Pranoterapia
38px|left Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo, non sono prescrizioni né consigli medici - Leggi il disclaimer
La pranoterapia è una medicina alternativa.
| Indice |
Storia
Non si conosce la data di nascita della pranoterapia, nè il luogo in cui è stata praticata la prima volta, ma è certo che simili tecniche terapeutiche fossero già conosciute in età preistoriche, come confermato da rappresentazioni di alcune incisioni rupestri.
In epoca storica essa è attestata da alcuni papiri egizi nei quali si accenna a guaritori in grado di arrestare le emorragie con la sola imposizione delle mani.
Lungo il corso della storia, il fenomeno della pranoterapia è stato collegato a persone particolari alle quali si attribuiva la facoltà di guarire i malati. A partire dal XVII secolo la pranoterapia venne considerata con maggiore attenzione dagli studiosi che per spiegare alcune guarigioni formularono teorie la maggior parte delle quali postulava l'esistenza di flussi di energia non identificabili con precisione, ma capaci di produrre effetti sorprendenti.
Uno dei tentativi più interessanti in questo senso fu compiuto da Franz Anton Mesmer, le cui teorie sul magnetismo animale avrebbero avuto ampia eco in tutta Europa nel secolo successivo.
Laureatosi in medicina a Vienna nel 1776, Mesmer teorizzò che tutte le cose presenti nell'universo, e perciò anche l'uomo, fossero attraversate da un flusso invisibile di corrente magnetica; secondo ciò la salute dipende dall'equilibrio tra il fluido interno all'individuo e quello esterno o dall'armonia tra la forza vitale individuale e quella universale. Tale forza, o fluido, a detta di Mesmer poteva essere manipolata attraverso magneti, quindi si poteva ristabilire l'equilibrio dei fluidi immergendo i pazienti in apposite tinozze magnetizzate con apposite barre di ferro; col tempo lo stesso Mesmer si rese conto che i suoi successi come guaritore erano dovuti non tanto al benefico effetto dei magneti, quanto ai suoi poteri di suggestione sulle menti dei pazienti.
Successivi studi medici e scientifici negarono l'esistenza di tali flussi magnetici, e dunque la congettura di Mesmer fu accantonata.
Nonostante l'insuccesso nella ricerca della causa scientifica, la dottrina e gli esperimenti di Mesmer portarono alla scoperta di fenomeni importanti quali l'ipnosi e il sonno magnetico indotto dal terapeuta.
Le convinzioni di Mesmer circa la presenza di flussi energetici all'interno del corpo umano sono rimaste a fondamento delle spiegazioni che stanno alla base della pranoteapia, si suppone cioè che nel malato vi sia uno squilibrio di fluido energetico e che il guaritore possa, grazie alle sue facoltà, riequilibrarlo, restituendo così la salute al paziente.
La difficoltà maggiore che incontra chi cerca di avanzare interpretazioni sul funzionamento della pranoterapia sta nelle limitate conoscenze di cui oggi si dispone sul funzionamento del corpo umano e soprattutto sul funzionamento della mente; nonostane ciò le ipotesi più credibili avanzate in tal campo, anche se nessuna di esse può definirsi scientificamente provata sono le seguenti:
Ipotesi psicosomatica:
Ogni malattia è psicosomatica in quanto le costituzione psicofisica del malato ha quasi sempre un peso notevole nell'insorgenza e nel decorso delle affezioni; ed è anche vero il percorso inverso, per cui ogni malanno influenza la psiche minandone il buon funzionamento.
In altre parole le affezioni psicosomatiche sono dovute ad un eccesso di emotività negativa che, quando si protrae a lungo supera la soglia di tolleranza, diventa la causa o la concausa del disturdo fisico; è su questa convinzione che si basano molte ricerche volte a trovare il nesso causale fra stress e malattia.
Ipotesi energetica:
Quest'ipotesi si basa sull'assunto che ogni cosa nell'universo sia costituita da una particolare forma di energia e che quindi anche l'uomo è il prodotto di campi energetici.
Nella tradizione indiana questa prende il nome di prâna da cui il nome di pranoterapia, ed è considerata l'elemento base delle diverse forme di vita.
Il pranoterapeuta agisce in maniera inconsapevole sul campo energetico del paziente.
Tipi di terapia pranoterapeutica
Trattamento di base
Questo metodo si basa sul fatto che tutto è costituito da energia e che toccando una persona il terapeuta trasferisce l'energia universale sul corpo del malato, o meglio, il terapeuta riequilibra il bilancio energetico fornendo energia o sciogliendo eventuali blocchi nel paziente; è un'operazione che consiste nel porre le condizioni affinché l'organismo reagisca alla disfunzione riportandosi in salute con i propri mezzi; in tale tipo di trattamento non è molto rilevante che il pranoterapeuta sappia con precisione di cosa soffre il malato, ma è rilevante solo il trasferimento energetico, in quanto è il corpo del paziente a sfruttarlo al meglio grazie alla sua capacità omeostatica.
Attraverso il guaritore l'energia universale si incanala nel paziente.
Trattamento naturale
Il concetto che sta alla base di questo trattamento è ancora l'energia vitale, detta anche prâna. Il prâna si trova in tutte le cose animate, le circonda e le penetra, per cui l'apparente mancanza di vita è dovuta a una minore manifestazione di questa energia.
Il prâna è presente in tutte le manifestazioni della natura. Analogamente all'assimilazione dell'ossigeno nel sangue, il prâna viene concentrato nel sistema nervoso e viene scambiato con tutti i tessuti, donando loro forza e vitalità.
Trattattamento aurico
Tale tipo è più impegnativo degli altri poiché necessita di una grande preparazione del terapeuta, che deve essere in grado di individuare le disfunzioni nell'aura del paziente al fine di guarirlo.
Terapia con luce colorata:
È stata sviluppata una teoria che associa l'essere di un certo colore con determinate caratteristiche psicologiche e con determinati sentimenti; durante la pranoterapia si usano tutti i colori dello spettro visibile in quanto ognuno produce un effetto specifico sia sul corpo che sul campo energetico, inoltre i colori servono a caricare i chakra di energia.
La pranoterapia e il trattamento aurico in particolare comportano non soltanto cambiamenti fisici ma anche psicologici, mentali ed emotivi, perciò il paziente deve spesso ricollocare i propri atteggiamenti in un nuovo contesto; il primo gradino per raggiungere la salute consiste nel non negare l'esistenza di un problema e nel non reprimere i sentimenti che questo suscita. La strada che conduce alla guarigione si articola in sette tappe che ricalcano lo schema formulato da Elisabeth Kubler Ross sugli stadi della morte.
La kubler-Ross ha individuato cinque fasi di avvicinamento alla morte in malati terminali:
- Il rifiuto
- la rabbia
- il patteggiamento
- la depressione
- l'accettazione
nel percorso verso la salute vi sono altre due tappe successive:
- la rinascita
- la ristrutturazione
