Paolo Uccello

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Paolo di Dono, meglio conosciuto come Paolo Uccello (Pratovecchio, 1397 - Firenze, 10 dicembre 1475), è stato un noto pittore del Rinascimento a Firenze.

Indice

Biografia ed opere

Era figlio di un chirurgo e barbiere, Dono di Paolo, e di Antonia di Giovanni del Beccuto. Giovanissimo figurava, insieme a Donatello nella bottega di Lorenzo Ghirberti, impegnata nella realizzazione della porta bronzea del battistero di Firenze ora collocata sul lato nord (1403-1424). Iscritto alla Compagnia dei Pittori di San Luca nel 1424, tra il 1425 e il 1431 fu impegnato a Venezia per eseguire dei mosaici, oggi perduti nella Basilica di san Marco.

Al suo ritorno a Firenze lavorò agli affreschi con "storie di Maria" del "Chiostro verde" di Santa Maria Novella (1431), dove iniziò ad utilizzare la prospettiva la cui definizione si era andata sviluppando a Firenze durante la sua assenza, e insieme figure più semplici e più monumentali, come nelle sculture di Donatello e di Nanni di Banco.

Nel 1433 eseguì gli affreschi con storie della Vergine e storie di santo Stefano nella cappella dell'Assunta nel nel duomo di Prato (la scena delle "lapidazione di santo Stefano" fu completata per la metà inferiore da Andrea di Giusto). Nel 1436 fu incaricato dell'affresco con il monumento equestre al condottiero Giovanni Acuto (John Hawkwood), eseguito in soli tre mesi su una parete del Duomo di Firenze (Santa Maria del Fiore) e firmato con il suo nome sul basamento della statua. La prospettiva era unitaria e cavallo e cavalieri furono trattati volumetricamente, mediante l'abile trattazione di luci e ombre.

Tra il 1443 e il 1445 eseguì ancora per il Duomo il quadrante del grande orologio della controfacciata e i cartoni per due degli occhi della cupola (la "Resurrezione", eseguita dal vetraio Bernardo di Francesco, e la “Natività", realizzata da Angelo Lippi). Nel 1445 venne chiamato a Padova da Donatello, e qui realizzò nel palazzo Vitaliani affreschi con "giganti" oggi perduti.

thumb|left|300px|Lunetta con il "Diluvio universale" delle "Storie di Noè", nel "Chiostro verde" di Santa Maria Novella a Firenze Nel 1447 si trovava nuovamente a Firenze, impegnato negli affreschi con le storie di Noè ancora nel "Chiostro verde" di Santa Maria Novella, dove nella lunetta con il "Diluvio universale", adottò un duplice punto di fuga prospettico che accentuava, insieme all'irrealtà dei colori, la drammaticità dell'episodio. Nei nudi si avvertiva l'influsso delle figure di Masaccio, mentre la ricchezza dei dettagli risentiva ancora del gusto tardo-gotico.

Tra il 1447 e il 1454 dipinse affreschi con scene di vita monastica nel chiostro di San Miniato, solo parzialmente conservati e segnati da difficili rapporti con i committenti.

Tra il 1456 e il 1460 viene datata la realizzazione di tre dipinti che celebrano la battaglia di san Romano, del 1432, nella quale i fiorentini, guidati da Niccolò da Tolentino avevano sconfitto i senesi. I tre pannelli, destinati ad una sala del palazzo Medici di via Larga si trovano oggi alla National Gallery di Londra ("Niccolò da Tolentino alla testa dei fiorentini"), agli Uffizi ("Disarcionamento di Bernardino della Ciarda") e al Louvre di Parigi ("Intervento di Micheletto da Cotignola"), quest'ultimo forse realizzato in un momento successivo e firmato dall'artista. Anche in queste opere si presentavano mescolati elementi rinascimentali, come il trattamento scultoreo dei volumi e gli scorci delle figure con i diversi schemi prospettici, con altri di tradizione gotica, come i colori brillanti e la raffinatezza decorativa nei particolari delle figure e nei paesaggi.

Tra il 1465 e il 1469 soggiornò a Urbino dove lasciò una predella con il "Miracolo dell'Ostia profanata", commissionatagli dalla confraternita del Corpus Domini.

Gli sono inoltre attribuiti:

Caratteristiche delle opere

Ricerca continua sulla prospettiva e delle leggi geometriche che la governano. Inesauribile fantasia, che gli permette di usare la prospettiva in modo assolutamente innovativo e non compreso ai tempi, con il fine di ricreare un mondo irreale e fiabesco.

Secondo quanto racconta il Vasari, il pittore fu affascinato dallo studio della prospettiva, di cui sperimentò nelle sue opere le varie possibilità e applicandosi allo studio analitico delle leggi scientifiche che regolano la rappresentazione degli oggetti nello spazio tridimensionale. Agli Uffizi si conservano tre disegni con studi prospettici che gli sono generalmente attribuiti. In questo studio l'artista fu probabilmente affiancato dal matematico Paolo Toscanelli.

Un'altra caratteristica fu l'uso di cieli e sfondi scuri, su cui risaltavano luminose le figure in primo piano. I colori non sempre realistici accentuavano l'atmosfera irreale e mitica delle scene raffigurate.

Monumento a Giovanni acuto

affresco
1463
A monocromo (o verdeterra), utilizza solo il grigio per dare l’impressione della statua; usa due diversi impianti prospettici, uno per la base, uno frontale per il cavallo; animale molto curato, ma stereotipato.

Storie di Noè

affresco
1450
Nel Chiostro Verde di Santa Maria Novella.

Battaglia di San Romano

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La battaglia di San Romano ("Intervento di Micheletto da Cotignola")

Collegamenti esterni


Uccello Uccello

See also: Paolo Uccello, 10 dicembre, 1397, 1424, 1431, 1432, 1433, 1435, 1436