Prospezione geofisica
La prospezione geofisica è una tecnica di indagine in archeologia, che consiste nella misurazione tramite apparecchi di alcune caratteristiche fisiche del terreno che possono rivelare la presenza di resti sepolti.
Prospezione magnetometrica
Nel terreno si sovrappongono al campo magnetico terrestre campi statici prodotti da sorgenti locali. Misurando l'intensità del campo magnetico terrestre e valutandone le variazioni e anomalie riferite agli strati più superficiali del terreno. Se dei resti archeologici sepolti hanno proprietà magnetiche significativamente diverse da quelle del terreno che le circonda, sarà in questo modo possibile individuarle.
Possono essere individuate con maggiore facilità formazioni concentrate (pozzi, tombe, depositi di materiali) o lineari (strade, fossati, allineamenti di muri).
Per la misurazione si utilizza un magnetometro differenziale o gradiometro.
Per un buon risultato è necessario che il terreno sia uniforme, con superficie regolare e con moderata suscettività magnetica. La presenza di nuclei di materiale vulcanico nelle vicinanze o di un fondo roccioso poco profondo può causare disturbi che vanno opportunamente filtrati. Altro elemento di disturbo per le misurazioni è costituito dalla presenza di materiale metallico di origine recente e sepolto a poca profondità, che tuttavia può essere preliminarmente individuato con l'utilizzo di un metal detector.
Georadar
Il metodo del GPR (Ground Penetrating Radar) si basa sull'emissione e propagazione di impulsi elettromagnetici nel terreno, i quali vengono riflessi e rifratti dalle discontinuità fisiche ed elettriche presenti nel sottosuolo. La trasmissione degli impusli è favorita dalla presenza di acqua, buona conduttrice, nel terreno ed è dunque maggiore in corrispondenza di un fossato che in un muro di pietra.
Il metodo attraverso una serie di profili tracciati a distanze regolari, permette di ricavare immagini ad alta risoluzione del terreno e di quanto vi sia contenuto fino a qualche metro di profondità.
