Movimento Sociale Italiano
thumb|Movimento Sociale Italiano Il Movimento Sociale Italiano è un partito politico fondato nel 1946 da reduci della Repubblica Sociale Italiana (come Giorgio Almirante) ed ex esponenti del regime fascista (come Pino Romualdi).
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Una nascita in salita
Il Movimento, che ebbe inizialmente l'appoggio del generale fascista Rodolfo Graziani, ebbe il suo battesimo elettorale del 1948, quando ottenne il 2% dei voti alla Camera dei Deputati e lo 0,8% al Senato della Repubblica.
Con la scomparsa della lista dell'Uomo Qualunque, il MSI aumentò discretamente i suoi consensi soprattutto nel Sud Italia, dove i grandi proprietari terrieri lo sostennero in risposta alle occupazioni e alle proteste contadine dei braccianti sostenuti dal PCI.
Dopo il 5,8% dei voti ottenuto alle elezioni politiche del 1953, divenne segretario del MSI Arturo Michelini. Durante la sua segreteria, il movimento accettò l'Alleanza Atlantica (NATO) e garantì il sostegno ad un governo monocolore guidato dal democristiano Fernando Tambroni (1960). Da parte delle opposizioni, questa inedita alleanza fu interpretata come un avvio di svolta autoritaria e si creò un clima di grave imbarazzo per il quale la DC, in difficoltà nei confronti degli altri partiti che minacciavano di fare insorgere il Paese, costrinse Tambroni alle dimissioni; inaspettatamente, il presidente della Repubblica (Giovanni Gronchi) respinse queste dimissioni, principalmente perché nessun altro democristiano, vista la temperatura rovente del dibattito politico, accettava di sostituirlo e di comporre nuove alleanze.
Il MSI restava dunque il sostegno essenziale di quel governo e l'occasione fu sfruttata per proporsi all'attenzione generale, organizzando un congresso a Genova, città Medaglia d'Oro della Resistenza; si è detto che la scelta di questa città da parte del movimento fosse stata intenzionalmente provocatoria, è da notare infatti che presidente di quel congresso era stato nominato l'ex prefetto fascista Basile, fortemente indiziato di collaborazionismo con i nazisti. Immediatamente la protesta in Liguria esplose in manifestazioni e scioperi, ma a cavallo fra il giugno ed il luglio del 1960 vi furono anche in tutto il resto d'Italia violentissimi scontri di piazza con le forze dell'ordine. A Genova furono chiamati funzionari esterni della Polizia e dei Carabinieri ed i Reparti Celere si trovarono di fatto ad ingaggiare nei carruggi una sorta di guerriglia urbana coi manifestanti (in parte coordinata da Sandro Pertini e da altri esponenti della Resistenza). I manifestanti stavano prendendo il sopravvento costringendo la Polizia a ripiegare e fu necessaria una soluzione politica per riportare l'ordine. Al MSI fu impedito di tenere quel congresso; gli scontri successivi, particolarmente a Reggio Emilia, Roma e Palermo, non furono meno violenti e provocarono una decina di morti.
L'emarginazione
Dopo la caduta di questa legislatura in seguito ai fatti di Genova, il MSI fu emarginato dalla scena politica dal Centrosinistra. Neanche il ritorno alla segreteria di Giorgio Almirante, esponente storico e già segretario del partito, riuscì a migliorare questa situazione. Fu creata, nel dibattito politico, la locuzione "arco costituzionale" per indicare in pratica tutti partiti meno il MSI (la locuzione però si fondava anche sul rigetto, da parte del movimento, dei valori antifascisti contenuti nella Carta). Per gli anni successivi il MSI sarebbe dunque stato palesemente tenuto a banda dalla vita politica nazionale con la sola eccezione degli inevitabili atti formali.
Almirante seppe sfruttare politicamente questa emarginazione costituendosi come unico partito al di fuori del presunto "regime", di cui avrebbe fatto parte una sotterranea alleanza consociativa fra la DC e le sinistre; con la crescente affermazione delle formule del centrosinistra e l'avvicinarsi delle proposte di compromesso storico, questa pretesa solitudine di opposizione guadagnò sempre più consensi. Il Movimento modificò la sua denominazione in "Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale".
Nel luglio del 1970, il MSI fu protagonista dei cosiddetti "fatti di Reggio", quando la città calabrese insorse contro la decisione di spostare a Catanzaro il capoluogo della regione. La reazione era stata inizialmente delle sinistre, ma un esponente della CISNAL (il sindacato missino), tal Francesco Franco (noto come "Ciccio Franco"), coniò lo slogan "boia chi molla" ed organizzò una sollevazione della destra che si produse in una vera e propria rivolta con barricate stradali e scontri armati con la Polizia. La rivolta si sarebbe conclusa solo nel febbraio dell'anno successivo, con l'ingresso dei carri armati in città.
Alle elezioni politiche del 1972, in cui si presentò insieme ai monarchici, il MSI prese l'8,7% dei voti. Negli anni '70 il consenso giovanile crebbe verticalmente ed andò ad alimentare lo scontro armato di piazza fra i cosiddetti "opposti estremismi". Il Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del partito, si trovò opposto alla FGCI, organizzazione giovanile del partito comunista, così come le frange estreme di entrambi gli schieramenti si trovarono in qualche modo rispettivamente a contatto con gruppi armati o organizzazioni terroristiche.
La drammaticità della situazione, insanguinata da decine e decine di uccisioni (quasi sempre di giovanissimi) in entrambi i versanti, e non meno luttuosa per le forze dell'ordine, fece del MSI un partito del quale in qualche modo pubblicamente si discuteva ogni giorno e certamente ottenne un seppur spesso macabro accesso all'informazione. Il partito era al tempo diviso fra la corrente maggioritaria almirantiana ed una cospicua corrente più radicale facente capo a Pino Rauti (che essendo reggino aveva tratto giovamento politico dalla rivolta calabrese), mentre presidente restava l'autorevole Romualdi. Vi fu anche una scissione, dalla quale si formò il non longevo partito di Democrazia Nazionale.
Sempre nella decade, il MSI fece appassionate campagne (ad esempio in occasione del referendum sul divorzio) sposando quasi appieno le posizioni della Chiesa cattolica, con l'evidente intento di sottrarre elettorato alla DC e sviluppando un fronte dialettico sulla via del moralismo, sia in opposizione alle "scandalose" posizioni del Partito Radicale e del PSI, sia costantemente segnalando scandali di malversazione e corruttela di governanti e pubblici amministratori. In più, il MSI fece ripetute e franche aperture all'elettorato militare, col quale effettivamente si stabilì una vicinanza. Diversi esponenti delle forze armate e dei servizi segreti coinvolti in scandali furono candidati in collegi "sicuri" (e quindi eletti) nelle sue fila; fu il caso, ad esempio, di Vito Miceli e Giuseppe Santovito.
Ciò malgrado, i risultati non crebbero oltre ed anzi negli anni Ottanta il movimento subì un processo di ridimensionamento elettorale, giungendo a prendere meno del 6% dei consensi alle elezioni del 1987.
La svolta
Dopo questo insuccesso elettorale e la morte di Almirante si alternarono alla segreteria del partito Gianfranco Fini (cresciuto in seno al Fronte della Gioventù), Pino Rauti e dal 1991 ancora Fini, stavolta stabilmente. Sotto la segreteria del politico bolognese il partito migliorò i suoi consensi e nel 1994, a seguito della vittoria elettorale di Silvio Berlusconi, divenne parte integrante della maggioranza governativa.
Poco dopo il crollo dell'esecutivo berlusconiano, Fini dichiarò chiusa l'esperienza missina e nel 1995 fondò Alleanza Nazionale con la cosiddetta "svolta di Fiuggi" (dal nome della località laziale ove si svolse il congresso).
Rauti non accettò questo cambiamento, interpretato come un "disconoscimento" del proprio passato, e divenne segretario di un altro movimento, denominato Fiamma Tricolore, ancorato alla tradizione del MSI.
Segretari
- Giorgio Almirante (dicembre 1946)
- Augusto De Marsanich (gennaio 1950)
- Arturo Michelini (ottobre 1954)
- Giorgio Almirante (giugno 1969)
- Gianfranco Fini (dicembre 1987)
- Giuseppe “Pino” Rauti (gennaio 1990)
- Gianfranco Fini (luglio 1991 - gennaio 1995).
Congressi
- I Congresso - Napoli, 27-29 giugno 1948
- II Congresso - Roma, 28 giugno - 1° luglio 1949
- III Congresso - L'Aquila, 26-28 luglio 1952
- IV Congresso - Viareggio, 9-11 gennaio 1954
- V Congresso - Milano, 24-26 novembre 1956
- VI Congresso - Genova, luglio 1960 (non si svolse)
- VII Congresso - Roma, 2-4 agosto 1963
- VIII Congresso - Pescara, 12-14 giugno 1965
- IX Congresso - Roma, 20-23 novembre 1970
- X Congresso - Roma, 18-21 gennaio 1973
- XI Congresso - Roma, 13-16 gennaio 1977
- XII Congresso - Napoli, 5-7 ottobre 1979
- XIII Congresso - Roma, 18-21 febbraio 1982
- XIV Congresso - Roma, 29 novembre - 2 dicembre 1984
- XV Congresso - Sorrento, 11-14 dicembre 1987
- XVI Congresso - Rimini, 11-14 gennaio 1990
- XVII Congresso - Fiuggi, 25-29 gennaio 1995
Categoria:Partiti politici
