Rabbia

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La rabbia è una malattia infettiva provocata dall'azione di un virus.
Questo virus si trova in quantità nella saliva degli animali infetti ed è per questo che la sua trasmissione avviene principalmente attraverso il morso degli animali come ad esempio il cane o il gatto (Vedi Morsicatura).

Indice

Contagio

Non è comunque necessario che vi sia stato il morso per contrarre la malattia, può essere sufficiente un contatto della saliva con piccole ferite non completamente rimarginate. Il contagio, seppure raro, può essere anche indiretto, quindi tramite contatto con oggetti infetti: museruole, guinzagli, ecc.
L'animale che più facilmente può trasferire la rabbia all'uomo è certamente il cane (insieme ai gatti rappresenta il 20% dei casi), in quanto molto diffuso e in stretto contatto con l'uomo. Esistono molti altri animali domestici che possono contrarre la malattia e trasmetterla all'uomo, come: gatti, bovini, equini, suini. Tra gli animali selvatici i maggiori soggetti infettanti sono la volpe in Europa, lo sciacallo nell'Africa, il lupo in Medio oriente, il coyote nell'America settentrionale, i chirotteri nell'America meridionale, i roditori, ecc. Dopo che il virus è penetrato nell'organismo, si va ad insediare nel sistema nervoso centrale, seguendo i tronchi nervosi periferici e, talvolta, il sistema sanguigno.
Sedi principali del virus sono le cellule piramidali del corno di Ammone, le cellule di Purkinje del cervelletto e le cellule della corteccia cerebrale, del midollo spinale e dei gangli. In queste sedi si possono riscontrare frequentemente i corpi del Negri, detti anche corpi della rabbia: formazioni tondeggianti, ovoidali o piriformi della grandezza di qualche millesimo di millimetro.

Veterinaria

La rabbia si manifesta nell'animale in due forme: rabbia furiosa o rabbia muta (o paralitica). In questo testo viene considerato come casistica la rabbia che colpisce un cane.

Rabbia furiosa

In questo tipo di rabbia, l'animale passa attraverso una fase detta melanconica che ha una durata di due-tre giorni, nella quale tende a ripararsi in angoli appartati, dormendo e reagendo agli stimoli senza slancio.
Passata questa fase, entra in quella dell'ipereccitabilità, che dura tre o quattro giorni. L'animale comincia a perdere la bava, lecca tutto quello che trova, è inquieto, talvolta è preso da scatti violenti. Nonostante il nome spesso dato alla malattia, idrofobia, l'animale non ha paura dell'acqua, ma tenta di berne abbondantemente. Purtroppo non vi riesce, poiché la gola si restringe, impedendogli di ingerirla, nonostante i suoi penosissimi sforzi. Lo stesso accade per gli alimenti, che non riuscirà ad ingerire, nonostante un buon appetito. La voce diviene rauca e l'animale non si lamenta più.
A questo periodo segue quello in cui l'animale morde tutti gli essere viventi che incontra, diffondendo la malattia. Dopo qualche giorno (generalmente due), l'animale muore.

Rabbia muta

Nella forma muta o paralitica, l'animale non riesce a mordere, perché il primo sintomo della malattia è la paralisi dei muscoli masticatori: la mandibola pende inerte, senza alcun movimento.
L'animale non può mangiare e muore per asfissia dopo 2-4 giorni dall'inizio della malattia.

Medicina

La rabbia nell'uomo

See also: Rabbia, Africa, America meridionale, America settentrionale, Cane, Cellula, Cervelletto, Chirotteri