Programmazione neuro linguistica

La programmazione neuro linguistica nasce come integrazione di alcune discipline, tra cui spiccano la psicologia, la linguistica, la cibernetica e la teoria dei sistemi. Il nome fu scelto dai creatori della disciplina per sintetizzare queste componenti:

Neuro: ogni comportamento umano è fatto di processi neurologici. Il sistema nervoso riceve stimoli dagli organi di senso (vista, tatto, udito, olfatto e gusto) e li rielabora come percezioni e rappresentazioni.

Linguistica: i nostri processi mentali sono codificati, organizzati e trasformati attraverso il linguaggio. Le parole sono ponti che collegano le rappresentazioni interne del mondo con quel che accade nell'esperienza. Il linguaggio è l'espressione individuale della nostra percezione soggettiva.

Programmazione: le nostre modalità di comportamento sono diverse e si fondano sulla percezione e sull'esperienza individuali. C'è una gamma predefinita di comportamenti (programmi o schemi), che funzionano in modo inconsapevole ed automatico.

Indice

Cenni storici

La programmazione neuro linguistica nasce negli anni settanta. Richard Bandler e John Grinder analizzano il funzionamento dell'esperienza soggettiva e ne individuano i meccanismi di base. A partire dall'osservazione di psicoterapeuti eccellenti (Virginia Satir, Milton Erickson, Fritz Perls) capaci di produrre cambiamenti e guarigioni in modo efficace e duraturo, Bandler e Grinder elaborano modelli di comportamento e di competenze che possono essere usati nei contesti più diversi dell'attività umana.
Insieme all'osservazione, il modello della PNL si nutre dello sfondo teorico di Alfred Korzybski, Noam Chomsky, Paul Watzlawick e Gregory Bateson.
La programmazione neuro linguistica è usata negli studi sulla comunicazione umana, come l'educazione, l'apprendimento, la negoziazione, la vendita, la leadership, il team-building, etc. Trova applicazione anche nei processi decisionali e creativi, nel campo medico e in quello sportivo.
La PNL, attiva in Italia dall'inizio degli anni Ottanta, ha sviluppato modelli ed interventi usati in psicoterapia, nelle aziende, nelle scuole e nei centri di formazione.

Come funziona

La programmazione neuro linguistica ha un approccio di tipo pragmatico. Gli strumenti proposti dal modello hanno utilità finché funzionano. Quando non funzionano, si cercano soluzioni diverse e più efficaci rispetto a quel che si è già sperimentato. La PNL, in essenza, lavora su quel che c’è, per aprire nuove possibilità di comportamento più utili per il benessere delle persone. La PNL è un modello di lettura dell’esperienza. Ha poco a che fare con teorie totalizzanti, che pretendono di incasellare i comportamenti in schemi fissi di interpretazione e previsione. Chi pratica la PNL ha l’obiettivo di comprendere come le persone riescono a fare quel che fanno, con un’attenzione particolare per le abilità che ci interessa analizzare ed imparare. La ricerca della PNL si focalizza sulla "differenza che fa la differenza", ovvero sulle risorse che permettono di raggiungere ottimi risultati. Le risorse possono essere interne o esterne. Le risorse interne sono comportamenti, abilità o convinzioni che la persona già possiede e ha utilizzato con successo in altri contesti o momenti della propria vita. Quando c'è un problema, la risorsa che ha dato buoni risultati in passato, può essere recuperata e trasferita allo stato presente. Le risorse esterne si ottengono con il modellamento di altre persone che hanno già raggiunto l'obiettivo che ci sta a cuore (ad. esempio, imparare un nuovo sport, parlare in pubblico ecc.).

Principi guida

Il modello della PNL si fonda su alcuni principi (presupposti):

  1. Ogni comportamento è comunicazione
  2. La mappa non è il territorio
  3. Il buon comunicatore è responsabile al 100% dei risultati che ottiene o che non ottiene
  4. Le rappresentazioni fornite dai sensi sono la base dell'esperienza soggettiva
  5. È possibile individuare le ragioni del successo o dell'insuccesso di una strategia comportamentale
  6. Se c'è una persona capace di fare una cosa, se ne può studiare la strategia ed insegnarla ad altre persone
  7. Il significato della comunicazione è il risultato che si ottiene. Non è mai giusta o sbagliata, ma efficace o non efficace in relazione all'obiettivo che ci si pone
  8. L'eccellenza è limitata dalla nostra percezione di ciò che è possibile e di ciò che non lo è
  9. L'esperienza soggettiva ha una struttura che è possibile analizzare
  10. Il comportamento fornisce informazioni su quel che sta accadendo all'interno della persona
  11. Se qualcosa accade in una parte del sistema (cibernetico/umano), influenzerà tutte le altre parti del sistema
  12. La flessibilità, intesa come capacità di adattare il comportamento per ottenere il risultato voluto, è una delle doti più preziose degli individui e delle organizzazioni
  13. L'esperienza interna (immagini/ricordi) produce sul cervello gli stessi effetti di un'esperienza realmente vissuta

Prospettiva

La programmazione neuro linguistica si caratterizza per alcuni tratti distintivi che vale la pena evidenziare.

La centralità della persona

Gli esseri umani possiedono le risorse di cui hanno bisogno. Talvolta non le hanno sviluppate o non le hanno ancora esplorate, ma sta a loro dire cosa funziona e cosa invece non funziona per raggiungere i loro obiettivi. Se si osserva il linguaggio del corpo e se si ascoltano con attenzione le parole, si può comprendere qual è il problema, qual è il sintomo, in quali modi si manifesta e come può essere affrontato. Un programmatore (operatore di PNL) competente usa le sue abilità per aiutare la persona ad esplorare la sua mappa del mondo (percezioni e convinzioni). Le domande hanno l’obiettivo di aumentare le possibilità di pensiero e di azione della persona e lavorano sulla visione del mondo che c’è, senza mai suggerire o sovrapporre quella del programmatore. La programmazione neuro linguistica, infatti, insegna a comunicare con l’altro in modo efficace, accogliendo e rispettando la sua visione del mondo.

Più punti di vista

Una situazione può essere percepita da molti punti di vista diversi, che cambiano con le variabili che teniamo in considerazione:

  1. chi vede che cosa
  2. passato, presente, futuro
  3. dentro o fuori da quel che succede (associato o dissociato)
  4. quel che manifesta il corpo
  5. quel che dice la persona con il linguaggio
  6. ciò di cui si ha coscienza
  7. ciò che accade in modo inconscio

La programmazione neuro linguistica raccoglie i diversi punti di vista e se ne prende cura. Spesso le difficoltà che incontriamo sono frutto di convinzioni che limitano le nostre possibilità di comportamento. Quando crescono le possibilità, cresce parimenti la libertà di scelta delle persone.

Nulla è dato per scontato

L’utilità degli strumenti di PNL è correlata all’osservazione e alla sperimentazione. Le abilità di osservazione sono fondamentali per chi studia la PNL. Chi fa pratica di PNL non deve mai dare nulla per scontato, ma sperimentare quel che sa e vedere come funziona nella propria esperienza di vita quotidiana.

Ecologia

In PNL ecologia significa rispetto per la persona intesa come sistema inserito in un tessuto di relazioni. Il programmatore aiuta sempre a comprendere quali conseguenze avrà per la persona il raggiungimento di un certo obiettivo. Si chiede, ad esempio, “Cosa accadrà se ottieni ciò che vuoi?”. La verifica dell’ecologia è essenziale, perché garantisce che l’effetto di un cambiamento sia compatibile con il benessere della persona considerata nel suo complesso.

Etica e PNL

La programmazione neuro linguistica, nel corso del tempo, ha elaborato una varietà di tecniche e ha individuato metodi e chiavi di lettura che aiutano a comprendere la struttura della comunicazione umana. La distinzione tra gli strumenti e l’uso che se ne fa è essenziale, perché mette in luce la relazione tra PNL ed etica personale. La storia della PNL ha radici nel pragmatismo, quindi guarda al risultato di ciò che propone. In ogni caso, il risultato deve abbracciare il rispetto per l’essere umano ed avere come obiettivo la libertà e il benessere della persona. Se la PNL è proposta solo come bagaglio di tecniche per ottenere questo e quello, allora perde di vista i suoi valori di riferimento e anche l’ecologia della persona si perde per strada. In questi casi, l’uso della PNL diventa meccanico e manipolativo.

Contestazioni

La PNL, ad oggi, è oggetto di accese discussioni in molti paesi del mondo. Si tende generalmente a considerarla come "un sottoprodotto" della psicologia moderna in quanto, fondandosi principalmente sul rapporto empatico paziente/terapeuta, non rispetta quei canoni deontologici ed etici propri degli Ordini professionali a cui si dovrebbe appoggiare. A tale riguardo pochissimi ordini nazionali hanno riconosciuto tale disciplina come curativa definendola come un trattamento placebo nei confronti dei piccoli o grandi dsiturbi psicologici. Italia e Stati Uniti, non considerano ufficialmente la PNL come un sistema terapeutico efficace. Il sistema adottato dalla PNL sembra funzionare, in modo però assai circoscritto, ma questo probabilmente perché nel campione di individui su cui si tende a lavorare è statisticamente assai probabile ottenere un minimo (o ampio) margine di riuscita (per il calcolo delle probabilità soggetti aventi medesime psicopatologie riusciranno più facilmente a risolvere o a migliorare le proprie situazioni) . Quello che disturba ed infastidisce la comunità scientifica mondiale su questo sistema terapeutico è la sua totale inapplicabilità a tutti i casi di disturbi, turbe o malattie mentali, al contrario delle più comuni tecniche terapeutiche che coprono quasi a 360° lo spettro degli aiuti al malato ( ovviamente a meno che non si tratti di un disturbo psichiatrico). Le pubblicazioni odierne sulla PNL sono tra le più variegate, da quelle che cercano di muoversi attraverso i consueti binari della scientificità a quelle che se ne discostano ampiamente. Al fine di analizzare, ed eventualmente corroborare, o avversare, le teorie della PNL nel 1995 un team di ricercatori del Counselling Psychology Review (CPR), una delle più prestigiose pubblicazioni al mondo sulla Psicologia, ha posto sotto esame svariate tecniche adottate dalla PNL, nel caso particolare l’osservazione dei movimenti oculari al fine di ottenere informazioni su predicati verbali o scritti di un soggetto. “Non esistono correlazioni significative tra i movimenti oculari ed i predicati verbali e scritti”, ma anche (in riferimento ad un secondo esperimento condotto dallo stesso team) “La teoria della PNL circa la determinazione del sistema di rappresentazione preferito da un partecipante in base all’osservazione di un comportamento esterno non può essere sostenuta dall’evidenza sperimentale, così come non sono sostenibili le affermazioni della PNL nel generalizzare la comprensione (rapport)”. A conferma dei dati ottenuti dal Counselling Psychology Review, poco dopo il National Research Council (NRC) americano incluse una valutazione significativa sulla PNL nel suo primo rapporto “Non esiste alcuna esposizione sistematica definitiva sulla PNL. Anche se le caratteristiche fondamentali non mutano nelle diverse presentazioni, aspetti particolari sono messi in rilievo spesso in modo contraddittorio”. Una dura critica nei confronti di questo indirizzo terapeutico. L’NRC aggiunge altre considerazioni di carattere generale sulla PNL “La variabile dipendente usata nella maggior parte degli studi di PNL è l’empatia tra cliente e terapeuta, misurata su una particolare scala… Non si tratta di un indice soddisfacente per valutare l’efficacia del terapeuta. Si può trovare un terapeuta di grande empatia, ma incapace di modificare sentimenti o comportamenti… In conclusione, le prove empiriche a sostegno sia degli assunti sia dell’efficacia della PNL, sono praticamente inesistenti”. In parole povere questa disciplina ha mancato al suo assunto fondamentale, non ha mostrato di essere basata credibilmente sulla programmazione, sulla linguistica o sulla neurologia. Quanto affermato da questi due eminenti enti di ricerca ci dice che la resa terapeutica dipende principalmente dal livello empatico che si verrà ad instaurare tra terapeuta e soggetto, e non sulle determinate tecniche utilizzate per avvicinarsi, ed eventualmente risolvere, il problema dell’individuo. Finché la PNL non darà valide garanzie scientifiche sui suoi metodi e sui suoi risultati dovremmo ritenerla ancora una delle tante correnti psicoterapiche in voga nel XXI secolo.

Bibliografia

Collegamenti esterni

Programmazione neuro linguistica

See also: Programmazione neuro linguistica, Cervello, Cibernetica, Ecologia, Etica, Fritz Perls, Linguistica, Milton Erickson, Modellamento, Noam Chomsky