Radio Radicale
Radio Radicale è l'unica emittente radiofonica italiana che si occupa esclusivamente di politica. Ha copertura nazionale e dispone di una sede a Roma e una a Palermo.
Nasce nel 1976 su iniziativa del Partito Radicale con l'obiettivo di fare informazione che nessuno faceva e al contempo di rendere, in termini di servizio ai cittadini, quanto veniva elargito dal finanziamento pubblico. Sino a quel momento l'informazione parlamentare era stata esclusivo patrimonio di una ristrettissima élite; per questo motivo la portata rivoluzionaria dell'impresa Radio Radicale fu grande nel momento in cui essa iniziò a trasmettere sulle proprie frequenze il segnale di radio-aula diffuso all'interno della Camera. Dopo pochi mesi prese avvio anche la trasmissione del lavori del Senato.
Radio Radicale è stata finanziata inizialmente dal Partito Radicale prima e dalla Lista Pannella poi, sia trasferendo la propria quota di finanziamento pubblico senza alcun vincolo di destinazione - in coerenza con la decisione immediatamente assunta dal Partito Radicale dopo l'ingresso in Parlamento di non utilizzare il finanziamento pubblico per la propria attività di parte - sia con le quote derivanti dalle varie forme di finanziamento per gli organi di partito: al contrario, le quote derivanti dalle varie forme di finanziamento erano utilizzate non per fini di propaganda di parte, ma al finanziamento delle trasmissioni integrali delle sedute parlamentari, e -sin dall'inizio- dei congressi e convegni di tutti i partiti e delle maggiori associazioni. Inoltre Radio Radicale ha trasmesso per decenni alcuni importanti processi in versione integrale, seguendo le aule dei tribunali nel processo di formazione delle sentenze, ed è inoltre attenta alla vita carceraria (la rubrica settimanale Radio Carcere è in contatto con i detenuti di tutto il paese).
Nel 1990, per iniziativa della maggioranza assoluta dei parlamentari della Repubblica (oltre 500), fu approvato un ordine del giorno che riconosce a Radio Radicale il merito di svolgere un servizio di informazione di interesse generale. Nello stesso anno - proprio a partire dall'esperienza di RR - è approvata la cosiddetta "Legge Mammì", che attribuisce alla RAI il compito di trasmettere le sedute parlamentari. Da allora, fino al 1998, la RAI non adempie a questo compito, ma intanto Radio Radicale continua - fino al 1994 interamente a proprie spese - a svolgere questo servizio. Nel 1994 - a 18 anni dall'inizio del servizio di Radio Parlamento - il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni stipula, in seguito ad una gara pubblica, la prima convenzione con Radio Radicale, per un importo di 8 miliardi, cifra sufficiente a coprire solo la metà dei costi di gestione del servizio; l'altra metà continua ad essere coperta da parte del soggetto radicale italiano, la Lista Pannella, che versa a Radio Radicale il proprio contributo per l'editoria di partito.
L'archivio di Radio Radicale
L'archivio sonoro di Radio Radicale è un patrimonio - unico nel suo genere - di oltre 500.000 documenti sonori di enorme interesse storico, politico e sociologico. La gran parte dei contenuti sono stati registrati a partire dal 1976, ma vi sono conservate anche alcune registrazioni risalenti a periodi precedenti. In moltissimi casi questo archivio è l'unica fonte integrale ed originale, ed il suo valore è stato ripetutamente riconosciuto da numerosi studiosi del settore.
Il sito web
Il sito RadioRadicale.it pubblica quotidianamente una selezione di documenti audio e video di attualità e mantiene un archivio digitale, consultabile liberamente, che parte dal 1998; l'obiettivo dell'azienda è quello di rendere disponibile l'intero archivio sonoro entro pochi anni. Il sito inoltre trasmette in diretta audio e video la Camera, il Senato e il Parlamento Europeo di Strasburgo, oltre che numerosi eventi di rilievo che si svolgono in Italia.
