Paride
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Mitologia greca</small> |
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Mitologia greca |
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Paride è una figura della mitologia greca, era figlio di Priamo, re di Troia, e di Ecuba.
Nel periodo in cui Ecuba era incinta di Paride, sognò di partorire una torcia, da cui si propagavano dei serpenti. Consultati gli indovini, questi dichiararono che il bambino andava ucciso non appena fosse nato. Quel sogno era l'annuncio di un disastro che sarebbe stato portato dal nascituro.
Nato il bambino, fu consegnato a dei pastori, affinché lo abbandonassero e lo lasciassero morire. I pastori invece lo tennero con se e lo crebbero sul monte Ida.
Paride si innamorò della ninfa Enone, che abbandonò quando le dee gli chiesero di giudicare chi fra loro fosse la più bella (Giudizio di Paride). Afrodite, infatti, gli promise la donna più bella del mondo, in cambio della sua vittoria.
Paride non era solo bello, ma anche un valido atleta. Partecipò un giorno ai giochi di Troia, riportando ben tre premi. L'aver sconfitto i figli del re, gli sarebbe costato caro, se il pastore che lo aveva accolto, non avesse rivelato la sua vera identità.
Nonostante gli avvertimenti degli indovini, Priamo fu felice di rivedere il figlio e gli restituì i privilegi della sua nascita principesca.
Paride fu così in grado di rapire la donna più bella del mondo: Elena. Questo rapimento innesco le tragiche profezia: la guerra che ne derivò, distrusse Troia e la casa reale.
Nell'Odissea (libro VIII), Omero lascia intendere che Paride sia ucciso nel momento in cui gli achei penetrano in Troia grazie al cavallo di legno. Infatti Menelao va a cercare la moglie nella casa del fratello, Deifobo. Ma non vi è nessun segno preciso della sua morte.
In un'altra versione, viene ucciso da una freccia scoccata da Filottete, dopo che aveva provocato la morte di Achille con una ferita al tallone.
