Reginella
Reginella è un personaggio Disney creato dallo sceneggiatore Rodolfo Cimino e dal disegnatore Giorgio Cavazzano nel 1972.
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Apparizioni
Reginella compare in tre storie principali, che costituiscono la cosiddetta "Trilogia di Reginella"
- Paperino e l'avventura sottomarina (1972)
- Paperino e il ritorno di Reginella (1974)
- Paperino e il matrimonio di Reginella (1987)
È da aggiungere infine una quarta e ultima storia, di tono di gran lunga inferiore alle precedenti:
- Reginella e la minaccia terrestre (1992)
Le vicende
Nella prima storia Reginella è la sovrana di un regno sottomarino di paperi alieni, costretti a rifugiarsi sul nostro pianeta dopo un guasto irreperabile della loro astronave. Appartenenti ad una realtà fisica diversa dalla nostra (in cui, tra l'altro, il tempo scorre molto più lentamente), possono sopravvivere unicamente all'interno di una barriera trasparente (creata tramite "impulsi metafisici-transmigranti-accelerati"), sotto la superficie delle acque, evitando così ogni contatto con il mondo umano.
Paperino, in questa storia interessato alla pesca subacquea, viene più o meno casualmente catturato dai sudditi di Reginella, la quale, conosciutolo, se ne innamora, ricambiata. Dimentico della sua realtà terrestre, Paperino è già quasi designato come futuro consorte di Reginella (e dunque Re). Tuttavia, la codardia di cui dà prova al confronto con un rivale geloso, dimostra alla sconfortata Reginella la totale mancanza nel papero delle qualità adatte al trono ("Ditemi, ciambellano, credete che Paperino possa diventare un buon Re?", "No, Regina! Non è nemmeno un buon suddito, non vedete?").
Nella seconda storia, Reginella, anche nell'intento di dimenticare Paperino, incita i suoi scienziati allo sforzo di ricongiungersi col pianeta natale. Si scopre che, allo scopo, manca un componente presente sulla terraferma, tra gli uomini. Reginella si incarica di ricuperarlo, l'unica, in virtù della sua natura regale, in grado di avventurarsi nel mondo esterno. Qui ci sarà un fugace quanto intenso reincontro con Paperino, ancora una volta brutalmente interrotto: il popolo di Reginella, pronto alla partenza, ha bisogno della presenza della sua sovrana, pena la distruzione. Paperino assiste attonito all'innalzarsi del razzo verso lo spazio, conscio che, questa volta, la distanza sarà più grande e incolmabile che mai.
Nella terza storia Reginella torna sul suo pianeta d'origine per ritrovarlo occupato da un invasore, il perfido Bingo, predatore che, coi suoi armigeri, a bordo dei perissodattili siderali, vagano nello spazio per conquistare i mondi, schiavizzare la popolazione, sfruttarne tutte le risorse, e quindi abbandonarli del tutto impoveriti. Temendo la stessa fine per il suo pianeta, e, oltretutto, insidiata sentimentalmente dal nuovo dittatore ("insopportabile buzzurro": Reginella dixit!), la piccola regina riesce nell'intento di richiamare, al di là delle distanze cosmiche, Paperino, l'unico, in quanto terrestre, in grado di opporre la violenza alla violenza, ciò che i sudditi di Reginella non sono in grado di fare. Ridotti a più miti consigli gli invasori, privati di armi e rispediti sul loro mondo d'origine ("dove dovranno finalmente lavorare per vivere"), Paperino e Reginella sembrano poter, una volta tanto, coronare il loro sogno. Senonché, le imprese di Paperino, che col fucile caricato a sale sconfisse i nemici, sembrano avere un cattivo influsso sui giovani del pianeta, pronti a imitarlo nell'atteggiamento bellicoso ("Paperino... ehm... la sua presenza smarrisce i giovani!", "Ne va del nostro pacifico futuro"). Ancora una volta è la "ragio di Stato" a costringere Reginella a un dolorosissimo addio ("Quanto pesa, a volte, una corona!"). Paperino, addormentato e ignaro di tutto, viene così ricondotto sul pianeta Terra...
La quarta storia vede il pianeta di Reginella minacciato dal tentativo di sfruttamento turistico di un capitalista dall'aspetto porcino che, ammorbidisce le resistenze del popolo alieno blandendolo col consumismo e scavalcando così l'autorità della sovrana e del senato degli anziani. Chiamato per l'ennesima volta al soccorso, Paperino, anche con il sostegno di Paperone, cerca di controllare l'equilibrio tra terrestri e indigeni. Ma l'eccessiva presenza dei primi rischia di compromettere la salute fisica dei secondi. Per costringere gli stranieri a un rientro forzato Reginella impegna i suoi stessi poteri personali ("compendio energetico dissuadente"), sacrificando in qualche modo se stessa: al termine della storia, prima dell'ultima separazione, Paperino può vederla unicamente avvolta da un drappo nero ("Non avvicinarti, mio diletto! Non voglio che tu mi guardi!"). Tornato Paperino sulla Terra, il pianeta di Reginella prende una direzione che lo allontana definitivamente dalla nostra galassia. Tuttavia è Paperone, in conclusione, a incoraggiare il nipote: non tutte le speranze di un reincontro sono perdute.
Commento
La vicenda di Paperino e Reginella presenta dei topoi classici delle storie sceneggiate da Rodolfo Cimino: il viaggio di Paperino in una realtà aliena dove un popolo vive in una utopia armonica tra governati e governanti e tra tecnologia e natura. Le qualità migliori del protagonista lo portano a integrarsi e a venir valorizzato dai suoi ospiti, mentre quelle deteriori, o comunque una qualche incompatibilità, lo costringono a un ritorno, quasi sempre mai felice, nel mondo reale.
Il popolo di Reginella, ignaro della violenza fisica e brutale, doma la devianza sociale e i soprusi tramite la "disapprovazione collettiva", a volte rappresentato come un semplice sentimento di ostilità da parte della massa contro il singolo violento, a volte, invece, come un vero e proprio potere mentale superiore, il cui fulcro è costituito da Reginella. C'è da chiedersi quanto tale disapprovazione collettiva non sia altrettanto violenta, nel suo potere coattivo, di quella fisica. Altrettanto perplessi si può rimanere di fronte al ruolo di Reginella, quello di sovrana quasi sacra, potere regale che ottiene la propria legittimazione dalla massa in virtù di un legame collettivo. In tal senso, dunque, l'utopia tratteggiata da Cimino, vive di una tensione al tempo stesso progressiva a conservatrice. In tal senso può anche essere letta la presenza della tecnologia: avanzatissima e dominante nelle prime due storie, passa decisamente in secondo piano nelle ultime due, dove il popolo di Reginella viene mostrato come essenzialmente agricolo.
Le tre storie, più l'ultima, sono pubblicate lungo un arco di tempo di vent'anni esatti. Ciò comporta notevoli variazioni, sia testuali che grafiche. Anzi, più grafiche che testuali, tanto che la saga di Reginella è un ottimo esempio dell'evoluzione grafica di Cavazzano come disegnatore disneyano. La prima storia presenta ancora un tratto sottile, lievemente dinamico, con figure già prossime ad allugarsi ma ancora legate al modello del maestro, Romano Scarpa, e fondali essenziali, privi di troppi dettagli. La seconda storia, invece, è da porre verso il periodo di maggior sperimentazione del disegnatore: un'inchiostratura a tratti marcati, inquadrature dinamiche, personaggi spesso esagitati nella mimica, oggettistica bizzarra e dettagliata. La terza storia appartiene al cosiddetto periodo della maturità: il disegno è tondeggiante, morbido, chiarissimo, equilibrato nell'alternanza tra dettaglio e stilizzazione. Stesso discorso vale per i testi, ancora leggermente ingenui nella prima storia, raggiungono il loro meglio nella terza. Da notare alcune incongruenze: ad esempio, se nella prima storia il mondo d'origine di Reginella ha il buffo nome di Coccuzolandia, pianeta dalla inconsueta forma bislunga, nella seconda non viene nominato, e nella terza è ribattezzato Pacificus, tornando inoltre a una più ovvia forma sferica.
Un discorso a parte merita la quarta storia. Debole nei contenuti, nella sceneggiatura, affrettata nella conclusione, povera nel disegno, assai privo di incisività. Non convince in particolare il coinvolgimento di Paperone in quella che, sino ad allora, era stata una questione privata del solo Paperino. Un Paperone, inoltre, fuori di ruolo, sin troppo morbido nell'elargire al nipote del suo denaro (20.000$!), e sin troppo disinteressato nel possibile sfruttamento economico del pianeta alieno. Non sarebbe dunque del tutto sconsiderato pensare come apocrifa questa quarta storia.
Anche la caratterizzazione grafica di Reginella evolve lungo le prime tre storie (rimanendo stabile tra la terza e la quarta). Appena abbozzata all'inizio, già ha una sua forte presenza nella seconda. L'apice, tuttavia, è raggiunto nella terza. Gli occhioni grandi e sinceri, il sorriso piccolo e candido, l'aspetto minuto, i capelli corti, fanno di Reginella un sorprendente esempio di kawaii in versione disneyana.
Nota di colore
Nella XVII tavola della storia Topolino 2000 (1994, pubblicato appunto sul n.2000 della testata omonima), disegnata da Cavazzano, dove è fantasiosamente rappresentata la sezione fumetti della Walt Disney Italia, nella III vignetta compare uno sceneggiatore che, seduto alla sua scrivania, ha, nel balloon del suo pensiero, una Reginella in versione stilizzata.
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