Nominativo
Il nominativo è un caso della declinazione di diverse lingue indoeuropee antiche e moderne. Esso viene normalmente usato per indicare il soggetto che compie l'azione, come nella frase "Luigi legge il libro", oppure per indicare una qualità dell'azione, nel caso del verbo essere usato come copula. Esempio: "Il libro di Luigi è bello"). Tradizionalmente, nelle lingue che utilizzano i casi, il nominativo è considerato quello fondamentale, e quindi sarà la forma che si trova nei vocabolari, magari affiancata dal genitivo per specificare la declinazione come nel caso del latino.
In latino, ci sono anche altri usi del nominativo: nella frase Urbs Roma caput mundi vocatur (La città di Roma è chiamata la capitale del mondo), abbiamo un complemento di denominazione (Roma) e un complemento predicativo del soggetto (caput).
Contrariamente a quanto si può pensare, nel passaggio dal latino all'italiano non è generalmente stata conservata la forma del nominativo, ma quella dell'ablativo, come si può vedere nei nomi della terza declinazione: da "gens, gentis" si ottiene "gente"; da "virtus, virtutis" si è passati a "virtute" da cui infine per apocope "virtù".
