostra incompetente nel governare l'economia. Il risultato è una perdita di valore della moneta nazionale del 300%: da settembre 2002 a agosto 2004 il dollaro passa da 17 pesos a 45, con una punta massima di 55 in febbraio 2004. L'inflazione reale è in questo periodo del 150% annuale, mentre gli stipendi sono praticamente congelati. L'aumento concomitante del prezzo del petrolio porta l'economia dominicana al suolo.

Nel 2002 muore l'ex presidente Balaguer.

In Agosto 2004 viene rieletto presidente Leonel Fernández Reyna. Il paese torna a respirare, il dollaro scende in tre mesi a 30 pesos, cominciano a calare i prezzi. Si prepara un aumento degli stipendi pubblici e privati del 30%. La gente, che ha votato massicciamente per Leonel (58%), attende fiduciosa che le cose migliorino (novembre 2004).

Politica Estera

Geografia

Immagine mancante
BeachBarahona2001_CopyrightKaihsuTai.jpg
Una spiaggia nella provincia di Barahona

Economia

Demografia

La popolazione ammonta a 8.442.533 abitanti (2000, fonte Oficina Nacional de Estadistica). Tale dato non è normalemente considerato molto attendibile: si stima che gli abitanti siano più di 10 milioni. Circa la metà vive in zone rurali, e una gran parte di loro sono piccoli proprietari terrieri (2000).

La maggioranza della popolazione è frutto di incroci fra europei (in particolare, spagnoli) e africani.Circa l'11% dei dominicani è di pura discendenza africana, considerando anche molti immigrati haitiani e i loro discendenti. Il 16% dei dominicani è invece composto da bianchi di origine europea, prevalentemente spagnola. Ci sono infine piccole minoranze di cinesi e arabi mediorientali. La cultura è prevalentemente di stampo ispanico, anche se non mancano influenze africane e statunitensi.

La religione principale è il Cattolicesimo. Si stima che il 15-20% sia evangelico.

Nel 2000, il tasso di crescita economica era del 1,64%, i tasso di natalità di 25,15 bambini per 1000 habitants, il tasso di mortalità di 4,72 decessi per abitanti e il tasso di fecondità di 3 figli per ogni donna,

Cultura

Voci correlate


See also: Repubblica Dominicana