Produzione di energia elettrica
La produzione di energia elettrica rappresenta il 'primo passaggio' nel processo che conduce dalla produzione fino all'utilizzatore finale. Le altre fasi del processo sono la trasmissione di energia elettrica e la distribuzione di energia elettrica.
L'importanza di tale produzione e distribuzione risiede nel fatto che la società moderna si basa fondamentalmente sul consumo e lo sfruttamento dell'energia.
Osservando la vita quotidiana ci si rende conto che tutte le nostre attività sono legate all'uso di qualche forma di energia: l'automobile che sfrutta l'energia prodotta dalla combustione dei carburanti, le barche a vela che sfruttano la spinta del vento e quindi la sua energia cinetica, gli elettrodomestici e gli utensili che usano l'energia elettrica, le batterie e le pile che usano energia chimica, ecc...
Tra tutte queste forme di energia certamente quella più versatile e che permette il trasferimento di altre forme di energia anche a km di distanza è l'energia elettrica.
Naturalmente affinché l'energia elettrica possa essere usata è necessario produrla. La produzione viene effettuata nelle centrali elettriche.
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Metodi di produzione dell'energia elettrica
Fonti primarie di energia
Impatti ambientali
Storia della produzione di energia elettrica in Italia
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I primi impianti di generazione elettrica italiani (sul finire del XIX secolo) furono centrali termoelettriche a carbone situate all'interno delle grandi città. La prima centrale in assoluto fu costruita appunto a Milano.
In seguito, lo sviluppo della rete di trasmissione nazionale permise lo sfruttamento del grande bacino idroelettrico costituito dalle Alpi, e grazie all'energia idroelettrica (unica fonte nazionale e a buon mercato) fu possibile un primo timido sviluppo industriale italiano. Le caratteristiche della risorsa idroelettrica diedero anche per un certo periodo l'illusione che l'Italia potesse essere indefinitamente autosufficiente dal punto di vista energetico (famose le parole di Mussolini sul carbone bianco delle Alpi).
Inoltre, nel 1904, veniva costruita a Larderello la prima centrale geotermoelettrica del mondo. Tale fonte continua a dare il suo contributo anche oggi, sebbene, a causa della limitatezza delle aree interessate, tale contributo non abbia mai superato il 7-8% della richiesta nazionale.
Dopo la seconda guerra mondiale apparve chiaro che la risorsa idroelettrica non poteva più tenere il passo con le richieste dell'industrializzazione e quindi l'Italia dovette sempre più affidarsi a nuove centrali termoelettriche.
Il potenziale idrolelettrico fu quasi completamente sfruttato negli anni 50 finché, anche a causa di enormi disastri ambientali (come la strage del Vajont), non fu del tutto abbandonata la costruzione di nuove centrali di questo tipo.
Dagli anni 60, anche per ridurre la crescente dipendenza italiana da fonti fossili di provenienza estera (vedi petrolio), cominciò la costruzione di centrali nucleari. Tuttavia, nel 1987, dopo il disastro nucleare in Unione Sovietica (Chernobyl), l'Italia, con votazione tramite referendum, abbandonò di fatto lo sviluppo della fonte nucleare.
L'aumento considerevole della richiesta di energia dell'ultimo decennio ha costretto alla ricerca di nuovi approvigionamenti. A seguito di valutazioni economiche dettate dal costo delle materie petrolifere, costi sociali nell'uso del carbone e dall'abbandono del nucleare, è stata adottata una politica di importazione di energia dall'estero, in particolare dalla Francia e dalla Svizzera (nazioni che avendo invece incrementato la loro produzione nucleare abbondano di energia a basso costo), rendendo così sempre più problematica la dipendenza energetica italiana dall'estero.
Negli ultimi tempi, la forte riduzione dei costi dell'energia eolica ha acceso qualche timida aspettativa su questo fronte, sebbene comunque il contributo di questa fonte al momento non superi l'1-2% dell'energia richiesta. Altre soluzione valutate o studiate in questi tempi vedono l'utilizzo di centrali termoelettriche a biomassa o rifiuti, nonché lo sviluppo di centrali solari o fotovoltaiche.
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