Omosessualità e religione cattolica
La dottrina della Chiesa cattolica sull'omosessualità è la seguente.
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Presupposti
La Chiesa cattolica fa una distinzione importante nel formulare il suo giudizio morale sull'omosessualità:
- Da una parte c'è la orientazione omosessuale delle persone come una tendenza, più o meno indotta.
- Dall'altra parte c'è il comportamento omosessuale.
Il primo appartiene alla sfera pre-morale, alla stessa maniera di tutte le altre cose che la persona umana sente. Il secondo appartiene alla sfera della volontà, delle decisioni, di quello che la persona umana vuole fare della sua vita.
Un'altra distinzione importante da fare è tra la valutazione morale oggettiva e quella soggettiva:
- Quando una persona o una comunità formulano un giudizio morale, lo esprimono sempre a livello oggettivo, giudicando moralmente un certo tipo di azione come buona o cattiva.
- Invece il giudizio morale soggettivo deve essere sempre molto cauto, perché nessuno è in grado di valutare tutte le implicazioni e interferenze, il passato e l'educazione, ecc., che hanno contribuito a plasmare un certo comportamento.
Esemplificando, la corruzione è un peccato grave, mentre le persone corrotte devono essere avvicinate con umanità e aiutate a cambiare.
È la distinzione tra peccato e peccatore che faceva papa Giovanni XXIII: si condanna il primo, ma per salvare il secondo.
Valutazione morale oggettiva
Con questa premessa, il giudizio morale oggettivo della Chiesa Cattolica sull'omosessualità si basa sui seguenti dati:
- La Bibbia afferma chiaramente che Dio ha creato l'uomo e la donna (Genesi 1,27) con la loro differenza sessuale, e che il primo ha trovato nella secondo un "aiuto che gli fosse simile", "osso delle mie ossa e carne della mia carne" (Genesi 2,18-24). La coppia eterosessuale è l'unica depositaria dell'immagine Trinitaria di Dio. La ricchezza dei sessi sta nel loro incontro-confronto-dialogo per essere segno di fecondità come Dio è fecondo nell'"entrare" nel mondo dell'altro "dimenticandosi" di sé, così come fa Dio con noi. (Approfondimento in Omosessualità e Bibbia)
- La Bibbia vede fin dalle prime pagine la procreazione come un aspetto fondamentale della sessualità: "Siate fecondi e moltiplicatevi" (Genesi 1,22).
- La Bibbia condanna molte volte l'omosessualità come un peccato grave:
- "Non avrai relazioni carnali con un uomo, come si hanno con una donna" (Levitico 18,22).
- "Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale in quella che è contro natura. Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento ... Or essi, pur avendo riconosciuto il decreto di Dio secondo cui quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non solo le fanno, ma approvano anche coloro che le commettono" (Romani 1,24-28.32).
- "Non sapete voi che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v'ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio" (1 Corinzi 6,9.10).
In base a questi dati, il giudizio morale oggettivo della chiesa cattolica sull'omosessualità è il seguente:
- L'attività omosessuale riduce il ricco simbolismo, significato e fine presente nel disegno del Creatore. Nella sua intrinseca sterilità esso contraddice la vocazione ad una vita di auto-donazione nell'amore espressa dall'unione complementare coniugale fra uomo e donna.
- Anche se "la genesi psichica dell'omosessualità rimane in gran parte inspiegabile", la tradizione della chiesa sempre dichiarato che "gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati". "Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati" (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2357).
Valutazione dell'orientazione omosessuale soggettiva
L'orientazione omosessuale, che molti uomini e donne presentano, è anch'essa oggettivamente disordinata (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2358).
L'omosessualità "costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione" (ib.).
"Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un'amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana" (ib. n. 2359)
