Primo Levi

thumb|right|Primo Levi Primo Levi (31 luglio 1919 - 11 aprile 1987), è stato uno scrittore italiano autore di memorie, racconti brevi e novelle.

Nel 1937 si diploma al liceo classico Massimo D'Azeglio e si iscrive ad un corso di laurea in Chimica presso l'Università di Torino. Nel 1938, con l'instaurazione delle leggi razziali che discriminano gli ebrei cui viene vietato l'accesso alla scuola pubblica, Levi è in regola con gli esami ma ha difficoltà a trovare un relatore per la sua tesi; si laurea comunque nel 1941 a pieni voti. Le leggi razziali del regime fascista lo costringono di fatto, in quanto ebreo, a lavori saltuari. La sua breve esperienza in un nucleo partigiano locale si conclude con l'arresto e la sua deportazione ad Auschwitz (per l'esattezza nel campo Auschwitz III - Monowitz), dove, dopo un primo periodo di lavori forzati generici, lavora nei laboratori chimici della "Buna", fabbrica dedicata alla produzione di gomma sintetica. Ammalandosi di tifo, scampa fortunosamente alla marcia di evacuazione di Auschwitz poco prima della liberazione del campo da parte dell'Armata Rossa.

Rientrato a Torino, trova lavoro presso una ditta di produzione di vernici di cui in seguito assumerà la direzione fino al pensionamento, dedicando via via sempre più tempo alla scrittura.

Dalla sua esperienza nel lager nazista nascono "Se questo è un uomo", il racconto della sua prigionia, tradotto in numerose lingue tedesco incluso, e, decenni più tardi, "I sommersi e i salvati", testo in cui Levi cerca di analizzare con distacco la sua esperienza confrontando l'universo concentrazionario nazista con universi simili (quello sovietico in primis, dai racconti di Aleksandr Solženicyn) cercandone radici comuni e differenze.

Dai ricordi del suo viaggio di ritorno in Italia nasce "La tregua", diario di un viaggio dagli accenti picareschi attraverso la devastata Europa post-bellica. Tornato finalmente a casa, a Torino, sente il dovere di raccontare, di descrivere l'indescrivibile e di indurre tutti a interrogare la propria coscienza.

Benché sia il racconto della sua esperienza nel lager a dargli la fama, Levi ha cercato successivamente di svincolarsi da questa eredità, ampliando i confini del suo scrivere. Ha scritto molti racconti in cui l'osservazione della natura e l'impatto della scienza e della tecnica sulla quotidianità diventano lo spunto per situazioni fantascientifiche.

Suo è anche il personaggio di Faussone, l'operaio specializzato trasfertista di "La chiave a stella", che rappresenta quel gran numero di tecnici italiani che hanno lavorato in giro per il mondo a seguito dei grandi progetti di ingegneria civile portati avanti dall'industria italiana dell'epoca (anni '60-'70).

Affronta anche la storia degli ebrei del centroeuropa nel romanzo "Se non ora, quando?".

Un esempio abbastanza rappresentativo dei temi della sua opera è la raccolta di racconti "Il sistema periodico", in cui episodi biografici e racconti di fantasia vengono associati ciascuno ad un elemento chimico.

L'11 Aprile del 1987 Primo Levi muore, forse suicida, gettandosi o cadendo dalle scale della sua casa di Torino. Dirà di lui Claudio Toscani: «L'ultimo appello di Primo Levi non dice non dimenticatemi, bensì non dimenticate».

Opere di Primo Levi


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Levi, Primo Levi, Primo

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