Nuraghe

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I primi nuraghi iniziarono ad essere costruiti in un'epoca imprecisata, che però dovrebbe essere quasi certamente posterione al sesto millennio a.C., e di alcuni si è effettuata una datazione alquanto probabile di un periodo intorno al 3500 a.C.; nella media Età del bronzo si ebbe presumibilmente il maggior sviluppo di questi edifici, attorno al 1800/1500 AC.

Nell'Età del ferro (dal 900 AC in poi) non furono costruiti nuovi nuraghi, ma si continuavano ad usare le vecchie costruzioni, forse come luoghi di culto.

Residuano oggi circa 8000 nuraghi, sparsi nell'Isola. Non è agevole indicare la loro precisa funzione, dal momento che esistono nuraghi di diversa collocazione (pianura, sommità di colli, ma anche in fianchi riparati e non panoramici dei monti) e dimensione. Si è supposto che quelli collocati sulle vette dei colli, a torre semplice, fossero torri di avvistamento in contatto visivo l'un l'altro, mentre i grandi complessi, a più torri attorno ad un mastio centrale ed un cortile, avessero funzioni differenziate, sempre riferite però - si sostiene da taluni - al costituire centro della comunità. Fra gli usi ipotizzati, quello di fortezza, di parlamento (o comunque sede delle decisioni comunitarie), di tempio o di sancta sanctorum, residenza del capo del villaggio, o varie combinazioni fra queste possibilità.

Il nuraghe è oggi il simbolo più noto della Sardegna.

Collegamenti esterni

See also: Nuraghe, 900 AC, Civiltà nuragica, Età del bronzo, Età del ferro, Pietra, Sardegna, Sancta sanctorum