Ravioli
Il raviolo è fondamentalmente un quadrato di pasta ripiegato.
Ciò che lo distingue dagli altri quadrati semplici geometrici concetti geometrici è il ripieno.
Il ripieno, infatti, non solo differenzia il raviolo dagli altri quadrati, come già detto, ma anche i ravioli tra loro.
Un raviolo ripieno di carne differisce da un raviolo ripieno di ricotta. Un raviolo di spinaci richiede una salsa di tutto punto diversa rispetto ad un raviolo imbottito di borragine o di provola.
Il raviolo, dunque, ha una sua forma e un suo ripieno, ma ha anche una sua storia. A tal proposito, sono contraddittorie e molteplici le voci che riguardano la sua nascita e la cultura che gli ha dato i natali, basta pensare che anche in Cina sono diffusi ravioli (forse non quadrati).
Difficile, anche solo occupandosi della storia del raviolo occidentale è stabilire una data di nascita precisa sebbene sia sicuro che emergano tracce in materia già in Boccaccio “...niuna altra cosa facevano che far maccheroni e raviuoli e cuocergli...”).
Il raviolo è, poi, mutevole anche nel nome, mutandosi in agnolotto o agnellotto in Piemonte e in cappelletto in Emilia - Romagna (in tal caso perde però del tutto la forma).
Una delle versioni più antiche della ricetta sembra essere genovese e - secondo fonti di un certo spessore culinario - per poterla rispettare occorrono ingredienti di buona particolarità.
Intanto, la pasta che non deve essere una comune pasta all’uovo, ma una pasta piuttosto ricca di acqua e meno di uova. Il ripieno, poi, che dovrà essere composto da borragine, scarole, animelle, salsiccia, uova, parmigiano e latte cagliato. È importante che le verdure sovrastino nettamente il resto degli ingredienti succitati.
Infine il sugo, componente anche rilevante il cui amalgama prevede carne magra di bue, olio, rognone, sale, cipolla, aglio, rosmarino, vino rosso, salsa di pomodoro.
Ovviamente in un quadrato di pasta è possibile mettere più o meno qualsiasi cosa e quindi possiamo trovare ravioli con i più svariati ripieni e condimenti.
