Polinice (Alfieri)

Polinice è una tragedia di Vittorio Alfieri.

Ideata insieme al Filippo nel 1775 e pubblicata nel 1783.
L'idea dell'opera venne dalla lettura della Tebaide di Stazio e di quella di Racine. La storia si basa sulla contesa tra due fratelli, Eteocle e Polinice, per il trono di Tebe.

Titanica è la figura di Eteocle, che non ammette di lasciare il trono al fratello, nonostante i patti intercorsi con lui; contraria la figura di Polinice, esule, ha raccolto un esercito per tornare in patria, ma disponibile a divenire ad un accomodamento, ci appare come una vittima predestinata, avvolta da un'aurea di infelicità.
L'azione è mossa da Creonte, zio dei protagonisti, che ambisce al trono: invece di conciliare rende il rapporto tra i due sempre più impossibile.
L'intrigo che complica l'argomento sminuisce in parte la tragedia, la cui concezione si rivela però in pagine isolate, specialmente nell'ultima scena. In questa, Alfieri è riuscito a rendere il mito ancora più truce, scrivendo che Eteocle, colpito a morte in battaglia dal fratello, viene portato di fronte alla madre e alla sorella, fingendo pentimento vuole riappacificarsi col fratello prima di morire.
Mentre lo abbraccia, nel suo ultimo palpito di vita, lo uccide, sfogando il suo frenetico odio per il fratello.

See also: Polinice (Alfieri), 1775, 1783, Creonte, Eteocle, Polinice (mitologia), Tebe (Grecia), Vittorio Alfieri, Racine