Quaternario (geologia)
Quaternario o Neozoico sono due termini ora abbandonati per definire l'era geologica recente, quella in cui ora viviamo, l'ultima del'eone Fanerozoico.
Questa era è stata in principio definita come l'ultimo periodo di estrema variabilità climatica nella storia della Terra, marcata da numerose glaciazioni e iniziata circa 1,8 milioni di anni fa.
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Clima
In quest'era si distinguono almeno quattro fasi glaciali principali:
- Günz (la più antica)
- Mindel
- Riss
- Würm (la più recente, avvenuta circa 11.000 anni fa)
Per effetto della fusione del ghiaccio si formarono potenti fiumane che determinarono terrazzamenti ed estesi depositi alluvionali (ghiaie, sabbie, limi) che colmarono vasti golfi (es.: il golfo Padano). In momenti ed aree diverse si formarono anche torbiere e depositi di löss.
In Italia e nell'Egeo l'attività vulcanica è intensa, con la formazione di tufi e l'effusione di magmi a composizione da basaltica ad alcalino-potassica, come le trachiti e le lipariti.
Paleogeografia
Continenti e mari assumono le forme attuali: l'Inghilterra si separò dall'Europa, la Sicilia dall'Africa e dalla Calabria, si aprì la comunicazione tra Mar Nero e Mar Egeo.
Flora
La flora non si differenzia molto da quella attuale.
Fauna
Anche la fauna è sostanzialmente quella attuale con animali che si estinsero agli inizi dell'era, come mammut, orso delle caverne e megaterio.
Evoluzione del termine nel pensiero scientifico
La denominazione quaternario fu proposta da Jules Desnoyers nel 1929 durante una suo rilevamento su sedimenti del bacino della Senna che erano chiaramente più giovani rispetto alle rocce del Terziario.
Altra denominazione proposta (usata sopratutto in Russia) è stata quella di Era Antropozoica o Antropozoico, dato che il più importante evento biologico è, se non la comparsa, l'esplosiva diffusione dell'uomo.
A partire dagli anni novanta il termine è stato contestato per diversi motivi e sono nate due scuole di pensiero principali:
- la prima, a favore della conservazione del termine per ragioni storiche, suggerisce di spostare tale limite a 2,6 milioni di anni fa, in corrispondenda del'ultima inversione del campo magnetico terrestre. In questo caso il Quaternario abbraccerebbe tutto l'Olocene, il Pleistocene e il Gelasiano;
- la seconda è invece a favore dell'eliminazione del termine e all'inclusione delle suddette epoche nel Cenozoico per la difficoltà oggettiva di definire questo limite in aree a clima tropicale e per la mancanza di crisi biologiche evidenti. Un'altro argomento a favore dell'eliminazione è legato alla durata estremamente breve di questa era se rapportata a quelle delle ere precedenti, al punto da rendere spesso inefficaci i metodi classici della stratigrafia.
La seconda opzione è quella attualmente accettata a livello internazionale:
nel 2004 la Commissione Internazionale di Stratigrafia ha deliberato a favore dell'eliminazione di questa era dall'ultima edizione della scala dei tempi geologici internazionale seppur la discussione sia ancora in atto.
