Nota musicale
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La nota musicale è il fondamento base su cui si articola la musica. Le note rappresentano le lettere dell'alfabeto musicale. Quando sono scritte sul pentagramma, sono rappresentate da pallini o cerchietti ovali; quando sono espresse musicalmente sono dei suoni emessi da strumenti o dalla voce umana. Le note musicali della scala diatonica sono sette:
In realtà, se consideriamo tutte e 12 le note della scala cromatica ci sono altre 5 note che si ottengono abbassando o alzando di un semitono le 7 note diatoniche mediante bemolle (
) e diesis (
).
| Indice |
Storia
Gli antichi non conoscevano una notazione musicale propriamente detta, limitandosi a indicare i suoni della scala diatonica con le prime lettere dell'alfabeto.
Nel Medioevo, a causa della crescente difficoltà nel memorizzare melodie sempre più lunghe ed articolate, nacque l'esigenza di "notare" sopra il testo da cantare alcuni segni (detti neumi) che aiutassero i cantori a ricordare la direzione (ascendente o discendente) della linea melodica. Da questi embrionali aiuti mnemonici nacque a poco a poco la moderna notazione, le cui tappe storiche fondamentali sono l'introduzione del tetragramma (attribuita a Guido d'Arezzo), e la scrittura delle durate, (inventata da Francone da Colonia) ottenuta proporzionalmente, cioè non indicando la durata effettiva della nota, ma la durata di essa in proporzione alle altre dello stesso brano.
Oggi le note hanno l'aspetto di un cerchietto vuoto o pieno, su cui si innesta un gambo (piccola asticella segnata sotto o sopra la nota) e le eventuali code, utilizzate per segnare i valori più piccoli (cioè le durate più brevi).
I nomi delle note
Gli attuali nomi delle note in uso nei paesi latini risalgono al XII secolo e la definizione del loro criterio e del loro nome è attribuita a Guido d'Arezzo; corrispondono alle sillabe iniziali dei primi sei versetti di un inno a San Giovanni Battista:
- UT queant laxis
- REsonare fibris
- MIra gestorum
- FAmuli tuorum
- SOLve polluti
- LAbii reatum,
- Sancte Iohannes
- (affinché i tuoi servi possano cantare con voci libere le meraviglie delle tue azioni, cancella il peccato, o santo Giovanni, dalle loro labbra indegne).
Nel XVI secolo la settima nota riceve il suo nome definitivo (SI, dalle iniziali di Sancte Iohannes) e nel XVII secolo la nota Ut viene sostituita con il nome attuale DO.
La notazione letterale
Anticamente si usava una notazione di origine greca che utilizzava le lettere dell'alfabeto. Tale notazione è ancora in uso nei paesi di lingua inglese:
A=la · B=si · C=do · D=re · E=mi · F=fa · G=sol
La notazione letterale è tuttora in uso anche nei paesi di lingua tedesca, con un'unica differenza: la nota SI viene indicata con la lettera H (mentre B corrisponde al si bemolle).
Le note sul pentagramma
Immagine:Scala_do_chiave_violino.png
Ecco come appaiono le sette note musicali sul pentagramma, nella scala diatonica di do in chiave di violino.
Ascoltare le note
Immagine:Scala_do_ascendente_discendente_chiave_violino.png
Il rigo musicale qui sopra riporta una scala di do, prima ascendente (dalla nota più bassa a quella più alta) e poi discendente (dalla nota più alta a quella più bassa). È possibile ascoltare queste note
1. La prima nota di ogni scala è chiamata tonica.
2. La seconda nota viene chiamata sopratonica.
3. La terza nota può assumere tre nomi: mediante, modale o caratteristica.
4. La quarta nota sottodominante.
5. La quinta nota è chiamata dominante.
6. La sesta nota è chiamata sopradominante.
7. La settima nota può assumere due nomi: sensibile o sottotonica.
Nel caso della scala di do, DO è la tonica, SOL è la dominante, SI la sensibile.
- La tonica è la prima nota di una scala, e serve a definire la tonalità. È una nota statica, perché è il punto d'arrivo della creazione musicale.
- La sopratonica chiamata così perché sta sopra la tonica.
- La terza della scala si chiama mediante quando viene considerata come la nota che sta a metà tra la tonica e la dominante; si chiama modale quando viene vista come la nota che stabilisce il modo della scala (MI naturale "modo maggiore"; MI bemolle "modo minore"); si chiama caratteristica quando si prendono in considerazione i gradi caratteristici della scala (1°,3°,4°,5°).
- La sottodominante si chiama così non perché sta sotto da dominante ma perché sta una quinta sotto la tonica (per capire meglio basta interpretare la parola come "una dominate sotto la tonica").
- La dominante o quinta è la nota attorno alla quale si muove la creazione musicale; non è una nota statica, ma attiva. Tra la tonica e la dominante vi è un intervallo di quinta.
- La sopradominante viene chiamata così perché sta sopra la dominante.
- La sensibile o settima è la nota che, per la sensazione che crea, da un forte senso di instabilità; tende infatti a risolversi nella nota seguente, che è la tonica dell'ottava superiore.
Tra la tonica e la sensibile vi è un intervallo di settima. La settima viene chiamata anche sottotonica quando si trova ad un tono sotto la tonica (SI bemolle), a differenza della sensibile che si trova un semitono sotto.
L'intervallo è il rapporto tra le frequenze di due suoni; più semplicemente è la differenza in altezza tra due suoni.
Quando la sensibile si risolve nella tonica, la composizione raggiunge una stabilità emotiva.
Note musicali e frequenze acustiche
Convenzionalmente, si è stabilito che il la, rappresentato in chiave di violino nel secondo spazio del pentagramma, corrisponda a una frequenza acustica di 440 Hz.
Alcuni musicisti godono della qualità detta "orecchio assoluto": essi sono in grado di capire quale nota precisa stanno ascoltando, così come percepiscono la tonalità di un brano musicale, il tutto senza necessità di confrontare quello che odono con nessun suono di riferimento.
