Piante transgeniche

Le piante transgeniche sono vegetali il cui DNA è stato alterato con tecniche biotecnologiche di laboratorio che evitano i processi riproduttivi naturali. La selezione delle varietà vegetali è praticata con successo da centinaia d'anni, prima dai contadini nei campi coltivati e, successivamente, a partire dal XX secolo, nei laboratori dai genetisti. Tuttavia, i metodi convenzionali di miglioramento genetico non possono prescindere dall'incrocio sessuale seguito da ripetuti reincroci tra progenie e progenitori e trasferiscono anche caratteri non voluti.

Le tecnologie genetiche permettono di introdurre i caratteri desiderati in maniera diretta, saltando la fase riproduttiva della pianta, tramite la manipolazione genetica. Sono molte le tecniche che oggi si usano per ottenere un grande numero di piante a partire da una con particolari caratteristiche.

Proprio queste caratteristiche, insieme alla velocità di propagazione delle piante, sono lo scopo delle moderne biotecnologie; fra le più ovvie troviamo:

  1. Tolleranza a stress atmosferici:
    • temperature estreme;
    • salinità:
    • siccità e inondazioni;
  2. resistenza a virus, funghi e batteri;
  3. aumento qualità e quantità del raccolto;
  4. tolleranza ad erbicidi;
  5. resistenza agli insetti;
  6. produzione di sostanze come farmaci, tessuti e materiali

La lista è largamente incompleta e in continua evoluzione. Tuttavia, se guardiamo alla diffusione commerciale di piante transgeniche, esse sono varietà comprese principalmente in quattro specie (soia, mais, cotone e colza) e modificate per ottenere due caratteristiche principali: la tolleranza agli erbicidi (principalmente al glifosate o al glufosinato, cosiddetti erbicidi a largo spettro) e la resistenza ad alcuni insetti (la piralide del mais. Secondo i dati diffusi dall'ISAAA ((International Service for the Acquisition of Agri-biotechnology Applications) nel 2003 le piante transgeniche occupano 67,7 milioni di ettari, concentrati prevalentemente negli Stati Uniti (42,8 milioni di ha, Argentina (13,9), Canada 4,4) Brasile (3) e Cina (2,8).

Per inquadrare meglio l'argomento possiamo dire che gli incroci convenzionali chiamano in causa l'organismo intero, le tecniche di propagazione clonale si rivolgono alle cellule, l'ingegneria genetica manipola la molecola di DNA.

Piante transgeniche e ambiente

L'argomento delle piante transgeniche è stato ed è molto dibattuto, specie dal punto di vista dei possibili effetti sull'ambiente derivati dall'introduzione di nuove varietà di piante inesistenti in natura. Si parla in genere di "danni" all'ambiente, quando in realtà l'argomento è molto più complesso e può essere diviso in numerose categorie:

C'è da dire che le conseguenze non derivate dall'intervento umano diretto, ma semplicemente per il fatto che la pianta transgenica esiste ed entra in competizione con le altre, non sono diverse da ciò che accade quando si sviluppa naturalmente una nuova specie o varietà di piante. La differenza è che i cambiamenti dovuti all'evoluzione sono molto lenti e graduali, mentre le tecniche genetiche possono portare alla comparsa improvvisa di specie molto diverse. L'equilibrio ambientale può essere quindi spostato violentemente in un punto differente.

Voci correlate

Bibliografia

See also: Piante transgeniche, Batterio, Biotecnologie, DNA, DNA ricombinante (botanica), Fungo, Propagazione clonale, Virus (biologia), Manipolazione genetica