Peste
La peste è una malattia infettiva di origine batterica causata dal batterio Yersinia pestis. È una malattia quarantenaria e per il Regolamento Sanitario Internazionale è assoggettata a denuncia internazionale all'OMS, sia per i casi accertati che per quelli sospetti.
| Indice |
|
|
Effetti e contagi
Esistono due forme principali di peste: la differenza si può determinare analizzando l'interno dei bubboni infetti o attraverso un'emocoltura.
Peste bubbonica
thumb|right|200px|Oripsylla montana, vettore della Yersinia pestis negli Stati Uniti
La trasmissione nell'uomo avviene attraverso la puntura delle pulci dei ratti (Xenopsilla cheopis) o di altri roditori. La pulce dell'uomo (Pulex irritans), in forma minore, permette di trasmettere la peste bubbonica anche da uomo ad uomo.
Insorge violentemente dopo un periodo di incubazione da 2 a 12 giorni. Si presenta con febbre alta, cefalea, grave debolezza, nausea, vomito e delirio. Si formano pustole nelle zone punte dalla pulce infetta; i linfonodi delle zone colpite (generalmente la zona inguinale e quella ascellare) si infiammano, gonfiandosi fino a formare uno o più bubboni.
Nei casi gravi, l'infezione si propaga nell'organismo provocando insufficienza cardiocircolatoria o complicazioni renali, le quali possono portare alla morte. Altrimenti, nei casi meno gravi, la febbre cessa dopo circa due settimane, i bubboni gettano fuori il pus sgonfiandosi e lasciando una cicatrice.
Peste polmonare
Forma decisamente più grave rispetto alla precedente in quanto attacca i polmoni, può presentarsi anche come aggravamento. Il periodo di incubazione va da 1 a 7 giorni e presenta febbre alta, dispnea, tosse, cianosi e grave debolezza. Se non viene curata in tempo, porta quasi sicuramente alla morte per edema polmonare acuto.
La peste polmonare è trasmissibile anche senza l'azione di pulci, per via aerea: attraverso, cioè, tosse e starnuti di persone infette.
Cura
Per combattere la peste sono necessari degli antibiotici, fra cui la streptomicina, il tetracicline ed il cloramfenicolo. Importante è l'isolamento dei malati per evitare ulteriori contagi.
Esistono dei vaccini antipestosi, ma a causa della brevità del loro effetto sono somministrati solo in casi di rischio evidente e programmabile di contagio (per esempio per le figure professionali di biologi, ricercatori, ecc.)
Yersinia pestis
thumb|right|220px|Yersinia pestis
Yersinia pestis (della famiglia delle Enterobacteriaceae) è l’agente eziologico della peste. Il batterio infetta i tessuti linfoidi dell’uomo, facendo in modo di annullare la capacità di difesa dei linfociti. Ma per far questo, il batterio deve evitare di essere ingerito dai macrofagi, le cellule del sistema immunitario che distruggono gli agenti esterni: Y. pestis risolve questo problema producendo delle proteine che penetrano nei macrofagi e li disattivano. Alcune di queste proteine provocano danni diretti alla cellula, altre invece (come YopH) fanno in modo di annullare la rete di comunicazioni interne dei macrofagi.
Jack E. Dixon, in uno studio portato avanti alla Purdue University, ha scoperto che YopH fa parte di una classe di enzimi che rimuove i fosfati aggiunti dai macrofagi, facendo sì che questi ultimi perdano la loro efficienza e che Y. pestis possa prosperare. Alcune specie di Yersinia, inoltre, usano i sistemi di comunicazione dei macrofagi per scopi proprî: per esempio si fanno inglobare dai macrofagi per essere trasportate attraverso l'organismo.
La scoperta
Nel 1894 il medico svizzero Alexandre John-Émile Yersin, durante l'epidemia di Hong Kong, isola il bacillo che per millenni ha seminato la morte nel mondo. Lo battezza Pasteurella pestis, in onore di Louis Pasteur, l'uomo che con le sue teorie ha reso possibile la concezione batterica.
Lo stesso anno anche il medico giapponese Shibasaburo Kitasato, che già nel 1889 ha isolato il bacillo del tetano, ottiene indipendentemente gli stessi risultati del collega svizzero. Ma la Storia si ricorderà solo di Yersin, in quanto solo in suo onore il bacillo della peste verrà mutato da Pasteurella a Yersinia pestis.
La peste nella Storia
I primordi
The_plague_of_ashdod_1630.jpg
Alcuni testi egizi del secondo millennio a.C. descrivono alcune gravi epidemie di quella che convenzionalmente viene chiamata peste, così come ne parlano gli Ittiti, della Mesopotamia (l'attuale Iraq). Anche nella Bibbia si parla di pestilenze ed epidemie, a testimonianza della frequenza di questi eventi.
Nel Primo libro di Samuele si racconta di come Dio abbia inviato una pestilenza ai Filistei, colpevoli di aver rubato l'Arca dell'Alleanza ebraica. Gli studiosi dicono si tratti di peste bubbonica e datano l'evento al 1030 a.C. o, secondo altre fonti, al 1076 a.C. Il pittore Nicolas Poussin immortala questo passo biblico nel suo dipinto La peste di Ashdod o, secondo altre fonti, La peste di Azoth (1630 circa), conservato al Museo del Louvre a Parigi.
La peste di Atene del 430 a.C.
Il primo storico a descrivere accuratamente un'epidemia di peste è il greco Tucidide, che narra gli eventi di Atene durante la guerra del Peloponneso (431-430 a.C.).
L'epidemia si dice sia arrivata dall'Etiopia, e che abbia imperversato in Persia ed in Egitto prima di raggiungere la Grecia. Arriva in un momento critico per il Peloponneso, in quanto imperversa la guerra ed Atene è presa d'assedio, tanto che le proprie condizioni igienico-sanitarie sono molto scarse. Migliaia sono i morti, malgrado l'opera di medici e sacerdoti. Fra le prime vittime vi fu lo stesso Pericle, la cui morte avvenuta nel 429 a.C. privò Atene di una forte guida.
Comunque gli storici moderni, analizzando la descrizione di Tucidide, tendono a credere più probabile che l'epidemia fosse o di vaiolo, o di tifo o di colera.
La peste nera del 1348
Arriva in Europa dall'Est, attraverso le rotte commerciali, infuriando nelle pianure del Volga e del Don. Nel 1347, durante l'assedio di Caffa (l'odierna Feodosia), scalo commerciale genovese in Crimea, il khan tartaro Ganī Bek fa lanciare dei cadaveri infetti all'interno delle mura cittadine. Le galere genovesi trasportano così la peste prima a Pera, nel porto di Costantinopoli, poi a Messina. Genova rifiuta di accogliere le proprie navi infette, così che queste devono ripiegare sul porto di Marsiglia, ma ormai il contagio è sparso per tutti i porti del Mediterraneo.
Nel 1348 la mortalità fu altissima: dato che in Europa la peste non compariva dal VII secolo, epoca in cui terminò la cosiddetta "peste di Giustiniano" descritta da Procopio di Cesarea e iniziata nel 542-543, non esisteva più una "memoria immunitaria" per questa malattia e quindi la forma più frequente di manifestazione fu quella polmonare, a contagio interumano (cioè non mediata dalla pulce), e con una mortalità prossima al 100%. In un secondo tempo e specialmente nelle epidemie degli anni seguenti la peste si propagò nella forma bubbonica, sensibilmente meno letale.
Agli inizi del 1348 la peste raggiunge l'entroterra. Il 20 agosto raggiunge Parigi, il 29 settembre Londra. Dopo una pausa durante l'inverno, il 1349 vede la peste imperversare in tutta Europa.
Fra alti e bassi, la peste si presenta ogni 10-12 anni, mietendo innumerevoli vittime e slabbrando il tessuto sociale. Come Giovanni Boccaccio scrive nel suo Decameron, la peste rende nulle le leggi umane, come rende vano ogni ordine sociale e civile. « altri [...] affermavano il bere assai e il godere e l'andar cantando a torno e sollazzando e il sodisfare d'ogni cosa all'appetito che si potesse e di ciò che avveniva ridersi e beffarsi esser medicina certissima a tanto male ».
Anche una volta cessata l'epidemia, le istituzioni civili rimangono profondamente colpite, e le usanze dei sopravvissuti alle epidemie si fanno meno rigide. Un cronista dell'epoca, Matteo Villani, nella sua Cronica riporta che « trovandosi pochi, e abbondanti per l'eredità e successioni dei beni terreni, dimenticando le cose passate come se state non fossero, si diedero alla più sconcia e disonesta vita che prima non avieno usata ».
La peste, paradossalmente, crea una forte ricchezza nella gente sopravvissuta, in quanto pochi muoiono lasciando delle volontà testamentarie, anche perché difficilmente i notai si recano in casa dei moribondi. Dopo la peste, i tribunali vengono intasati da centinaia di cause legate a dispute ereditarie.
La peste del Nord Italia del 1630
Gli anni 1628 e 1629 vedono una terribile carestia imperversare per il nord Italia. Le città vengono prese d'assalto da vagabondi e mendicanti, in cerca di condizioni di vita migliori rispetto alle campagne, scoppiano tumulti ed agitazioni. Per ultimo arriva la peste.
Per evitare che il contagio dilaghi, le autorità sanitarie impongono l'isolamento dei paesi dove si hanno i primi casi di peste, mediante la chiusura della strada d'accesso con i "rastelli" (cancelli di legno), e l'uso di lasciapassare sanitari che attestino la salute del possessore. Ma i lasciapassare vengono facilmente falsificati ed i rastelli infranti: il 24 novembre 1629 la peste arriva nella provincia di Bergamo.
Davanti all’impotenza dei medici, che in molti casi fuggono dalle città per cercare di non esser contagiati, nascono mille cure artigianali e mille rimedî che si rivelano puntualmente inefficaci. Alessandro Manzoni, nella sua opera Storia della colonna infame (3° capitolo), scrive « Il barbiere Giangiacomo Mora componeva e spacciava un unguento contro la peste; uno de' mille specifici che avevano e dovevano aver credito, mentre faceva tanta strage un male di cui non si conosce il rimedio, e in un secolo in cui la medicina aveva ancor così poco imparato a non affermare, e insegnato a non credere ».
Fra alti e bassi la peste imperversa per tutto il Nord Italia. A fine maggio 1630 sembra che l'epidemia si sia dissipata, così viene organizzata una grande processione per la festa di San Nicolò, e altre feste varie. Ma a giugno il morbo si ripresenta, mietendo innumerevoli vittime: molte di queste hanno partecipato alla processione. Malgrado le autorità sanitarie colgano la connessione fra processioni ed epidemie, in quanto lo stretto rapporto fra così tante persone aiuta il morbo a dilagare, lo stesso non riescono ad imporre la cessazione di queste in tempo di epidemie: la gente vuole onorare i santi perché questi li protegga dalle epidemie, ma così facendo dà un aiuto sicuro all'estendersi di queste.
La peste nell'età moderna
Nell'età moderna si registrano circa 1000-3000 casi annuali di peste nel mondo. Le epidemie più recenti si sono avute in Uganda (novembre 1998), in Namibia (maggio 1999) e Malawi (luglio 1999).
Bibliografia
- Storia del pensiero medico occidentale (3 volumi), a cura di Mirko Grmek
- Storia della medicina e della sanità in Italia (1987), di Giorgio Cosmacini
- La peste nella storia (1982), di WH McNeill, Einaudi
- La comunicazione nei batteri (1997), di Richard Losick e Dale Kaiser (in Le Scienze, maggio 1997)
I primordi
- Sacra Bibbia (Libro primo di Samuele 5,1 - 6,17)
La peste di Atene del 430 a.C.
- La guerra del Peloponneso (Storie, II, 47-54), di Tucidide, Newton (ISBN 8881834359)
- La natura (De rerum natura, VI, 1138-1286), di Lucrezio, Garzanti (ISBN 8811365228)
La peste nera del 1348
- Croniche di Giovanni, Matteo e Filippo Villani (Cronica di Matteo Villani)
- Decameron (Introduzione alla prima giornata), di Giovanni Boccaccio, Garzanti (ISBN 8811370175)
- Historia siculorum, di Michele da Piazza
- La peste nera e la fine del Medioevo (1994), di Klaus Bergdolt, Piemme (ISBN 8838469849)
- La storia della medicina (1978), di Albert Lyons e Joseph Petrucelli
La peste del '600
- La peste di Londra, di Daniel Defoe, Bompiani (ISBN 8845224988)
La peste del Nord Italia del 1630
- Osservazioni sulla tortura (1768), di Pietro Verri
- I promessi sposi (1827-1840), di Alessandro Manzoni, Feltrinelli (ISBN 8807821621)
- Storia della colonna infame (1840-1842), di Alessandro Manzoni, Rizzoli (ISBN 8817127868)
- Cristofano e la peste (1976), di Carlo Cipolla, Il Mulino (ISBN 8815098097)
- Chi ruppe i rastelli a Monte Lupo? (1997), di Carlo Cipolla, Il Mulino (ISBN 8815098119)
Romanzi
- La maschera della morte nera (The Masque of the Red Death, 1845), di Edgar Allan Poe
- La peste (1947), di Albert Camus, Bompiani (ISBN 8845247406)
- La fossa degli appestati (Plague Pit, 1981), di Mark Ronson
- L'anno del contagio (Doomsday Book, 1992), di Connie Willis
- La morte nera (The Riddle of St. Leonard's, 1997), di Candace Robb
- Annus mirabilis (Year of Wonders, 2001), di Geraldine Brooks
