Nino Manfredi
thumb|210px|Nino Manfredi Nino Manfredi, nome completo Saturnino Manfredi (Castro dei Volsci, Frosinone, 22 marzo 1921 - Roma, 4 giugno 2004) è stato un popolarissimo attore, regista e sceneggiatore teatrale e cinematografico italiano, nonché cantante di successo. Insieme a Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Alberto Sordi e Marcello Mastroianni costituì una delle colonne portanti della commedia all'italiana.
Biografia
Gli inizi come attore drammatico
Dopo la laurea in Giurisprudenza, ottenuta per volontà dei genitori, assecondò ben presto la propria vocazione artistica iscrivendosi all'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma. In teatro fa i suoi esordi nella stagione 1947-1948, al Piccolo Teatro di Roma sotto la direzione del suo maestro Orazio Costa, nella Compagnia di Vittorio Gassman ed Evi Maltagliati con Tino Buazzelli, recitando in testi perlopiù drammatici, in molti casi allestiti in prima assoluta per l'Italia: citiamo Liliom di Ferenc Mòlnar, L'aquila a due teste di Jean Cocteau, Casa Monestier di Denis Amiel, Erano tutti miei figli di Arthur Miller e Scontro nella notte. Nella stagione 1948-1949 recitò al Piccolo Teatro di Milano, sotto la regìa di Giorgio Strehler, nei drammi shakesperiani Romeo e Giulietta, La Tempesta e Riccardo II° insieme a grandi attori di prosa del calibro di Giorgio De Lullo, Edda Albertini e Lilla Brignone. Nella stagione 1952-1953 collaborò col grande commediografo Eduardo De Filippo, portando in scena al Teatro Eliseo di Roma tre suoi atti unici, Amicizia, I morti non fanno paura e Il successo del giorno recitandoli insieme con Paolo Panelli e Bice Valori.
Il teatro di rivista e la commedia musicale
Rientrato a Roma, a partire dal 1951, insieme ai suoi compagni di studio Paolo Ferrari e Gianni Bonagura formò un terzetto che si esibì con successo dapprima nei varietà radiofonici e quindi in molti spettacoli del teatro di rivista, e della commedia musicale, a partire dalla stagione 1953-1954, con Tre per tre... Nava di Marcello Marchesi insieme alle tre sorelle Nava, quindi nella stagione 1954-1955 con Festival scritto da Age, Scarpelli, Marcello Marchesi, Dino Verde e Orio Vergani, e infine nella stagione 1956-1957 con Gli italiani sono fatti così di Vittorio Metz, Marcello Marchesi e Dino Verde, insieme alla coppia Billi-Riva e Wanda Osiris. I suoi due grandi trionfi sul palcoscenico li ottiene comunque più avanti, nelle commedie musicali Un trapezio per Lisistrata (1958) di Garinei & Giovannini accanto a Delia Scala, e nel Rugantino (1963) di Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa, insieme ad Aldo Fabrizi e Bice Valori.
Gli inizi cinematografici
Sul grande schermo debuttò nel 1949 e per una decina di anni ricoprì ruoli di varia importanza in film assai modesti; in questo primo periodo sono da ricordarne alcuni molto simpatici, come l'amico che aiuta Teddy Reno a trovare una soubrette teatrale conosciuta a Napoli nel film Totò, Peppino e la... malafemmina (1956) diretto da Camillo Mastrocinque e nei suoi primissimi ruoli da protagonista, nelle spigliate commedie Caporale di giornata e Carmela è una bambola, entrambe dirette nel 1958 da Gianni Puccini. Si cimentò anche come doppiatore, prestando la propria voce tra gli altri a Robert Mitchum in Sette settimane di guai, Earl Holliman in Il pianeta proibito, quindi al francese Gérard Philipe e, tra gli italiani, Franco Fabrizi in I vitelloni di Federico Fellini, Sergio Raimondi in Piccola posta, Antonio Cifariello in La bella di Roma e Renato Salvatori in La domenica della buona gente e soprattutto in Poveri ma belli e i suoi seguiti.
Il barista di Ceccano
Sul piccolo schermo apparve per la prima volta nel 1956, nello sceneggiato L'alfiere diretto da Anton Giulio Majano, ma è nel 1959 (annata chiave della sua carriera) che ottenne uno strepitoso successo di pubblico con la sua partecipazione a Canzonissima, accanto a Delia Scala, Paolo Panelli e il ballerino e coreografo statunitense Don Lurio. In quella memorabile trasmissione creò la macchietta del barista ciociaro di Ceccano, la cui battuta tormentone Fusse che fusse la vorta bbona entrò nel linguaggio comune. Riesce persino a convincere l'amico Marcello Mastroianni, notoriamente restìo ad apparire in televisione, ad esibirsi in una scenetta insieme a lui. Inoltre, userà il suo timbro di voce anche come narratore fuori campo, nel 1960, nel film di Mario Mattoli Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi.
Protagonista della commedia all'italiana
Sempre dal 1959, a partire dai ruoli da protagonista sostenuti nei film L'impiegato e Audace colpo dei soliti ignoti diretti da Gianni Puccini e Nanni Loy, diventa una delle colonne portanti della commedia all'italiana. Convince non soltanto in parti comiche o brillanti, ma anche come attore drammatico. I personaggi che interpreta sono uomini fondamentalmente ottimisti, in possesso di una loro dignità e moralità, destinati inevitabilmente alla sconfitta ma non umiliati; grazie alle loro doti di amara ironia, sono spesso in grado di sovrastare il prepotente e ipotetico vincitore.
Ruoli indimenticabili
Tra le oltre cento pellicole della sua sterminata filmografia, vanno ricordati almeno i ruoli del rappresentante scambiato per gerarca fascista in Anni ruggenti di Luigi Zampa (1962), il cittadino distrutto da una burocrazia impietosa in Made in Italy di Nanni Loy (1965), l'amico di un editore, disilluso dalla civiltà consumistica e diventato stregone in Africa in Riusciranno i nostri eroi... di Ettore Scola (1968), il calzolaio convivente more uxorio con una donna ebrea che si rivela alla fine essere Pasquino, l'autore di invettive in rima contro il Papa nel film Nell'anno del Signore di Luigi Magni (1969), l'emigrante italiano in Svizzera costretto a tingersi i capelli di biondo durante una partita della Nazionale di calcio in Pane e cioccolata di Franco Brusati (1974), il portantino d'ospedale Antonio in C'eravamo tanto amati di Ettore Scola (1974), e il venditore abusivo di caffè sui treni Michele Abbagnano in Cafè Express di Nanni Loy (1979), a detta di molti la sua interpretazione più intensa e sofferta. Come attore si aggiudica 5 Nastri d'Argento e 5 David di Donatello.
Regista cinematografico
Nel 1962 debuttò dietro la macchina da presa con un pregevole cortometraggio, L'avventura di un soldato, episodio del film L'amore difficile, tratto dall'omonima novella di Italo Calvino, delicata e notevole storia sullo sbocciare di un amore tra un soldato e una vedova nello scompartimento di un treno, tutto giocato sul silenzio e sulla mimica. La sua seconda regìa è lo stupendo Per grazia ricevuta (1970), pervaso da sincera commozione, col quale si aggiudica la Palma d'Oro per la miglior regìa al Festival di Cannes e un Nastro d'Argento per il miglior soggetto. Ne dirigerà un terzo nel 1981, Nudo di donna, ereditandone anche il tema da Alberto Lattuada che lo iniziò, sulla crisi d’identità di un uomo che scopre una sosia perfetta della moglie dal carattere allegro e disinibito, mentre la consorte è seria e posata.
Regista teatrale
Sul palcoscenico rientrò tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 da assoluto protagonista delle commedie, da lui anche scritte e dirette, Gente di facili costumi (1987), Viva gli sposi! (1989) e Parole d'amore... parole (1992), in seguito portati più volte in tournée.
Rientro in televisione
Sul piccolo schermo fa il suo rientro in maniera eclatante, nel 1972, quando interpreta in maniera sensibilissima e misurata Geppetto, il padre di Pinocchio nel film televisivo Le avventure di Pinocchio diretto da Luigi Comencini. Interprete di un numero incalcolabile di caroselli e short pubblicitari, per 17 anni è testimonial fisso di una nota marca di caffè accanto alla simpatica nonna Nerina Montagnani, dove lanciò un'altra frase destinata a passare alla storia.
Il commissario e il brigadiere
Durante gli anni '90 ha interpretato numerose fiction televisive dirette perlopiù da Ignazio Agosta, Alberto Simone e dal figlio Luca. Sono sempre personaggi carichi di notevole umanità, il commissario Franco Amidei di Un commissario a Roma (1993) e soprattutto il brigadiere Nino Fogliani nelle tre serie di telefilm di grandissimo successo Linda e il brigadiere, accanto a Claudia Koll e dirette tra il 1997 e il 1999.
Cantante di successo
Molto attivo alla radio, ospite d'onore in trasmissioni di ogni genere, si è esibito, e con successo, anche come cantante: nel 1970 la sua versione del classico di Ettore Petrolini Tanto pe' canta' raggiunge le primissime posizioni della Hit-Parade. Più avanti ottengono successo anche Tarzan lo fa e Canzone pulita. Nel 1994 pubblicò la sua autobiografìa, Nudo d'attore, che ottenne un buon successo editoriale.
La fine
Nel settembre 2003, subito dopo la fine delle riprese del suo ultimo film, uscito postumo, La fine di un mistero, diretto da Miguel Hermoso, Manfredi viene colto da un collasso cardiaco. Ricoverato in ospedale, non si riprenderà mai completamente, trascorrendo nove mesi in una continua alternanza di miglioramenti e peggioramenti. Muore a 83 anni, il 4 giugno 2004, un anno e quattro mesi dopo Alberto Sordi. Era sposato dal 1955 con l'ex indossatrice di moda Erminia Ferrari, e ha avuto da lei tre figli, la produttrice Roberta, il regista Luca e Giovanna.
Filmografìa
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Attore cinematografico
- 1949: Monastero di Santa Chiara (Napoli ha fatto un sogno), regìa di Mario Sequi
- 1949: Torna a Napoli, regìa di Domenico Gambino
- 1951: Anema e core, regìa di Mario Mattòli
- 1952: Viva il cinema!, regìa di Enzo Trapani
- 1952: La prigioniera della torre di fuoco, regìa di Giorgio Walter Chili
- 1952: Ho scelto l'amore, regìa di Mario Zampi
- 1953: La domenica della buona gente, regìa di Anton Giulio Majano
- 1954: Ridere, ridere, ridere, episodio Al Night Club Bar Zellette, regìa di Edoardo Anton
- 1955: Gli innamorati, regìa di Mauro Bolognini
- 1955: Prigionieri del male, regìa di Mario Costa
- 1955: Non scherzare con le donne, regìa di Giuseppe Bennati
- 1955: Lo scapolo, regìa di Antonio Pietrangeli
- 1956: Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo, regìa di Mauro Bolognini
- 1956: Totò Peppino e la... malafemmina, regìa di Camillo Mastrocinque
- 1956: Tempo di villeggiatura, regìa di Antonio Racioppi e Luigi Zampa
- 1957: Susanna tutta panna, regìa di Stefano Vanzina
- 1957: Camping, regìa di Franco Zeffirelli (anche soggetto e sceneggiatura)
- 1957: Femmine tre volte, regìa di Stefano Vanzina
- 1958: Guardia, ladro e cameriera, regìa di Stefano Vanzina
- 1958: Caporale di giornata, regìa di Gianni Puccini
- 1958: Adorabili e bugiarde, regìa di Nunzio Malasomma
- 1958: Pezzo, capopezzo e capitano, regìa di Wolfgang Staudte
- 1958: Carmela è una bambola, regìa di Gianni Puccini
- 1958: Venezia, la luna e tu, regìa di Dino Risi
- 1959: I ragazzi dei Parioli, regìa di Sergio Corbucci
- 1959: Audace colpo dei soliti ignoti, regìa di Nanni Loy
- 1959: L'impiegato, regìa di Gianni Puccini (anche soggetto e sceneggiatura)
- 1960: Le pillole di Ercole, regìa di Luciano Salce
- 1960: Crimen, regìa di Mario Camerini
- 1961: Il giudizio universale, regìa di Vittorio De Sica
- 1961: A cavallo della tigre, regìa di Luigi Comencini
- 1961: Il carabiniere a cavallo, regìa di Carlo Lizzani
- 1961: Anni ruggenti, regìa di Luigi Zampa
- 1962: I motorizzati, regìa di Camillo Mastrocinque
- 1962: L'amore difficile, episodio L'avventura di un soldato, regìa di Nino Manfredi
- 1962: La parmigiana, regìa di Antonio Pietrangeli
- 1963: La ballata del boia (El Verdugo), regìa di Luis Garcia Berlanga
- 1963: I cuori infranti, episodio E vissero felici..., regìa di Gianni Puccini
- 1963: Alta infedeltà, episodio Scandaloso, regìa di Franco Rossi
- 1964: Le bambole, episodio La telefonata, regìa di Dino Risi
- 1964: Controsesso, episodi Cocaina di domenica e Una donna d'affari, regìa di Franco Rossi e Renato Castellani
- 1964: Questa volta parliamo di uomini, regìa di Lina Wertmüller
- 1964: Il gaucho, regìa di Dino Risi
- 1965: Io, io, io... e gli altri, regìa di Alessandro Blasetti
- 1965: Made in Italy, regìa di Nanni Loy
- 1965: Thrilling, episodio Il vittimista, regìa di Ettore Scola
- 1965: I complessi, episodio Una giornata decisiva, regìa di Dino Risi
- 1965: Io la conoscevo bene, regìa di Antonio Pietrangeli
- 1966: Straziami ma di baci saziami, regìa di Dino Risi
- 1966: Una rosa per tutti, regìa di Franco Rossi (anche soggetto e sceneggiatura)
- 1966: Operazione San Gennaro, regìa di Dino Risi
- 1966: Adulterio all'italiana, regìa di Pasquale Festa Campanile
- 1967: Italian secret service, regìa di Luigi Comencini
- 1967: Il padre di famiglia, regìa di Nanni Loy
- 1968: Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?, regìa di Ettore Scola
- 1969: Nell'anno del Signore, regìa di Luigi Magni
- 1969: Vedo nudo, regìa di Dino Risi
- 1969: Rosolino Paternò soldato, regìa di Nanni Loy
- 1969: Contestazione generale, episodio Concerto a tre pifferi, regìa di Luigi Zampa
- 1970: Per grazia ricevuta, regìa di Nino Manfredi
- 1971: La Betia ovvero in amore per ogni gaudenzia ci vuole sofferenza, regìa di Gianfranco De Bosio (anche sceneggiatura)
- 1971: Roma bene, regìa di Carlo Lizzani
- 1971: Trastevere, regìa di Fausto Tozzi
- 1972: Le avventure di Pinocchio, regìa di Luigi Comencini (proiettato in televisione in una versione più lunga)
- 1972: Girolimoni, il mostro di Roma, regìa di Damiano Damiani
- 1973: Lo chiameremo Andrea, regìa di Vittorio De Sica
- 1973: Pane e cioccolata, regìa di Franco Brusati (anche soggetto e sceneggiatura)
- 1974: C'eravamo tanto amati, regìa di Ettore Scola
- 1975: Attenti al buffone, regìa di Alberto Bevilacqua
- 1975: Brutti, sporchi e cattivi, regìa di Ettore Scola
- 1976: Basta che non si sappia in giro...!, episodi L'equivoco e Il superiore, regìa di Luigi Magni e Luigi Comencini
- 1976: Quelle strane occasioni, episodio Il cavalluccio svedese, regìa di Luigi Magni
- 1976: Signore e signori, buonanotte, episodio Il Santo Soglio, regìa di Luigi Magni
- 1977: In nome del Papa Re, regìa di Luigi Magni
- 1978: La mazzetta, regìa di Sergio Corbucci
- 1978: Cocco mio (Gros calin), regìa di Jean-Pierre Rowson
- 1979: Il giocattolo, regìa di Giuliano Montaldo (anche soggetto e sceneggiatura)
- 1979: Café Express, regìa di Nanni Loy
- 1981: Nudo di donna, regìa di Alberto Lattuada e Nino Manfredi
- 1982: Spaghetti House, regìa di Giulio Paradisi
- 1982: Testa o croce, episodio Il figlio del beduino, regìa di Nanni Loy
- 1983: Questo e quello, regìa di Sergio Corbucci
- 1986: Grandi magazzini, regìa di Castellano e Pipolo
- 1986: Il tenente dei carabinieri, regìa di Maurizio Ponzi
- 1987: Secondo Ponzio Pilato, regìa di Luigi Magni
- 1987: I Picari, regìa di Mario Monicelli
- 1988: Napoli-Berlino, un taxi nella notte (Helsinki-Napoli all night long), regìa di Mika Kaurismaki
- 1990: In viaggio con Alberto (Alberto Express), regìa di Albert Joffé
- 1990: In nome del popolo sovrano, regìa di Luigi Magni
- 1991: Mima, regìa di Philippe Esposito
- 1995: Colpo di luna, regìa di Alberto Simone
- 1995: L'olandese volante (Der flegende Hollander), regìa di Simon Stelling
- 1998: Grazie di tutto, regìa di Luca Manfredi
- 1999: La Carbonara, regìa di Luigi Magni
- 1999: Una milanese a Roma, regìa di Diego Febbraro
- 2000: Apri gli occhi e... sogna, regìa di Rosario Errico (uscito nelle sale soltanto nel 2002)
- 2003: La fine di un mistero (La luz prodigiosa), regìa di Miguel Hermoso (uscito postumo nel settembre 2004)
Attore televisivo
- 1992: Un commissario a Roma, regìa di Ignazio Agosta e Luca Manfredi (serie telefilm)
- 1997: Linda e il brigadiere, regìa di Gianfrancesco Lazotti e Roberto Giannarelli (serie telefilm)
- 1998: Linda e il brigadiere 2, regìa di Gianfrancesco Lazotti (serie telefilm)
- 1998: Dio ci ha creato gratis, regìa di Angelo Antonucci
- 1999: Linda, il brigadiere e..., regìa di Alberto Simone (serie telefilm)
- 1999: Meglio tardi che mai, regìa di Luca Manfredi
- 2000: Una storia qualunque, regìa di Alberto Simone
- 2001: Un difetto di famiglia, regìa di Alberto Simone
- 2001: Chiaroscuro, regìa di Tomaso Sherman
- 2002: Le notti di Pasquino, regìa di Luigi Magni
- 2002: Un posto tranquillo, regìa di Luca Manfredi
Regista e sceneggiatore cinematografico
- 1962: L'amore difficile, episodio L'avventura di un soldato (anche sceneggiatura)
- 1970: Per grazia ricevuta (anche soggetto e sceneggiatura)
- 1981: Nudo di donna (iniziato da Alberto Lattuada, anche soggetto e sceneggiatura)
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