Nelson Mandela
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Nobel per la pace
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Nelson Rolihlahla Mandela, OM (nato il 18 luglio 1918), primo Presidente del Sud Africa dopo la fine dell'apartheid. Fu a lungo uno dei leadres del movimento anti-apartheid, e organizzò anche azioni di sabotaggio e guerriglia. Nel 1993 ricevette il Premio Nobel per la pace. Oggi è universalmente considerato un eroico combattente per la libertà anche se durante il periodo del regime di segregazione razziale alcuni politici quali Margaret Thatcher e Ronald Reagan lo trattarono alla stregua di un terrorista.
Il nome Madiba è un titolo onorifico adottato dai membri anziani del clan di Mandela e in Sud Africa è sinonimo di Nelson Mandela.
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Anni giovanili
Nelson Mandela nacque a Qunu nel Transkei. Suo padre Hendry Mphakanyiswa Gadla, fu capo di Mvezo, un piccolo villaggio situato sulle rive del fiume Mbashe. All'età di sette anni, Rolihlahla Mandela divenne il primo membro della sua famiglia a frequentare la scuola, e fu anche il luogo in cui gli venne dato il nome inglese "Nelson" da parte di un insegnane metodista. Suo padre morì quando aveva 10 anni, e Nelson frequentò una scuola missionaria Wesleyan situata a poca distanza dal palazzo del principe reggente. Seguendo le convenzioni Xhosa fu iniziato all'età di 16 anni, e frequentò il Clarkebury Boarding Institute, imparando la cultura occidentale. Ottenne il suo Junior Certificate in due anni, invece dei 3 previsti.
All'età di 19 anni, nel 1934, Mandela si trasferì al Weslayan College di Fort Beaufort, presso il quale molti regali Thembu frequentavano, e iniziò ad interessarsi alla boxe ed alla corsa. Dopo essersi immatricolato, cominciò un corsi di laurea nel campo dell'arte presso la Fort Hare University, dove incontrò Oliver Tambo, che divenne l'amico di una vita e collega.
Alla fine del suo primo anno partecipò al boicottaggio organizzato dal consiglio rappresentativo degli studenti contro le politiche universitarie, e per questo gli fu chiesto di abbandona Fort Hare. Lasciò in direzione di Johannesburg, dove completò il suo percorso universitario presso la University of South Africa (UNISA) per corrispondenza, poi incominciò una laurea in legge presso la Wits University.
Attività politica
Da giovane studente di legge, Mandela fu coinvolto nell'opposizione al minoritario regime bianco che negava i diritti politici, sociali ed economici della maggioranza nera Sud Africana. Unendosi all'African Nation Confree nel 1942, due anni dopo fondò la più giovanile Youth League insieme con Walter Sisulu, Oliver Tambo ed altri.
Dopo la vittoria elettorale del 1948 da parte del Partito Nazionale con la sua politica pro-apartheid di segregazione raziale, Mandela si distinse nella campagna di resistenza del 1952 organizzata dall'ANC e nell'assemblea popolare del popolo del 1955, la cui adozione della Carta della Libertà stabilì il fondamentale programma della causa anti-apartheid.
Durante questo periodo Mandela ed il suo compagno avvocato Oliver Tambo gestirono l'ufficio legale Mandela e Tambo fornendo consulenze legali gratuite o a basso costo per i molti neri che sarebbero rimasti altrimenti senza rappresentante legale.
Inizialmente coinvolto nella battaglia di massa non-violenta lui e 150 altre persone furono arrestate il 5 dicembre 1956 ed accusati di tradimento. Seguì un violento processo per tradimento durato dal 1956 al 1961, al termine del quale tutti furono assolti. Mandela ed i suoi colleghi accettarono la causa armata dopo l'uccisione di manifestanti disarmati a Sharpeville nel marzo del 1960 ed la successiva interdizione dell'ANC e di altri gruppi anti-apartheid.
Arresto e detenzione
Nel 1961 divenne il comandante dell'ala armata Umkhonto we Sizwe dell'ANC ("Lancia della nazione", o MK), della quale fu co-fondatore. Coordinò la campagna di sabotaggio contro l'esercito ed gli obiettivi del governo e fece piani per una possibile guerriglia se il sabotaggio fosse fallito per porre fine all'apartheid. Raccolse anche soldi per il MK all'estero, e dispose allenamenti para-militari, visitando vari governi africani. Nell'agosto 1962 fu arrestato dopo che la CIA informò la polizia, e fu imprigionato per 5 anni con l'accusa di viaggi illegali all'estero e incitamento allo sciopero.
Mentre Mandela era in prigione, la polizia arrestò importanti capi dell'ANC l'11 luglio 1963 presso la Liliesleaf Farm, Rivonia. Mandela fu coinvolto, ed al processo di Rivonia, Nelson Mandela, Ahmed Kathrada, Walter Sisulu, Govan Mbeki, Andrew Mlangeni, Raymond Mhlaba, Elias Motsoaled, Walter Mkwayi (scappato durante il processo), Arthur Goldreich (scappato dalla prigione prima del processo), Dennis GOldberg e Lionel "Rusty" Bernstein furono incolpati di sabotaggio e crimini equivalenti al tradimento (ma più facili per il governo da dimostrare). Joel Joffe, Arthur Chaskalson e George Bizos furono parte della squadra di difesa che rappresentò gli accusati. Tutti ad eccezione di Rusty Bernstein furono trovati colpevoli e condannati all'ergastolo il 12 giugno 1964. L'imputazione includeva il coinvolgimento nell'organizzazione di azione armata, in particolare di sabotaggio (del quale crimine Mandela si dichiarò colpevole) ed di cospirazione per aver cercato di aiutare gli altri paesi ad invadere il Sud Africa (del quale crimine Mandela si dichiarò non colpevole). Per tutti i successivi 26 anni, Mandela divenne sempre maggiormente coinvolto nell'opposizione all'apartheid fino al punto che lo slogan "Nelson Mandela Libero" divenne l'urlo di tutte le campagne anti-apartheid del mondo.
Mentre era in prigione, Mandela fu in grado di spedire un manifesto all'ANC che venne pubblicato il 10 giugno 1980 ed il cui testo conteneva:
'UNITEVI! MOBILITATEVI! LOTTATE! TRA L'INCUDINE DELLE AZIONI DI MASSA ED IL MARTELLO DELLA LOTTA ARMATA DOBBIAMO ANNIENTARE L'APARTHEID!'[1]
Rifiutando un'offerta di libertà condizionata in cambio di una rinucnia alla lotta armata (febbraio 1985), Mandela rimase in prigione fino al febbraio del 1990, quando il sostegno dalla campagna dell'ANC e dalle pressioni internazionali portò al suo rilascio l'11 febbraio del 1993 su ordine del presidente di stato F.W. de Klerk e alla fine della proibizione nei confronti dell'ANC. Mandela e de Klerk ottennero il premio nobel per la pace nel 1993. Mandela era già stato in precedenza premiato con il premio Sakdarov per la libertà di pensiero nel 1988.
Presidenza dell'ANC e presidenza del Sud Africa
Come presidente dell'ANC (luglio 1991 - dicembre 1997) gestì un grande cerimoniale e campagne non competitive contro de Klerk per la nuova carica di presidente del Sud Africa. Mandela vinse, diventando il primo capo di stato di colore. De Klerk fu nominato vice presidente.
Come presidente, (maggio 1994 - giugno 1999), Mandela presiedette la transizione dalla legge minoritaria e dall'apartheid, vincendo il rispetto internazionale per il suo appoggio alla riconciliazione nazionale ed internazionale. Alcuni radicali furono delusi dalle mancate conquiste sociali durante il periodo del suo governo e in particolare modo dall'incapacità del governo di arginare la crisi dell'AIDS.
Mandela stesso ammise dopo il suo congedo che forse aveva commesso qualche errore nel calcolare il possibile pericolo derivante dall'epidemia di HIV/AIDS. Questo fu principalmente tragico in virtù del fatto che la ragione per cui era stato votato era quella di migliorare la vita della maggioranza nera sud africana, ed invece a causa di questa leggerezza potrebbe essere in parte responsabile di milioni di morti.
Mandela fu anche criticato per la sua stratta amicizia con capi di stato quali Fidel Castro e Moammar Al Qadhafi, che lui chiamava i suoi "compagni in armi". La sua decisione di impegnare le truppe sud africane per sconfiggere il golpe del 1998 a Lesotho rimanane anche un argomento controverso.
Mandela si sposo 3 volte. Il suo primo matrimonio con Evelyn Ntoko Mase terminò con un divorzio nel 1957 dopo 13 anni, il suo secondo matrimonio con Winnie Madikizela terminò con una separazione (aprile 1992) ed un divorso (marzo 1996) alimentato da disaffezioni politiche. Al suo ottantesimo compleanno Mandela sposò Graça Machel, vedova di Samora Machel, il presidente fondatore mozanbicano e alleato dell'AnC ucciso in un incidente aereo 15 anni prima.
Ritiro
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Dopo il suo ritiro dalla carica di presidente nel 1999, Mandela proseguì per diventare un sostenitore di una moltitudine di organizzazioni per i diritti sociali ed umani. Ricevette molte onoreficenze straniere, incluso l'Order of St. John da Regina Elisabetta II e la Presidential Medal of Freedom da George W. Bush.
Mandela è una delle uniche due persone con origini non indiane (Madre Teresa è l'altra) ad aver ottenuto il Bharat Ratna, il più alto riconoscimento civile indiano, nel 1990.
Come esempio della sua approvazione popolare, nel suo tour del Canada nel 1998, incluse una conferenza nello Skydome della città di Toronto dove parlò a 45,000 studenti che lo incitarono con un intenso applauso. Nel 2001, fu il primo straniero ad essere cittadino onorario canadese come uno dei pochi capi stranieri a ricevere l'Order of Canada.
Nel 2003, Mandela fece alcuni polemici discorsi, attaccando la politica straniera della amministrazione di George W. Bush, proclamando Bush un razzista perché non seguiva l'Organizzazione delle Nazioni Unite ed il suo segretario generale Kofi Annan sul tema della guerra in Iraq. "È perché ora il segretario generale dell'ONU è un uomo di colore? Non fecero mai questo quando il segretario generale era un bianco", Mandela disse.[2] Successivamente quell'anno, conferì il suo supporto al campagna di raccolta di fondi per l'AIDS chiamata 46664 come il suo numero di prigioniero.
Nel giugno 2004 all'età di 85 anni, Mandela annuncio che si sarebbe voluto ritirare dalla vita pubblica. La sua salute adava declinando negli ultimi anni e lui voleva spendere del tempo con la sua famiglia per quanto la sua salute gliene avesse concesso. Fece un'eccezione, comunque, per il suo impegno enlla lotta contro l'AIDS. Nel luglio 2004 volò a Bangkok per parlare alla XV conferenza internazionale sull'AIDS, 2004.
Il 23 luglio 2004 la città di Johannesburg conferì il più alto onore a Mandela garantendogli la libertà della città ad una cerimonia in Orlando, Soweto.
Ulteriori letture
- Nelson Mandela; Lungo cammino verso la libertà. Autobiografia; II edizione ISBN 8807170000 (Feltrinelli 1995), V edizione ISBN 8807813696 (Feltrinelli 1996)
- Nelson Mandela; Contro ogni razzismo; I edizione ISBN 8804414804 (Mondadori 1996)
- Anthony Sampson; Mandela: the authorized biography; ISBN 0-6797-8178-1
- Nelson Mandela; Long Walk to Freedom: The Autobiography of Nelson Mandela; Little Brown & Co; ISBN 0-3165-4818-9 (paperback, 1995)
Collegamenti esterni
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Successore: |
Mandela, Nelson Mandela, Nelson Mandela, Nelson
