Oreste (Alfieri)

Oreste è una tragedia in 5 atti di Vittorio Alfieri, una delle sue tragedie migliori.

Ideata come opera unica nell'Agamennone del 1776, viene pubblicata nel 1783 e ne continua l'azione, narrando la vendetta di Oreste su Egisto e Clitennestra.
È improntata su uno spirito diverso, pervasa da una furia d'azione dalla prima all'ultima battuta. Alfieri vi esprime il suo sentimento di ammirazione e di orrore per le passioni smisurate, che si riversano nell'azione frenetica.
Tipica è la figura di Oreste, vissuto ossessionato da un solo pensiero: la morte del padre e la sua infanzia lontano dai luoghi cari. A lui non interessa altro che la vendetta.
È ignaro dei limiti che deve imporsi per compierla, tanto che si presenta alla reggia di Egisto anonimamente, ma finisce per svelarsi, finendo imprigionato con l'amico Pilade e la sorella Elettra.
Un improvviso rivolgimento gli permette la fuga, che lo porterà all'uccisione di Egisto ed anche della madre, che uccide senza riconoscerla, in preda alla furia omicida.
Ma non sono diversi gli altri personaggi, con Elettra vissuta per anni accanto alla madre e ad Egisto, nell'attesa della vendetta e del vendicatore; Clitennestra, distrutta dal suo delitto, che si butta ora verso l'uno e ora verso l'altro dei personaggi, per difendere ora i figli e ora il marito e complice; Egisto, con il suo odio smisurato verso i figli di Agamennone, e ad Oreste rivelatosi grida «Io te conobbi - Al desir che d'ucciderti sentia».
La materia è dominata dal poeta. Vediamo l'azione che si sviluppa man mano, dal monologo di Elettra che rievoca la morte del padre, fino all'arrivo di Oreste e di Pilade, con cui tramano la vendetta. La tragedia si distingue per un chiaro predominio dell'azione sul discorso poetico, dovendo proprio a questo la maggior fortuna teatrale, che condivise e condivide tuttora con il Saul.

See also: Oreste (Alfieri), 1776, 1783, Agamennone, Clitennestra, Egisto, Elettra, Oreste (mitologia), Pilade, Vittorio Alfieri