Nomenclatura delle stelle
L'Unione Astronomica Internazionale (UAI) è l'autorità internazionale riconosciuta per assegnare nomi alle stelle e agli altri corpi celesti. Molti dei nomi oggi in uso sono stati in realtà ereditati dalle tradizioni vigenti prima che l'UAI esistesse. Altri nomi, specialmente per le stelle variabili (incluse le novae e le supernovae), vengono continuamente aggiunti. La maggior parte delle stelle poco brillanti, e quasi tutte quelle non visibili ad occhio nudo, non hanno nome, e per riferirsi ad esse si usano i numeri di catalogo. Questo articolo riassume brevemente alcuni dei metodi usati per nominare le stelle.
Occorre notare che esistono alcune società che sostengono di dare il nome di un loro cliente ad una stella, dietro pagamento di alcune centinaia di dollari o euro. Queste società non hanno alcun avvallo ufficiale, e nessuno al mondo riconoscerà questi nomi, a parte la società stessa e il cliente, e niente impedisce a due società diverse, o anche alla stessa, di assegnare la stessa stella a due clienti diversi.
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Nomenclature oggi in uso
Nomi propri
Molte delle stelle più brillanti, oppure interessanti per altri motivi, hanno nomi propri. La maggior parte deriva dall'Arabo (l'astronomia era molto sviluppata in Arabia mentre l'Europa era in mezzo al medioevo), ma ci sono alcuni nomi derivati dal Latino, e alcuni derivati dall'Inglese.
Lettere di Bayer
Johann Bayer introdusse nel 1603 un sistema di nomenclatura per designare le stelle più brillanti di ogni costellazione con una lettera greca, un sistema ancora oggi molto usato: le stelle di ogni costellazione sono ordinate secondo la loro luminosità. Vedi nomenclatura di Bayer per maggiori dettagli.
Numeri di Flamsteed
Anche i numeri di John Flamsteed sono molto usati, anche se si preferisce usare le lettere di Bayer se è possibile. Le stelle di ogni costellazione sono numerate secondo la loro posizione, senza riguardi per la luminosità. Inoltre, in genere sono considerate anche stelle molto più deboli di quelle di Bayer. Vedi nomenclatura di Flamsteed per maggiori dettagli.
Nomi delle variabili
Alle stelle variabili che non hanno assegnata una lettera di Bayer vengono dati nomi speciali usando le lettere dell'alfabeto in varie combinazioni, oppure dei numeri. Vedi nomenclatura delle stelle variabili per maggiori dettagli.
Numeri di catalogo
In assenza di ogni altro metodo disponibile, per identificare una data stella si usano dei numeri di catalogo. Esistono numerosi cataloghi stellari, e i più grandi arrivano a catalogare decine di milioni di stelle.
Nomenclature non più in uso
Lettere di Alessandro Piccolomini
Alessandro Piccolomini, (1508-1578), Cardinale, letterato e professore presso le Università di Padova e, successivamente, di Roma, fu il primo, molti anni prima di Johann Bayer, ad aver contrassegnato le stelle in base alla loro luminosità con delle lettere (alfabeto latino). Il libro del Piccolomini dal titolo “De le stelle fisse”, è da molti considerato il primo “moderno” atlante celeste. Le 47 mappe contenute nell’opera presentano tutte le costellazioni tolemaiche (ad eccezione della costellazione del Puledro) e mostrano le stelle senza le corrispondenti figure mitologiche; per la prima volta in un libro a stampa venivano quindi riportate le mappe astronomiche complete con le costellazioni tolemaiche. Il “De le stelle fisse” (1543) e un altro libro sempre del Piccolomini dal titolo "Della sfera del mondo" (1540), vennero pubblicati in un unico e rarissimo volume, per la prima volta nel 1548.
In ricordo del famoso letterato senese, sulla Luna c’è anche un cratere che porta il suo nome; il “cratere Piccolomini” è molto profondo, ha un diametro di circa 88 km ed è ubicato (29,7°S / 32,2°E) a sud del cratere Fracastorius.
Bibliografia
- Enciclopedia della Scienza e della Tecnica, Mondadori, vol.3, pag.293
- Enciclopedia Britannica", vol.1, pag.655
- Astronomia Viva, volume pubblicato dall'Unione astrofili italiani (U.A.I.), Gabriele Vanin, 1998, a pag.220 è presente una immagine di una carta stellare del libro del Piccolomini.
