Musicologia
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L'analisi della musica
Per questi varii concetti si sono scomodate molte discipline come strumenti di analisi e misura del fenomeno. Anzi si può dire che quasi tutte hanno fatto pressione per entrare nella discussione. Da ciò si intuisce che per far piena luce, occorrerebbe un trattato. Il musicologo perciò deve avere una preparazione multidisciplinare, visto che l'argomento è trasversale tra le conoscenze umane. Tuttavia non vi è ancora modo di riconoscere gran parte delle regole che sono implicite nell'oggetto musicale. Qualcuno ha detto che il compositore ascolta il suo subconscio, come un elaboratore musicale potente e imbattibile. E quasi tutti i musicisti sono coscienti che è stata la fonte più attendibile, anche se non può dirsi un "muscolo volontario".
Si iniziò con un tronco cavo
Secondo l'antropologia, non c'è bisogno di datare l'inizio del fenomeno musicale, anche se è presumibile si sia sviluppato con l'appropriarsi da parte degli uomini antichi del linguaggio verbale. Si presume che il primo strumento musicale sia stato un tronco cavo che veniva percosso da bastoni. Anche oggi molte tribù hanno tali usanze, lo scopo è il rapporto col sopranaturale, la propiziazione delle attività vitali per la sopravvivenza del clan, oppure la celebrazione di eventi che cambiano la fisionomia sociale del gruppo (nascite, matrimoni, morti, ecc.). Si capisce che l'importanza dell'attività musicale, per quanto si possa parlare di retrologie, assume un significato politico, religioso, culturale, che nel tempo ha creato un profondo solco nella memoria collettiva. L'arte, appunto, è l'espressione oggettiva di cose che hanno residenza nel concetto di identificazione personale, come lo hanno altre caratteristiche di ogni variante etnica (Folklore e musica folkloristica).
Le parentele culturali e musicali
Anche se il vissuto musicale dell'umanità è di dimensioni enormi, viene spontaneo fare una specie di mappa di tali eventi. I primi a generare dei suoni nella musica si trovavano in India, lo strumento usato in varie forme è il sitar (una specie di chitarra) che era dotato di cassa armonica, tale strumento e forse anche la musica furono poi importati nell'Egitto dei faraoni. L'arpa è una variazione del sitar, poichè si pensa che si iniziò con una corda, e bisognava modificare la lunghezza della corda, ricorrendo ad una tastiera (un bastone) per ottenere delle melodie. In oriente perciò tale strumento diede origine alla chitarra araba (a forma di mandorla). Strumento antico ad uso delle corti e come attrezzo degli eserciti, fu il progenitore della tromba, era di dimensione enormi e anch'esso veniva dall'oriente, serviva per adunare la gente, in origine per scopi religiosi (zona del Tibet). La musica ha seguito perciò tali percorsi: dove c'era ricchezza si sviluppavano le arti. Oltre alla trattazione della nascita degli strumenti musicali, e del folklore, la musicologia tratta delle fonti musicali. In ciò si intende i musicisti di cui si ha traccia storica. Già all'epoca della Magna Grecia ma anche dell'antico Egitto, si nominano molti scienziati che erano anche musicisti, e questo era quasi una regola. Pitagora, Platone, Archimede e quei filosofi e matematici, di cui si sente spesso parlare erano anche musicisti (studio della filosofia), di recente anche Goethe, da alcuni considerato un genio era un musicista. Tra queste menti, alcuni si sono distinti per la produzione tutt'altro che matematica della musica creando dei lavori di incredibile bellezza. Intorno al 1020 D.C. si ebbe l'invenzione del pentagramma (da parte del monaco italiano Guido d'Arezzo), allo scopo di conservare e divulgare le musiche che altrimenti venivano tramandate ad "orecchio", con tutti gli errori e i limiti che ne derivavano.
Gli autori
Dall'epoca priva di notazione musicale ci è giunto molto poco. Mentre si ha una abbondante letteratura musicale da Girolamo Frescobaldi in poi (organista).
Forse ispirò proprio tutti, e Johann Sebastian Bach (il maestro) lo copiò per bene, anche se la musica medievale rimane per le poche cose giunte, di incredibile originalità. Tuttavia prima di J.S. Bach, la musica non aveva i requisiti di vero oggetto musicale. Il cambiamento si deve al medesimo, per via delle regole da lui create, e esemplificate, oltre le quali ognuno poteva fare musica senza un riferimento musico-culturale accettabile. Bach gettò le fondamenta della musica oltre che dell'armonia. Si possono nominare molti musicisti, ma i veri maestri sono pochi. Tuttavia i più conosciuti e ammirati sono: Bach, Ludwig van Beethoven, Wolfgang Amadeus Mozart, Piotr Tchaikovsky, Frédéric Chopin, Antonio Vivaldi, Igor Stravinsky, Johannes Brahms, Giuseppe Verdi, Johann Strauss, George Gershwin.
Molti altri sono anche dei grandi maestri, e sono elencati nel dizionario musicale. Per dare un'idea, si pensi alla famoso concerto per oboe e orchestra di Alessandro Marcello, la cui ingegnosità e bellezza non si descrivono.
Composizioni
A prescindere dall'autore, la composizione ha vita a se. Vi sono opere di incredibile effetto, affidate a musicisti poco conosciuti, e viceversa. Per esempio: "Il Principe Igor" di Alexander Borodin, oppure "Bolero" di Ravel. Vi sono poche opere con questi attributi, molte altre invece seguono una trama scontata, oppure sono degli esperimenti per raggiungere nuovi effetti. I giudizio su questi argomenti è affidato alla critica, vero riferimento per il destino di molti musicisti. La critica, anticamente era affidata a chi era pagato per esternarla, (giornali, corti, accademie). Viste le possibilità democratiche delle società antiche, si deve pensare quanto era facile che molti musicisti patissero la fame. Oggi con i mezzi di comunicazione moderni, la gente può decretare giudizi più obbiettivi. Le composizioni riconosciute emergenti tra le altre sono: La 9a Sinfonia di Beethoven, La toccata e fuga di Bach, Aria sulla 4a corda di Bach, Lo Schiaccianoci di Cajkovskij, alcuni valzer di Johann Strauss, Il valzer in Do diesis min. op. 64 di Chopin, Una notte sul monte Calvo di Mussorgsky, L'uccello di fuoco di Stravinskij, Casta Diva di Vincenzo Bellini, La Carmen di Bizet, (Verdi..)ecc. Questo giudizio è arbitrario: è solo un invito per iniziare a conoscere i brani pìù suggestivi, ma è anche il gusto emerso nel mondo. Il gusto sulla musica è assolutamente non discutibile, visto che il campo è sgombro ormai da molti schemi, per via del movimento Decadentista (appunto), resta solo il concetto suggerito dall'Estetismo di salvare le cose "belle". Non si deve intendere esaurito però l'argomento musicale con ciò che si è descritto. La musica moderna è un altro grosso capitolo per la musicologia. Infatti, nei "nuovi linguaggi musicali", si delineano nuove strade e orizzonti impensabili. La Musica Dotta (musica di chi ha già digerito la Classica) ha stravolto molti moduli ormai obsoleti, creando altri modelli ritmici e melodici, ed entra a pieno titolo nel mondo onirico della musica. Per gli studiosi di Armonia, si può dire che tale fenomeno è giusto, visto che ormai la gente non va più con le parrucche e non si riempie più di cipria (Stile). Il fenomeno più vistoso è ora il Jazz e le varie Fusions. Meriterebbe una parola la Musica d'Avanguardia: è un fenomeno ripreso per via della Musica dodecafonica, di cui Claude Debussy era l'artefice. La radice di tale movimento è nel Sistema Modale (Armonia), in cui si ipotizza l'uso dei 12 semitoni in luogo della scala naturale. In modo che si possa iniziare una frase su qualunque gradino e poi usare gli intervalli originali, ma su altri gradi. Una sorta di sistema musicale geometrico. In realtà non tutti sono d'accordo su tale futuro, visto il poco favore popolare riscosso. La Musica si è stancata di se stessa? e propone un mondo di rumori ambientali (musica ambientale) evocativi di una ricerca spasmodica dell'essere?.. È certo un modo anche questo per fare musica..
Armonia
Lo sviluppo della musica ha richiesto molti sforzi da parte di esperti del ramo per costruire un modello di riferimento che facilitasse la composizione con delle regole sia propositive che esclusive. In buona parte questo è servito, ma non si è giunti ad esaurire l'argomento e per altri, l'armonia è soggetta a cambiamenti. Secondo Arnold Schoenberg (1874,1951), la musica è un fenomeno, come l'arte in genere, e perciò difficilmente prevedibile. Il predecessore di Schoenberg fu Rameau, si può dire che i due autori si completano a vicenda nei propositi. Lo studio dell'armonia è iniziato con la musica, nel momento che si notò l'effetto di due note diverse sovrapposte, nacque la Polifonia (accordi, movimenti, contrappunto).
Musicologi
- Guido Adler
- Theodor Ludwig Wiesengrund-Adorno
- Jacques Chailley
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- Charles Rosen
