Quenya

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Il Quenya (anche detto Qenya o Alto elfico, ma anche Parmalambe o Tarquesta), è la più conosciuta delle lingue elfiche inventate da John Ronald Reuel Tolkien. Un idioma fittizio, ma grammaticalmente e storicamente realistico, parlato dagli Alti Elfi (non teleri) che raggiunsero Valinor e poi migrarono verso la Terra di Mezzo. Originario di Aman, sarebbe stato sviluppato dagli Eldar (gli elfi) sulla base di una lingua precedente, denominata Eldarin comune, e contiene ancora tutte le caratteristiche principali del primo linguaggio elfico, inventato subito dopo il loro risveglio sulle rive del lago di Cuiviénen.

Estratto: Il Padre Nostro:
Átaremma i ëa han ëa ·
na aire esselya ·
aranielya na tuluva ·
na care indómelya cemende tambe Erumande :
ámen anta síra ilaurëa massamma ·
ar ámen apsene úcaremmar sív' emme apsenet tien i úcarer emmen.
Álame tulya úsahtienna mal áme etelehta ulcullo :
násie :
Indice

Storia

Delle tre case degli elfi, i Ñoldor e i Vanyar svilupparono dialetti differenti ma reciprocamente comprensibili (rispettivamente Quenya e Vanyarin Quenya, detto anche Quendya). Questa lingua fu anche adottata dai Valar, che vi apportarono inoltre ulteriori variazioni derivate dalla loro lingua originaria. La terza casa degli elfi, i Teleri, parlavano una lingua differente ma strettamente imparentata al Quenya: il Telerin, (a volte ritenuto un dialetto del Quenya). Ad opera di Rùmil (inventore delle sarati, poi perfezionate da Fëanor con l'invenzione delle tengwar), fu inoltre il primo linguaggio scritto di Arda.

I Ñoldor che si rifugiarono nella Terra di Mezzo, in seguito all'oscuramento di Valinor, parlavano Quenya anche con gli altri elfi. Tuttavia, quando Elu Thingol di Doriath, re dei sindar (Elfi della stirpe dei Teleri che rimasero nel Beleriand anzichè raggiungere Valinor) venne a conoscenza del fraticidio da loro commesso nei confronti dei Teleri, proibì l'uso del Quenya in tutto il suo regno:

"\mathfrak{M}ai più alle mie orecchie risuoni la lingua di coloro che in Alqualondè hanno sterminato i miei consanguinei! Né sia più pubblicamente parlata nel mio regno, finché io sieda su questo trono. Tutti i Sindar devono essere informati del mio ordine di non usare la favella dei Noldor né di rispondere a chi con essa si rivolga loro. E chiunque vi faccia ricorso, sarà considerato fratricida e traditore impenitente." (da Il Silmarillion)

I Sindar, tuttavia, furono lenti ad apprendere il Quenya, mentre i Ñoldor in quello stesso periodo avevano già acquisito piena padronanza con il Sindarin (la favella del Beleriand).

Il Quenya usato nella Terra di Mezzo, durante la Terza Era (il periodo corrispondente alle storie narrate ne Il Signore degli Anelli), era divenuto un'occupazione da studioso - qualcosa di analogo al Latino nel nostro tempo (in effetti, lo stesso Tolkien si riferì più volte al Quenya come "latino elfico").

Il Quenya veniva usato come linguaggio formale e per la scrittura; il Sindarin era invece il vernacolo di tutti gli elfi. Tuttavia, i Ñoldor ricordavano ancora il Quenya e lo stimavano molto, come testimoniato dalla maniera con cui si rivolgevano a Frodo per salutarlo: elen síla lúmenn' omentielvo ("una stella brilla sull'ora del nostro incontro").

Grammatica Quenya

La fonetica Quenya conta 25 fonemi consonantici e 10 fonemi vocalici, questi ultimi suddivisi a loro volta in vocali corte e lunghe. Ogni fonema consonantico è rappresentato graficamente da una Tengwar (le lettere elfiche).

I nomi

I sostantivi Quenya si declinano in nove o dieci casi.

I numeri Quenya sono singolare, plurale, partitivo plurale e duale.

Gli articoli

L'articolo determinativo Quenya è i (sia singolare che plurale). Non esiste l'equivalente di un, una; l'assenza di articolo indica usualmente che il sostantivo è indefinito.

I verbi

Gli aggettivi

La maggior parte degli aggettivi Quenya termina con le vocali a o ë. Si accordano nel numero col sostantivo che descrivono. Aggettivi terminanti in -a divengono terminanti in , aggettivi in divengono terminanti in -i, ed aggettivi in -ëa hanno forme plurali in -ië.

I numeri

  • 1 (uno) - Minë {mienee}
  • 2 (due) - Atta {at-taa}
  • 3 (tre) - Neldë {neld-ee}
  • 4 (quattro) - Canta {kan-taa}
  • 5 (cinque) - Lempë {lemp-ee}
  • 6 (sei) - Enquë {enkw-ee}
  • 7 (sette) - Otso {ot-soo}
  • 8 (otto) - Tolto {tol-too}
  • 9 (nove) - Nertë {nert-ee}
  • 10 (dieci) - Cainen {kain-en}
  • 11 (undici) - Minquë {minkw-ee}
  • 12 (dodici)- Rasta {ras-taa}

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See also: Quenya, Ablativo, Accusativo, Arda, Articolo (grammaticale), Atlantiano, Basic English, Beleriand, Cuiviénen