Psicanalisi
Psicanalisi - Termine coniato nel XX secolo unendo le parole psico e analisi (sul modello tedesco di psychoanalyse); definisce una particolare teoria psicologica che propone un modello di funzionamento della mente e dei processi psichici dell'uomo da un punto di vista dinamico, con particolare enfasi sull'inconscio,i sogni e la sessualità infantile; è usato anche per indicare il metodo terapeutico che in quella teoria ha le sue basi, appunto il metodo psicoanalitico. Fondatore di questa disciplina è stato Sigmund Freud.
La psicanalisi si pone come scopo precipuo individuare le cause delle nevrosi non in rapporto a specifici fatti traumatici accaduti in un passato più o meno remoto, ma in funzione di una possibile e complessiva distorsione della personalità conseguente ad un disarmonico sviluppo dell'istinto.
Sotto diversi aspetti la psicanalisi - che nel corso del XX secolo si è sviluppata e modificata con il contributo di diversi studiosi - ha molto contribuito, assieme alla filosofia moderna, alla formazione del pensiero dell'uomo, analizzandone i sogni, gli istinti e le pulsioni sessuali.
Poiché studia il conscio e l'inconscio dell'essere umano, e il rapporto che esso ha con l'immaginazione e la creatività fantastica, la psicanalisi può confinare - sebbene più raramente - con un certo tipo di magia, ovviamente in senso scientifico.
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Gli inizi della psicanalisi
Nessun altro contributo filosofico ha avuto la stessa straordinaria fortuna della psicanalisi. Grazie all’opera di Sigmund Freud la cultura occidentale si pone per la prima volta nella condizione di spiegare, attraverso la ragione e solide argomentazioni scientifiche, le zone più buie dell’animo umano. Freud scelse come terreno d’indagine le componenti irrazionali della personalità umana: il sogno e i ricordi dell’infanzia sprofondati nell’inconscio. La nuova scienza nacque come terapia per curare particolari disturbi nevrotici, che non avevano ancora alcun rimedio scientifico, e si sviluppò come sistematica di interpretazione dei contenuti inconsci. Si rivolse verso quelle manifestazioni come i sogni e le altre molteplici attività fuori della norma (lapsus, amnesie, comportamenti ossessivi, fobie, etc.) che erano state fino allora relegate tra le devianze trascurabili dalla medicina, considerate “distrazioni” o forme di affievolimento dell’attività della coscienza. Secondo Freud, partendo dallo studio di simili manifestazioni sarebbe stato possibile portare alla luce i meccanismi delle forze inconsce, dalla cui repressione o rimozione scaturiscono i vari comportamenti nevrotici. Si apre in questo modo un campo di indagine della “psicologia del profondo” il cui presupposto centrale risiede nella constatazione che le leggi che governano la vita interiore sarebbero diverse da quelle della vita cosciente.
Seguendo questa strada Freud indagò sul meccanismo psicologico per cui l’uomo si maschera a se stesso, mentendosi, oppure come alla base di tanti atteggiamenti che apparentemente obbediscono alla morale corrente ci sia invece un nodo irrisolto quale la repressione, il senso di colpa o la trasformazione delle pulsioni sessuali. Le sue teorie suscitarono scandalo negli ambienti più conservatori della borghesia, soprattutto in rapporto alle formulazioni sulla sessualità, che è considerata da Freud peculiarità non solo del mondo degli adulti, ma anche di quello dell’infanzia.
La psicoanalisi divenne ben presto, oltre che una valida tecnica terapeutica, una concezione generale della realtà e dei rapporti che regolano corpo e psiche, assumendo vari indirizzi e diverse applicazioni. Tra queste un posto particolare spetta all’opera di Carl Gustav Jung, il cui interesse si incentrò sullo studio dei modelli impersonali e collettivi operanti nell’inconscio, che chiamerà “archetipi”, trovandovi la chiave per l’interpretazione di particolari fenomeni religiosi ed artistici. La psicanalisi influenzò molti scrittori del ‘900 come Italo Svevo e James Joyce
Tecnica Psicanalitica
La psicanalisi fu inventata da Freud per cercare di affrontare i problemi di alcuni pazienti con cui falliva la tecnica catartica (ipnosi) utilizzata prevalentemente dal suo collega Breuer. Freud partì dal presupposto che la mente umana ha una struttura tripartita: Ego, Super Ego ed Es; il primo è il substrato cosciente ed quello di cui noi abbiamo consapevolezza, l'Es è esattamente il suo opposto (inconscio) e raccoglie e memorizza un'enorme quantità di informazioni che vanno dal periodo della prima infanzia sino alla morte. Tuttavia nell'adulto il contenuto psichico dell'Es è celato e reso normalmente inaccessibile dal Super Ego che rappresenta il 'censore' della mente umana. In una situazione di normalità i ricordi rimossi che stazionano nell'Es vengono ostacolati dal Super Ego e quindi non riescono a raggiungere l'Ego, quando invece un qualsiasi elemento cosciente riesce a 'risvegliare' un oggetto rimosso nasce un conflitto tra il ritorno del rimosso e le resistenze del Super Ego. Freud chiamò tale situazione nevrosi (o psicosi nel caso in cui la modificazione della personalità risultava tale da compromettere del tutto il contatto con la realtà). Il metodo psicanalitico si basa sull'idea che le nevrosi scaturiscono dall'incapacità dell'Ego di impadronirsi delle cause rimosse: in altre parole, per Freud la conoscenza del motivo patologico era già di per sè cura del disagio stesso. Tuttavia gli elementi rimossi non sono noti a priori e quindi è impossibile cercare in una direzione precisa, per questo motivo Freud basò la tecnica sul concetto di associazione libera ovvero quello di lasciare il paziente completamente svincolato da qualsiasi regola di condotta nei suoi discorsi. Il soggetto viene quindi invitato a parlare liberamente di ciò che vuole e a cambiare argomento ogniqualvolta lo desideri; la 'speranza' dell'analista è quella che, in seguito ai condizionamenti inconsci, il paziente rievochi elementi (o parti di essi) rimossi e permetta quindi allo psicologo di aiutarlo nella ricostruzione dei fatti. Particolare importanza hanno per Freud i sogni, egli infatti partì dal presupposto che durante il sonno R.E.M. la vigilanza del Super Ego è ridotta, facilitando quindi il ritorno del rimosso all'Ego sotto forma di materiale onirico;in pratica il sogno è la strada maestra per addentrarsi nell'inconscio. Il fenomeno comunemente chiamato sogno è caratterizzato dall'avere un contenuto manifesto (ciò che effettivamente si ricorda ala risveglio) e un contenuto latente (composto da elementi rimossi alterati). Il passaggio dal contenuto latente a quello manifesto è operato dal lavoro onirico che è sostanzialmente strutturato in due processi: lo spostamento e la condensazione_(psicanalisi). Il primo comporta la deviazione dell'elemento rimosso verso oggetti differenti, mentre il secondo comporta l'unione di più elementi rimossi in un unico 'blocco audiovisivo'. Compito dell'analista è proprio quello di interpretare il sogno al fine di ottenere il contenuto latente a partire da quello manifesto.
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