Psicologia cognitiva
La psicologia cognitiva è una branca della psicologia sperimentale che studia il comportamento e la vita mentale. Nasce come movimento detto cognitivismo che parte da un modello della mente umana come elaboratore di informazioni giungenti dagli organi sensoriali. Il fine della psicologia cognitiva è quello di coniugare lo studio del comportamento e delle capacità cognitive umane con la riproduzione di questi mediante sistemi artificiali.
Per ottenere questo risultato, la psicologia cognitiva è fortemente interdisciplinare poiché si avvale dei metodi, degli apparati teorici e dei dati empirici di numerose discipline diverse tra le quali la psicologia, la linguistica, le neuroscienze, scienze sociali, biologia, intelligenza artificiale e informatica, matematica, filosofia e fisica.
La psicologia cognitiva nasce verso la fine degli anni '50, principalmente come reazione polemica nei confronti della scuola che da anni, soprattutto in America, dominava il panorama culturale: il comportamentismo. Quest'ultimo, in realtà, fu il vero e proprio punto di partenza per lo sviluppo delle scienze cognitive, in quanto gettò le basi per una psicologia fondata empiricamente. Entrambe le discipline, infatti, si basano su una scientificità di tipo naturalistico, nel comune tentativo di assimilare lo studio della mente umana alle scienze fisiche. Dal punto di vista dell'epistemologia, la psicologia cognitiva assume la posizione ontologica del realismo critico, secondo la quale viene accettata l'esistenza di una realtà esterna strutturata, ma allo stesso tempo viene rifiutata la possibilità di conoscerla completamente. È proprio da questa premessa teorica che si genera la diatriba con il movimento comportamentista: l'oggetto di studio non è più (soltanto) il comportamento umano, bensì gli stati o processi mentali, fino ad allora considerati una black box insondabile e non conoscibile scientificamente. Tale presa di posizione nei confronti dello studio dell'attività psichica si traduce concretamente nell'accettazione dell'analisi introspettiva come metodo conoscitivo, e nell'affermarsi della concezione di comportamento umano come risultato di un processo articolato e variamente strutturato di elaborazione delle informazioni. In questo senso, il cognitivismo fa proprie le scoperte derivate dalla cibernetica e dagli studi sull'intelligenza artificiale, al fine di comprendere gli algoritmi che sostanziano l'attività mentale.
