Orione (Morselli)
Orione è una tragicommedia di Ercole Luigi Morselli.
Fu rappresentata per la prima volta a Roma nel 1910.
L'opera si muove in un ambiente mitologico complesso, con divinità, satiri, baccanti, soldati e schiavi.
Trama
Orione, gran cacciatore e forte soldato, è figlio di Giove, di Nettuno, di Mercurio e della Terra. La sua nascita è misteriosa ma, in tutto e per tutto, mirabolante. Le tre divinità hanno orinato in un otre, che poi fu sepolto nella terra. Da questo nascerà un bambino, che verrà accudito da un oste credulone.
Orione diviene forte e gigantesco, gira per il mondo conquistando ogni cosa, facendosi ricco in bottino e gloria. Egli sembra impersonificare la materialità della potenza, nato dalla terra esalta i doni della terra, ma proprio da questa, si originerà la sua fine.
Un minuscolo scorpione lo punge e l'eroe muore, chiedendo a Giove di prenderlo con se alla sua corte, a qualunque costo, pur di dimostrare il suo odio alla terra traditrice.
L'opera
Il significato dell'opera è nella certezza di non poter raggiungere il bene, anche quando la vita sembra benevola al cento per cento. Questo Orione vive per un'epopea schietta e tutta aristofanesca, grandiosa e risonante.
La morte dell'eroe ha qualcosa di gratuito, che non trova nell'ironia finale la schiettezza di una rappresentazione drammatica.
- Orione sembra disegnato sul rovescio stesso della pagina del centauro dannunziano. P. Pancrazi
