Papa Innocenzo II
Innocenzo II, nato Gregorio Papareschi (morto il 24 settembre 1143), fu Papa dal 1130 al 1143. Fu probabilmente uno degli ecclesiastici al servizio personale dell'antipapa Clemente III (Guiberto di Ravenna). Venne nominato cardinale-diacono da Pasquale II. Con questa funzione accompagnò Papa Gelasio II quando fu costretto a riparare in Francia. Papa Callisto II lo incaricò di diverse importanti missioni, come quella di Worms per la conclusione dell'accordo di pace con l'imperatore nel 1122 (si veda Concordato di Worms), e un'altra in Francia nel 1123.
Il 14 febbraio 1130, venne frettolosamente scelto per succedere a Onorio II; poco dopo un gruppo di oppositori di asserì con la contro elezione di Pietro Pierleoni come Anacleto II. Incapace di mantenere la sua posizione a Roma, Innocenzo si imbarcò per Pisa, e in seguito salpò da Genova per la Francia, dove l'influenza di Bernardo di Clairvaux gli assicurò prontamente il cordiale riconoscimento del clero e della corte. Nell'ottobre dello stesso anno venne puntualmente riconosciuto da Lotario II di Germania e dai suoi vescovi nel corso del sinodo di Würzburg. Nel gennaio 1131, ebbe anche un favorevole incontro con Enrico I d'Inghilterra; e nell'agosto 1132 Lotario intraprese una spedizione in Italia con il duplice scopo di essere incoronato dal Papa e di mettere da parte l'antipapa. L'incoronazione alla fine avenne nella chiesa del Laterano (4 giugno 1133), ma altimenti la spedizione si rivelò fallimentare. Una seconda spedizione di Lotario nel 1136 fu più decisiva nei risultati, e la lotta protratta tra i pontecifi rivali terminò solo con la morte di Anacleto il 25 gennaio 1138.
Con il Secondo Concilio Laterano del 1139, nel quale Ruggero II di Sicilia, il più inflessibile avversario di Innocenzo, venne scomunicato, e la pace venne infine riportata all'interno della Chiesa. Gli anni restanti del pontificato di Innocenzo furono privi di risultati come lo erano stati i prini; il suo sforzo per annullare i comportamenti pericolosi conformatisi a Roma a causa del lungo scisma furono quasi interamente neutralizzati da una lotta con la città di Tivoli nella quale fu coinvolto, e da un litigio con Luigi VII di Francia, nel corso del quale quel regno venne posto sotto un interdetto. Innocenzo morì il 24 settembre 1143 e gli successe Celestino II. Le questioni dottrinali nelle quali venne chiamato a decidere furono quelle connesse alle opinioni di Pietro Abelardo e Arnaldo da Brescia.
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