Motore stellare

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Motore Stellare

Il motore stellare è un motore a combustione interna nel quale i cilindri sono disposti secondo linee radiali, intorno all'albero motore. Un motore stellare può essere composto da una o più stelle, da cui il nome che lo identifica, cioè da una o più serie, autonome, di cilindri. In questo caso si parlerà di motore a doppia, tripla e quadrupla stella. Il motore stellare conobbe un grande successo in aeronautica e rimase in produzione fino all'avvento del motore a getto o Jet. Era con questo tipo di motore che erano equipaggiati tutti i grandi velivoli da trasporto civile e militare con i quali si chiuse l'era del motore a pistoni in aviazione.

In un motore stellare i pistoni sono connessi all'albero motore con un sistema particolare. Un solo pistone è connesso direttamente all'albero motore attraverso una biella di grandi dimensioni detta biella madre. Tutti gli altri sono connessi, con delle biellette, a questa biella madre. In campo aeronautico il motore stellare presenta non pochi vantaggi. Il raffreddamento del motore avviene utilizzando direttamente l'aria che il movimento del velivolo, o dell'elica, genera. Quindi non si rendono necessari sistemi di raffreddamento a liquido, con un notevole risparmio di peso. La mancanza di un sistema di raffreddamento a liquido rende il motore stellare più semplice da costruire, e manutenere, rispetto ad un motore in linea o a V. Questa sua semplicità lo rende più affidabile e, in combattimento, meno sensibile agli eventuali danneggiamenti. Nel caso che venga direttamente colpito un cilindro di un motore stellare sarà solo questo a perdere potenza, mentre in un motore in linea o a V, caratterizzati da uno o più blocchi di cilindri, perderà potenza l'intero blocco. Questi vantaggi - leggerezza e affidabilità - ne facilitarono e ne consigliarono l'impiego sui velivoli.

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Motore stellare in un museo

Il motore stellare però presenta anche due grandi svantaggi. Il primo è dato dalla maggiore resistenza aerodinamica che genera in quanto necessita, a causa della sua forma, di una sezione frontale maggiore di quella di un equivalente motore in linea. Inoltre nel caso si voglia adottare la sovralimentazione, l'aria compressa, dopo il passaggio nel compressore o nella turbina, dovrà essere portata ad ogni singolo cilindro, mentre nel motore in linea, o a V,sarà necessario un solo condotto per un intero blocco di cilindri.

Durante gli anni trenta si sviluppò un grande dibattito tecnico su quale delle due tipologie di motore, stellare o in linea, fosse migliore. Inizialmente il vantaggio sembrava andare al motore stellare, che divenne il principale motore utilizzato su molti velivoli civili e militari proprio grazie alla sua affidabilità, valore importante durante i voli su grandi grandi superfici desertiche o sull'acqua, e per la sua leggerezza. In seguito soprattutto per i velivoli militari da caccia, e con la disponibilità di motori a V quali il Daimler-Benz DB601 o il Rolls Royce Merlin, sembrò che il motore ideale fosse costituito dal motore in linea, che permetteva di ottenere velivoli con linee aerodinamiche molto pulite. Il dibattito non ebbe una sua vera soluzione in quanto velivoli da caccia come il Republic P-47 Thunderbolt o il Focke-Wulf Fw 190, per quanto riguarda i velivoli da caccia basati a terra, dimostarono che si potevano ottenere aerei capaci di grandi prestazioni utilizzando un motore stellare. Mentre il Supermarine Spitfire o il Bf. 109 tedesco, equipaggiati con i motori a V, si rivelarono aerei con una aerodinamica estremamente efficiente e resistenti ai danni del combattimento. Chi prese una decisa posizione a rigurdo fu la US Navy, che adottò sempre il motore stellare per tutti i suoi velivoli. Anche la Marina Imperiale e l'Aviazione dell'Esercito del Giappone fecero altrettanto. Anche molti dei velivoli italiani utilizzati durante il secondo conflitto mondiale erano motorizzati con dei motori stellari. Subito dopo il conflitto si assistette ad un ritorno del motore stellare che fu utilizzato su tutti i grandi velivoli civili e militari del periodo che, dalla fine della guerra, portò all'avvento del motore a getto. Destino diverso toccò al motore in linea che scomparve rapidamente dal mercato dell'aviazione.

Il più grande motore stellare mai realizzato in serie fu il Pratt & Whitney Wasp Major R-4360. Il motore era dotato di 28 cilindri disposti su quattro stelle e poteva fornire una potenza di 3.500 hp (2.610 kW). Venne utilizzato sui più grandi velivoli, militari prima e civili poi, dell'ultimo periodo dei velivoli a motore a pistoni.

Motori stellari

See also: Motore stellare, BMW 801, Biella (meccanica), Bristol Aquila, Bristol Centaurus, Bristol Hercules, Bristol Jupiter, Bristol Mercury, Bristol Pegasus, Bristol Perseus