Movimenti ereticali medievali

Con il termine movimenti ereticali vengono storicamente definiti alcuni movimenti che misero in discussione la dottrina e/o la teologia della Chiesa Cattolica, discostandosene, spesso per criticarne al contempo alcuni aspetti come ad esempio l'eccessiva ricchezza o il coinvolgimento nella politica attiva.

Vedi anche la voce Eresia.

Indice

Bogomili

I Bogomili sono i seguaci di un movimento religioso riformatore, sorto nei Balcani nel X secolo come sviluppo del dualismo orientale, la cui dottrina, attribuita al sacerdote Bogomil, assegna il ruolo di figlio primogenito di Dio a Satanael, creatura ribelle colpevole di aver plasmato il mondo materiale, opposto all'universo spirituale originario, e gli esseri umani, destinati a essere schiavi del male fino alla venuta di un secondo figlio di Dio, il Cristo, disceso dal cielo in sembianze umane per liberare il principio spirituale insito negli uomini e sconfiggere il male, chiamato da allora semplicemente Satana, senza il nome divino El.
I Bogomili praticano un ascetismo severo, rifiutano le immagini sacre, i sacramenti e l'Antico Testamento ad eccezione dei Salmi e dei Profeti. Nel 1118 l'imperatore bizantino Alessio I Commeno fa giustiziare, per eresia, il capo della setta, che sopravvive in Bosnia fino alla conquista islamica del XV secolo, ispirando anche i movimenti degli albigesi e dei catari.

Catari e Albigesi

Vedi l'articolo principale Catari

I Catari praticano un rigido ascetismo e aderiscono alla dottrina dualistica, ereditata dal manicheismo, credeno, quindi, nel conflitto fra il mondo spirituale, creato da Dio, e quello materiale, opera di Satana.
L'eresia apparve nell'Italia settentrionale nel XII secolo con le comunità di Desenzano, Mantova e Concorezzo, ma si diffuse particolarmente in Francia meridionale (Provenza), dove gli aderenti al movimento sono chiamati Albigesi.
Alla fine del XIV secolo i Catari sono quasi scomparsi, in seguito all'azione di francescani e domenicani ed a quella della Santa Inquisizione.
Della letteratura catara restano il rituale latino e provenzale ed il Libro dei due Principi.

Valdesi

Vedi anche la voce Chiesa valdese.

I Valdesi ebbero origine nel medioevo come seguaci del predicatore Pietro Valdo di Lione (detto anche Valdesio). Valdo era un ricco mercante che diede i suoi beni ai poveri e si mise a predicare il Vangelo. Valdesio, che era benestante ma non particolarmente acculturato (conosceva rudimenti di lingua latina e si fece tradurre i sacri testi in lingua volgare per comprenderne ogni parola), decise di abbandonare le proprie ricchezze e di seguire una scuola di teologia. Il suo credo, in parte mutato dopo la sua morte dai vari rami valdesi che si vennero a formare, prevedeva l'assunzione della povertà evangelica come modello di vita, per seguire le orme di Cristo. Questo mito dell'elezione evangelica era piuttosto radicato in coloro che si facevano predicatori della fede, ritenendosi i discendenti degli apostoli. Al movimento religioso non erano escluse le donne, le quali talvolta predicavano, suscitando scalpore tra i membri della curia romana.

I Valdesi furono scomunicati dalla Chiesa cattolica e nel XVI secolo aderirono alla Riforma protestante, organizzando la chiesa e le dottrine secondo un modello calvinista.

Voci correlate

Collegamenti esterni

See also: Movimenti ereticali medievali, 1118, Antico Testamento, Calvinismo, Catari, Chiesa Cattolica, Chiesa cattolica, Chiesa valdese, Concorezzo, Cristo